In continuità con studi e ricerche già pubblicate concernenti l’attività di Mario Gioffre do, regio ingegnere nel Regno di Napoli, quale “costruttore” e “consolidatore” nel complesso napoletano dello Spirito Santo, il contributo estende l’attenzione ad inediti o poco noti cantieri in cui le capacità del tecnico settecentesco si confrontano, seppur in modo ancora fortemente empirico, con questioni di rafforzamento strutturale, di risposta ai sismi nonché di rifacimento o di aggiunta di parti ad architetture preesistenti. A partire dall’esperienza di contatto diretto con l’antico, condotta attraverso il rilievo dei templi di Paestum, Gioffredo si trova con frequenza ad affrontare interventi complessi di aggiunta di nuove strutture a parti murarie preesistenti ricorrendo, come è messo in evidenza nel contributo in relazione al cantiere della chiesa dello Spirito Santo, a soluzioni “miste” nelle soluzioni progettuali, nella scelta dei materiali e nelle tecniche di esecuzione. I progetti e gli interventi effettuati nel palazzo Orsini di Gravina e sul campanile della chiesa di San Pietro a Majella sono alcuni tra i numerosi interventi, oggetto di approfondimento nello scritto, che anticipano le riflessioni condotte dal medesimo tecnico nel 1763 in merito al restauro della facciata del Pio Monte della Misericordia. Il parere fornito in quest’ultima occasione contiene anticipazioni di rilievo in merito, in particolare, alla reversibilità dell’intervento di integrazione delle lacune presenti sul paramento lungo la via dei Tribunali. Il tema del consolidamento, inoltre, vede il regio ingegnere affrontare, spesso in veste consultiva, complesse problematiche inerenti strutture voltate e cupole, come accaduto nel caso della chiesa del Gesù Nuovo ed in relazione alla volta della sagrestia della Cappella del Tesoro di San Gennaro. Fessurata e ricoperta da un ricco apparato di stucchi all’intradosso, la struttura sarà oggetto di un articolato “parere” fornito dal Gioffredo la cui interpretazione delle cause del dissesto ed i metodi di consolidamento proposti, indagati nello scritto, forniscono uno spaccato significativo dello stato dell’arte circa la teoria delle volte nella seconda metà del Settecento a Napoli. L’insieme dei cantieri analizzati nel contributo mette in rilievo, nel complesso, l’approccio colto alle questioni del consolidamento presente nell’opera del regio ingegnere napoletano; un approccio condotto senza preclusioni e con l’apertura all’uso di materiali assolutamente diversificati, scelti in relazione agli obiettivi peculiari di ciascun progetto. Una modalità di progettazione nell’esistente e sull’esistente tesa a coniugare, con spirito anticipatore rispetto alla prassi diffusa e con una non comune consonanza rispetto alle attuali questioni, le ragioni della sicurezza con quelle della conservazione e, non ultimo, della risposta dell’intervento al fattore “tempo”.

Aesthetic research and “mixed” techniques in the eighteenth-century restoration work of Mario Gioffredo

RUSSO, VALENTINA
2009

Abstract

In continuità con studi e ricerche già pubblicate concernenti l’attività di Mario Gioffre do, regio ingegnere nel Regno di Napoli, quale “costruttore” e “consolidatore” nel complesso napoletano dello Spirito Santo, il contributo estende l’attenzione ad inediti o poco noti cantieri in cui le capacità del tecnico settecentesco si confrontano, seppur in modo ancora fortemente empirico, con questioni di rafforzamento strutturale, di risposta ai sismi nonché di rifacimento o di aggiunta di parti ad architetture preesistenti. A partire dall’esperienza di contatto diretto con l’antico, condotta attraverso il rilievo dei templi di Paestum, Gioffredo si trova con frequenza ad affrontare interventi complessi di aggiunta di nuove strutture a parti murarie preesistenti ricorrendo, come è messo in evidenza nel contributo in relazione al cantiere della chiesa dello Spirito Santo, a soluzioni “miste” nelle soluzioni progettuali, nella scelta dei materiali e nelle tecniche di esecuzione. I progetti e gli interventi effettuati nel palazzo Orsini di Gravina e sul campanile della chiesa di San Pietro a Majella sono alcuni tra i numerosi interventi, oggetto di approfondimento nello scritto, che anticipano le riflessioni condotte dal medesimo tecnico nel 1763 in merito al restauro della facciata del Pio Monte della Misericordia. Il parere fornito in quest’ultima occasione contiene anticipazioni di rilievo in merito, in particolare, alla reversibilità dell’intervento di integrazione delle lacune presenti sul paramento lungo la via dei Tribunali. Il tema del consolidamento, inoltre, vede il regio ingegnere affrontare, spesso in veste consultiva, complesse problematiche inerenti strutture voltate e cupole, come accaduto nel caso della chiesa del Gesù Nuovo ed in relazione alla volta della sagrestia della Cappella del Tesoro di San Gennaro. Fessurata e ricoperta da un ricco apparato di stucchi all’intradosso, la struttura sarà oggetto di un articolato “parere” fornito dal Gioffredo la cui interpretazione delle cause del dissesto ed i metodi di consolidamento proposti, indagati nello scritto, forniscono uno spaccato significativo dello stato dell’arte circa la teoria delle volte nella seconda metà del Settecento a Napoli. L’insieme dei cantieri analizzati nel contributo mette in rilievo, nel complesso, l’approccio colto alle questioni del consolidamento presente nell’opera del regio ingegnere napoletano; un approccio condotto senza preclusioni e con l’apertura all’uso di materiali assolutamente diversificati, scelti in relazione agli obiettivi peculiari di ciascun progetto. Una modalità di progettazione nell’esistente e sull’esistente tesa a coniugare, con spirito anticipatore rispetto alla prassi diffusa e con una non comune consonanza rispetto alle attuali questioni, le ragioni della sicurezza con quelle della conservazione e, non ultimo, della risposta dell’intervento al fattore “tempo”.
9780415558051
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