La caldera dei Campi Flegrei è una struttura attiva, complessa e risorgente, ad elevata pericolosità vulcanica, anche per il carattere esplosivo del suo vulcanismo. Data la sua ubicazione nell’area napoletana, densamente urbanizzata, anche il rischio vulcanico è molto elevato. In questo articolo, sintetizzando i risultati di studi recenti, vengono presentate sia la storia vulcanica e deformativa della caldera, incluso il suo sistema magmatico di alimentazione, che una valutazione della sua pericolosità a lungo termine. In caso di ripresa dell’attività in tempi brevi o medi, le aree tra le piane di Agnano e San Vito, e tra Monte Nuovo e Averno, sono quelle a maggiore probabilità di apertura di un nuovo centro eruttivo; tra le due, l’area Agnano-San Vito è quella a probabilità più elevata. Una futura eruzione di tipo esplosivo, indipendentemente dalla sua dimensione, ha un’elevata probabilità di accadimento (89%), mentre un’eruzione di tipo effusivo è meno probabile (11%). Tra tutti gli eventi possibili, quello più probabile (60%) è un’eruzione esplosiva di piccola dimensione, simile a quella che nel 1538 ha prodotto il cono di Monte Nuovo. Una tale eruzione potrebbe estrudere fino a 0.1 km3 di magma, depositando i suoi prodotti su un’area ampia fino a 500 km2. Un’eruzione esplosiva di media dimensione, che ha il 25% di probabilità di accadimento, potrebbe emettere fino a 0.3 km3 di magma e depositare i suoi prodotti su un’area ampia fino a 1.000 km2.

La pericolosità vulcanica a lungo termine della caldera dei Campi Flegrei

CIVETTA, LUCIA;D'ANTONIO, MASSIMO
2010

Abstract

La caldera dei Campi Flegrei è una struttura attiva, complessa e risorgente, ad elevata pericolosità vulcanica, anche per il carattere esplosivo del suo vulcanismo. Data la sua ubicazione nell’area napoletana, densamente urbanizzata, anche il rischio vulcanico è molto elevato. In questo articolo, sintetizzando i risultati di studi recenti, vengono presentate sia la storia vulcanica e deformativa della caldera, incluso il suo sistema magmatico di alimentazione, che una valutazione della sua pericolosità a lungo termine. In caso di ripresa dell’attività in tempi brevi o medi, le aree tra le piane di Agnano e San Vito, e tra Monte Nuovo e Averno, sono quelle a maggiore probabilità di apertura di un nuovo centro eruttivo; tra le due, l’area Agnano-San Vito è quella a probabilità più elevata. Una futura eruzione di tipo esplosivo, indipendentemente dalla sua dimensione, ha un’elevata probabilità di accadimento (89%), mentre un’eruzione di tipo effusivo è meno probabile (11%). Tra tutti gli eventi possibili, quello più probabile (60%) è un’eruzione esplosiva di piccola dimensione, simile a quella che nel 1538 ha prodotto il cono di Monte Nuovo. Una tale eruzione potrebbe estrudere fino a 0.1 km3 di magma, depositando i suoi prodotti su un’area ampia fino a 500 km2. Un’eruzione esplosiva di media dimensione, che ha il 25% di probabilità di accadimento, potrebbe emettere fino a 0.3 km3 di magma e depositare i suoi prodotti su un’area ampia fino a 1.000 km2.
9788860261182
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/373439
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact