Luogo di confluenza, di contrasti e di conflitti ciclicamente affioranti il Mediterraneo, spazio tra le terre, unisce i popoli che lo circondano nella affinità delle radici e nella unità della sua storia. Una identità polare e composita, dunque, basata su fusioni, separazioni, intrecci, scambi, scorrerie, battaglie, che spesso tende, non ostante tutto, a ricomporsi, riconoscendo alla massa d'acqua un che di materno, che sfocia in una comune responsabilità. La ragione di questo libro, che sviluppa con straordinario impegno di ricerca i temi di un convegno svoltosi a Napoli, sta proprio nella condivisione, da parte degli studiosi che hanno risposto con passione al nostro appello, di questo senso di responsabilità. Il baricentro delle grandi trasformazioni epocali da tempo si è spostato, rispetto al mare che ha visto nascere al suo intorno le tre grandi tradizioni religiose monoteiste; ma è pur vero che alcuni dei problemi cruciali del nostro tempo hanno qui la loro collocazione geografica e il confronto Occidente e Oriente ha qui uno dei suoi “sensori” più delicati. Di fatti, fino a qualche decennio fa, sulle due sponde opposte del Mediterraneo vigevano, rispetto alla storia comune, due ottiche diverse. La vicenda delle crociate, interpretata ideologicamente, era la cartina di tornasole della incomprensione reciproca e della diffidenza, dura da eliminare. Oggi molto è cambiato e molti sono i sintomi di futuri ulteriori cambiamenti che favoriranno il dialogo e la ricerca in collaborazione. Lo dimostra il materiale raccolto per questo libro da studiosi delle due sponde con metodologie affini e tutte basate sul rigore filologico e sugli strumenti di un comune sapere. Si delinea all'orizzonte una stagione di “studi mediterranei” alimentata, senza distinzione di qualità, dalla cultura islamica e da quella occidentale; e non è per caso che uno dei terreni più fertili di incontro si sia rivelato quello della storia della città. Nel momento in cui, in tutto il mondo, la città attraversa una crisi di identità, l'area in cui la città stessa ha avuto origine e si è sviluppata in modo armonioso, sperimentando forme di aggregazione, gerarchie, partizioni, dimensioni e modelli spaziali i più diversi - ma sempre confrontabili con i bisogni e i desideri dei cittadini - può ancora insegnarci molte cose da utilizzare nel futuro. E' forse il respiro corale della città mediterranea il suo valore più alto, che manca di regola nella città moderna, il segreto da indagare, il valore su cui riflettere per dare atto di quel “senso di responsabilità” comune di cui è giusto parlare. I saggi qui raccolti contribuiscono a mettere a fuoco questo respiro corale, a ritrovarlo in situazioni ed epoche diverse, come un crisma di mediterraneità.

"Considerazioni sulla Professione di Architetto nel Mediterraneo". Saggio di Alexandros Tombazis. Traduzione di Giuditta Caliendo.

CALIENDO, GIUDITTA
2003

Abstract

Luogo di confluenza, di contrasti e di conflitti ciclicamente affioranti il Mediterraneo, spazio tra le terre, unisce i popoli che lo circondano nella affinità delle radici e nella unità della sua storia. Una identità polare e composita, dunque, basata su fusioni, separazioni, intrecci, scambi, scorrerie, battaglie, che spesso tende, non ostante tutto, a ricomporsi, riconoscendo alla massa d'acqua un che di materno, che sfocia in una comune responsabilità. La ragione di questo libro, che sviluppa con straordinario impegno di ricerca i temi di un convegno svoltosi a Napoli, sta proprio nella condivisione, da parte degli studiosi che hanno risposto con passione al nostro appello, di questo senso di responsabilità. Il baricentro delle grandi trasformazioni epocali da tempo si è spostato, rispetto al mare che ha visto nascere al suo intorno le tre grandi tradizioni religiose monoteiste; ma è pur vero che alcuni dei problemi cruciali del nostro tempo hanno qui la loro collocazione geografica e il confronto Occidente e Oriente ha qui uno dei suoi “sensori” più delicati. Di fatti, fino a qualche decennio fa, sulle due sponde opposte del Mediterraneo vigevano, rispetto alla storia comune, due ottiche diverse. La vicenda delle crociate, interpretata ideologicamente, era la cartina di tornasole della incomprensione reciproca e della diffidenza, dura da eliminare. Oggi molto è cambiato e molti sono i sintomi di futuri ulteriori cambiamenti che favoriranno il dialogo e la ricerca in collaborazione. Lo dimostra il materiale raccolto per questo libro da studiosi delle due sponde con metodologie affini e tutte basate sul rigore filologico e sugli strumenti di un comune sapere. Si delinea all'orizzonte una stagione di “studi mediterranei” alimentata, senza distinzione di qualità, dalla cultura islamica e da quella occidentale; e non è per caso che uno dei terreni più fertili di incontro si sia rivelato quello della storia della città. Nel momento in cui, in tutto il mondo, la città attraversa una crisi di identità, l'area in cui la città stessa ha avuto origine e si è sviluppata in modo armonioso, sperimentando forme di aggregazione, gerarchie, partizioni, dimensioni e modelli spaziali i più diversi - ma sempre confrontabili con i bisogni e i desideri dei cittadini - può ancora insegnarci molte cose da utilizzare nel futuro. E' forse il respiro corale della città mediterranea il suo valore più alto, che manca di regola nella città moderna, il segreto da indagare, il valore su cui riflettere per dare atto di quel “senso di responsabilità” comune di cui è giusto parlare. I saggi qui raccolti contribuiscono a mettere a fuoco questo respiro corale, a ritrovarlo in situazioni ed epoche diverse, come un crisma di mediterraneità.
8849204388
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