Il punto di partenza dell’esperienza progettuale è l’area di Largo Avellino, che si configura come un potenziale snodo centrale di flussi provenienti dagli ingressi a nord e ad est della Città Antica, e che denuncia già nella sua denominazione -“largo”- uno spazio aperto dal carattere ibrido: non una vera e propria piazza pubblica, né una corte interna privata. Da qui la necessità di ampliare la “dimensione” assegnata di progetto ad un sistema più ampio. L’intento è quello di elaborare una strategia di riqualificazione urbana all’interno di un percorso nord-sud (via Foria - via dei Tribunali), est-ovest (da via Duomo lungo via dell’Anticaglia) che porti alla progettazione di una serie di architetture contemporanee in alcuni “vuoti urbani strategici” presenti lungo tale percorso. L’idea è quindi di ragionare su aree ben definite e contemporaneamente su un sistema che le tenga insieme in un quadro critico più ampio. Le occasioni progettuali riconoscibili all’interno di quest’area sono: - il tratto da Porta San Gennaro allo slargo di San Giovanni in Porta che si presenta come un’area degradata in cui è riconoscibile un rudere di un edificio distrutto durante la seconda guerra mondiale; - l’area adiacente la chiesa di San Giuseppe dei Ruffi, attualmente occupata da un’autorimessa privata; - Largo Avellino e l’area retrostante di Piazzetta Giganti dove sono presenti edifici degli anni ’50-‘60 di scarsa qualità edilizia e dei ruderi della seconda guerra mondiale testimonianza di un passaggio trasversale dell’insula attualmente occultato. Dall’identificazione del carattere del luogo nel rapporto di complementarietà tra i PIENI e i VUOTI, il DENTRO e il FUORI, il VISIBILE e L’INVISIBILE, nasce la riflessione che vede Il Centro Antico di Napoli come un organismo che, attraverso le stratificazioni e le relazioni con una realtà pragmatica, è sopravissuto adattando di volta in volta il suo patrimonio architettonico alle funzioni necessarie (così i monasteri divengono abitazioni, i giardini e i chiostri vengono edificati, i conventi assumono il ruolo di educandati, scuole e sedi universitarie, i resti antichi divengono residenze). Così fino a quando questa capacità di adattabilità non si è interrotta e la rottura tra Antico e Nuovo è resa visibile in quegli interventi edilizi a partire dall’ultimo ‘800 ad oggi che non hanno tenuto in considerazione le tracce del passato e non hanno saputo reinterpretarle modificandole. Da questa riflessione la volontà di legare il progetto alle principali caratteristiche funzionali presenti all’interno del Centro Antico (le residenze, le università, l’artigianato, il turismo) guardandole nella prospettiva dello sviluppo di questa parte di città come futura Cittadella Universitaria. Nuovi spazi, nuove quote, nuove prospettive per un intervento contemporaneo nel centro antico L’occasione fornita dall’esperienza progettuale affrontata consente di estendere la strategia applicata per questa specifica insula definendo una logica d’intervento che possa coinvolgere altri “brani” del centro antico. Nonostante la specificità dell’area in esame, che presenta alcune peculiarità imprescindibili, come il rapporto con l’area dei teatri o la diretta adiacenza con una delle originarie porte d’accesso alla città storica, è possibile riscontrare, rispetto all’intero centro antico, elementi comuni e comuni problematiche. La presenza di ruderi, sedimi e resti archeologici, i vuoti nel tessuto urbano lasciati dai crolli bellici, l’alternarsi di “pezzi” monumentali ed edilizia recente, sono tutti elementi fondamentali nell’intervenire in queste parti di città. Sfruttare proprio l’occasione fornita da queste accidentali sconnessioni nel tessuto, al fine di restituire nuovi spazi aperti e nuove funzioni collettive alla città, è un obiettivo che potrebbe innescare meccanismi di trasformazione di queste aree in cui la conservazione del patrimonio storico-culturale e le mutate esigenze della contemporaneità possano coesistere.

