L???iperrealismo e la profonda verosimiglianza degli spazi architettonici rappresentati nei dipinti degli artisti del Rinascimento, in virtù dell???applicazione degli appena nati principi geometrici della prospettiva lineare conica, segnano la soglia per le successive sperimentazioni manieriste e barocche verso l???irrealtà della rappresentazione, attraverso quei meccanismi dell???inganno basati sugli stessi principi fisiologici della visione con i quali percepiamo lo spazio esterno, usati però ai fini illusionistici. Possiamo certamente affermare che, proprio il lento e appassionato lavoro dell???illusionismo prospettico ai fini artistici, abbia contribuito nei secoli passati a far luce sui meccanismi complessi che regolano il più raffinato ma effimero dei nostri sensi, la vista. La ricerca dell???effetto mimetico si è spinta infatti fin dentro i più profondi meccanismi della visione, della composizione di colori e forme, prendendo in tal modo coscienza dell???artificialità del proprio atto artistico. La cultura artistica dell???illusionismo basa infatti le proprie applicazioni sulla sperimentazione del metodo prospettico e dei suoi rovesciamenti, sulla base di processi rigorosamente scientifici. Quando distaccandosi dagli altri sensi prende il sopravvento l???operazione astratta del vedere, lo ???sguardo??? assume la funzione privilegiata di strumento per la percezione del mondo esterno, ma anche di metodo rigoroso e scientifico per la creazione di quelle immagini che lo riproducono. Il raggio visivo, e dunque l???azione puramente geometrica della proiezione, diviene l???elemento basilare di qualsiasi costruzione ???ingannevole??? del reale, centro proiettivo che determina l???efficacia illusoria dell???intero sistema, ma anche destinatario privilegiato, tra i numerosi punti di vista dello spazio circostante, di quella meraviglia generata dall???inganno dei sensi.

Le geometrie dell'illusione

PAGLIANO, ALESSANDRA
2011

Abstract

L???iperrealismo e la profonda verosimiglianza degli spazi architettonici rappresentati nei dipinti degli artisti del Rinascimento, in virtù dell???applicazione degli appena nati principi geometrici della prospettiva lineare conica, segnano la soglia per le successive sperimentazioni manieriste e barocche verso l???irrealtà della rappresentazione, attraverso quei meccanismi dell???inganno basati sugli stessi principi fisiologici della visione con i quali percepiamo lo spazio esterno, usati però ai fini illusionistici. Possiamo certamente affermare che, proprio il lento e appassionato lavoro dell???illusionismo prospettico ai fini artistici, abbia contribuito nei secoli passati a far luce sui meccanismi complessi che regolano il più raffinato ma effimero dei nostri sensi, la vista. La ricerca dell???effetto mimetico si è spinta infatti fin dentro i più profondi meccanismi della visione, della composizione di colori e forme, prendendo in tal modo coscienza dell???artificialità del proprio atto artistico. La cultura artistica dell???illusionismo basa infatti le proprie applicazioni sulla sperimentazione del metodo prospettico e dei suoi rovesciamenti, sulla base di processi rigorosamente scientifici. Quando distaccandosi dagli altri sensi prende il sopravvento l???operazione astratta del vedere, lo ???sguardo??? assume la funzione privilegiata di strumento per la percezione del mondo esterno, ma anche di metodo rigoroso e scientifico per la creazione di quelle immagini che lo riproducono. Il raggio visivo, e dunque l???azione puramente geometrica della proiezione, diviene l???elemento basilare di qualsiasi costruzione ???ingannevole??? del reale, centro proiettivo che determina l???efficacia illusoria dell???intero sistema, ma anche destinatario privilegiato, tra i numerosi punti di vista dello spazio circostante, di quella meraviglia generata dall???inganno dei sensi.
9788874315475
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