Il cambiamento del contesto sociale odierno, la richiesta sempre maggiore di spazi fluidi e flessibili, le rinnovate possibilità per il progetto di architettura, le attuali frontiere tecnologiche, conferiscono al progettista una nuova libertà, incitandolo alla sperimentazione di forme sempre più complesse. Talvolta la forma diventa il punto di partenza nella ricerca progettuale e “sperimentazioni avveniristiche, forme scultoree, strutture totemiche modellate dal vento e algoritmi tramutati in edifici supergriffati” , diventano gli strumenti attraverso i quali gli architetti impongono il proprio particolare stile progettuale. Nel panorama contemporaneo, l’architettura, sempre più pressata da corposi interessi, da costruttori, immobiliaristi, grandi investitori, vede come principali protagonisti le archistar, progettisti che, come afferma Benevolo «costeggiano i canali della moda, del design, dello spettacolo, del marketing e spesso cercano una scorciatoia verso una posizione riconosciuta, che li esima da una continuazione della ricerca».Tali figure professionali, spesso iniziano dalla “firma” (formalistica), affidando ad altri la risoluzione dei problemi di realizzabilità, stabilità ed economicità dell’opera. Soprattutto agli ingegneri che nel corso del secolo scorso, attraverso la sperimentazione di sistemi strutturali leggeri, sono stati i principali creatori di nuove forme resistenti, oggi è affidato l’arduo compito di dare stabilità alle avveniristiche opere progettate dagli architetti. Forme complesse ,apparentemente prive di una regola, sono ricondotte, attraverso modalità progettuali particolari, basate sul ricorso alla B-spline, a forme derivabili da equazioni e quindi costruibili. Le modalità tradizionali del progettare si trasformano radicalmente attraverso il ricorso sempre più massiccio a protocolli informatizzati finalizzati alla definizione della forma e del comportamento della struttura, mediante la creazione e lo studio di modelli virtuali. Emblematico è il caso delle Gridshell, strutture resistenti per forma, in grado di coprire grandi luci garantendo, al contempo, massima flessibilità spaziale, dinamicità e sottrazione di peso a parità di prestazioni offerte. Data la qualità morfologica che caratterizza tali costruzioni, questa tipologia strutturale ha spesso ispirato importanti architetti contemporanei. Le audaci coperture progettate da Fucsas per la fiera di Milano, la complessa struttura in acciaio e vetro ideata da Gehry per coprire l’atrio del DZ Bank building, le coperture di grande luce progettate in Germania da von Gerkan, il recente Yas Hotel costruito per la Formula 1 ad Abu Dhabi , solo per citare alcuni esempi, mostrano come i grandi nomi dello star system internazionale sempre più frequentemente sono stati affascinati e si sono misurati con tale sistema costruttivo. Tutti conoscono queste suggestive opere ma pochi sanno che “stanno in piedi” soltanto grazie al lavoro degli ingegneri Schlaich e Bergermann che, mettendo a disposizione la loro vasta esperienza nel campo della progettazione di strutture leggere, interpretano le forme libere progettate dagli architetti, tramutandole in strutture stabili e, soprattutto, costruibili. Attraverso una sintetica analisi delle principali gridshell a oggi realizzate grazie alla collaborazione degli ingegneri tedeschi, tale contributo si pone l’obiettivo di indagare i nuovi strumenti di ottimizzazione strutturale in grado di conciliare esigenze estetiche con altre più propriamente strutturali.

Gridshell pre-formate in acciaio

D'ANGELO, PIA
2011

Abstract

Il cambiamento del contesto sociale odierno, la richiesta sempre maggiore di spazi fluidi e flessibili, le rinnovate possibilità per il progetto di architettura, le attuali frontiere tecnologiche, conferiscono al progettista una nuova libertà, incitandolo alla sperimentazione di forme sempre più complesse. Talvolta la forma diventa il punto di partenza nella ricerca progettuale e “sperimentazioni avveniristiche, forme scultoree, strutture totemiche modellate dal vento e algoritmi tramutati in edifici supergriffati” , diventano gli strumenti attraverso i quali gli architetti impongono il proprio particolare stile progettuale. Nel panorama contemporaneo, l’architettura, sempre più pressata da corposi interessi, da costruttori, immobiliaristi, grandi investitori, vede come principali protagonisti le archistar, progettisti che, come afferma Benevolo «costeggiano i canali della moda, del design, dello spettacolo, del marketing e spesso cercano una scorciatoia verso una posizione riconosciuta, che li esima da una continuazione della ricerca».Tali figure professionali, spesso iniziano dalla “firma” (formalistica), affidando ad altri la risoluzione dei problemi di realizzabilità, stabilità ed economicità dell’opera. Soprattutto agli ingegneri che nel corso del secolo scorso, attraverso la sperimentazione di sistemi strutturali leggeri, sono stati i principali creatori di nuove forme resistenti, oggi è affidato l’arduo compito di dare stabilità alle avveniristiche opere progettate dagli architetti. Forme complesse ,apparentemente prive di una regola, sono ricondotte, attraverso modalità progettuali particolari, basate sul ricorso alla B-spline, a forme derivabili da equazioni e quindi costruibili. Le modalità tradizionali del progettare si trasformano radicalmente attraverso il ricorso sempre più massiccio a protocolli informatizzati finalizzati alla definizione della forma e del comportamento della struttura, mediante la creazione e lo studio di modelli virtuali. Emblematico è il caso delle Gridshell, strutture resistenti per forma, in grado di coprire grandi luci garantendo, al contempo, massima flessibilità spaziale, dinamicità e sottrazione di peso a parità di prestazioni offerte. Data la qualità morfologica che caratterizza tali costruzioni, questa tipologia strutturale ha spesso ispirato importanti architetti contemporanei. Le audaci coperture progettate da Fucsas per la fiera di Milano, la complessa struttura in acciaio e vetro ideata da Gehry per coprire l’atrio del DZ Bank building, le coperture di grande luce progettate in Germania da von Gerkan, il recente Yas Hotel costruito per la Formula 1 ad Abu Dhabi , solo per citare alcuni esempi, mostrano come i grandi nomi dello star system internazionale sempre più frequentemente sono stati affascinati e si sono misurati con tale sistema costruttivo. Tutti conoscono queste suggestive opere ma pochi sanno che “stanno in piedi” soltanto grazie al lavoro degli ingegneri Schlaich e Bergermann che, mettendo a disposizione la loro vasta esperienza nel campo della progettazione di strutture leggere, interpretano le forme libere progettate dagli architetti, tramutandole in strutture stabili e, soprattutto, costruibili. Attraverso una sintetica analisi delle principali gridshell a oggi realizzate grazie alla collaborazione degli ingegneri tedeschi, tale contributo si pone l’obiettivo di indagare i nuovi strumenti di ottimizzazione strutturale in grado di conciliare esigenze estetiche con altre più propriamente strutturali.
9788884971623
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/368387
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