Spazi collettivi per il Centro Antico

AQUILAR, GIORGIA;AVITABILE, FRANCESCA;
2011

Abstract

Il punto di partenza dell’esperienza progettuale è l’area di Largo Avellino, che si configura come un potenziale snodo centrale di flussi provenienti dagli ingressi a nord e ad est della Città Antica, e che denuncia già nella sua denominazione -“largo”- uno spazio aperto dal carattere ibrido: non una vera e propria piazza pubblica, né una corte interna privata. Da qui la necessità di ampliare la “dimensione” assegnata di progetto ad un sistema più ampio. L’intento è quello di elaborare una strategia di riqualificazione urbana all’interno di un percorso nord-sud (via Foria - via dei Tribunali), est-ovest (da via Duomo lungo via dell’Anticaglia) che porti alla progettazione di una serie di architetture contemporanee in alcuni “vuoti urbani strategici” presenti lungo tale percorso. L’idea è quindi di ragionare su aree ben definite e contemporaneamente su un sistema che le tenga insieme in un quadro critico più ampio. Le occasioni progettuali riconoscibili all’interno di quest’area sono: - il tratto da Porta San Gennaro allo slargo di San Giovanni in Porta che si presenta come un’area degradata in cui è riconoscibile un rudere di un edificio distrutto durante la seconda guerra mondiale; - l’area adiacente la chiesa di San Giuseppe dei Ruffi, attualmente occupata da un’autorimessa privata; - Largo Avellino e l’area retrostante di Piazzetta Giganti dove sono presenti edifici degli anni ’50-‘60 di scarsa qualità edilizia e dei ruderi della seconda guerra mondiale testimonianza di un passaggio trasversale dell’insula attualmente occultato. Dall’identificazione del carattere del luogo nel rapporto di complementarietà tra i PIENI e i VUOTI, il DENTRO e il FUORI, il VISIBILE e L’INVISIBILE, nasce la riflessione che vede Il Centro Antico di Napoli come un organismo che, attraverso le stratificazioni e le relazioni con una realtà pragmatica, è sopravissuto adattando di volta in volta il suo patrimonio architettonico alle funzioni necessarie (così i monasteri divengono abitazioni, i giardini e i chiostri vengono edificati, i conventi assumono il ruolo di educandati, scuole e sedi universitarie, i resti antichi divengono residenze). Così fino a quando questa capacità di adattabilità non si è interrotta e la rottura tra Antico e Nuovo è resa visibile in quegli interventi edilizi a partire dall’ultimo ‘800 ad oggi che non hanno tenuto in considerazione le tracce del passato e non hanno saputo reinterpretarle modificandole. Da questa riflessione la volontà di legare il progetto alle principali caratteristiche funzionali presenti all’interno del Centro Antico (le residenze, le università, l’artigianato, il turismo) guardandole nella prospettiva dello sviluppo di questa parte di città come futura Cittadella Universitaria. Nuovi spazi, nuove quote, nuove prospettive per un intervento contemporaneo nel centro antico L’occasione fornita dall’esperienza progettuale affrontata consente di estendere la strategia applicata per questa specifica insula definendo una logica d’intervento che possa coinvolgere altri “brani” del centro antico. Nonostante la specificità dell’area in esame, che presenta alcune peculiarità imprescindibili, come il rapporto con l’area dei teatri o la diretta adiacenza con una delle originarie porte d’accesso alla città storica, è possibile riscontrare, rispetto all’intero centro antico, elementi comuni e comuni problematiche. La presenza di ruderi, sedimi e resti archeologici, i vuoti nel tessuto urbano lasciati dai crolli bellici, l’alternarsi di “pezzi” monumentali ed edilizia recente, sono tutti elementi fondamentali nell’intervenire in queste parti di città. Sfruttare proprio l’occasione fornita da queste accidentali sconnessioni nel tessuto, al fine di restituire nuovi spazi aperti e nuove funzioni collettive alla città, è un obiettivo che potrebbe innescare meccanismi di trasformazione di queste aree in cui la conservazione del patrimonio storico-culturale e le mutate esigenze della contemporaneità possano coesistere.
9788897083191
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/390352
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