I messicani hanno da sempre chiamato le impervie terre vulcaniche in tono dispregiativo il “malpaís”, eppure il fascino e l’idea tutta umana di dar forma anche alla materia più ribelle e dura, ha spinto Luis Barragán ad immaginare di poter “umanizzare”, con il suo tratto delicato e rispettoso, un’altra parte del vasto Pedregal per la realizzazione di un nuovo e moderno quartiere residenziale. Città del Messico cercava nuovi spazi di espansione, luoghi in cui attraverso l’architettura, sia pubblica che privata, potesse dare un nuovo volto alla città confermando caratteri specifici e tradizioni del Messico; al contempo gli architetti si contendevano incarichi prestigiosi per affermare un’identità culturale e ideologica.L’impianto disegnato da Barragán, assume una forma topografica, strade, piazze, muri, giardini si conformano al terreno, specchi d’acqua ai quali dà nomi e gerarchie, dettando anche regole normative. Ma l’idea principale sottesa all’intero progetto è quella del giardino, artificiale e naturale si fondono in un immenso “eden”. Questa idea domina l’intera opera del maestro messicano, il giardino è il luogo dell’intimità come lo è l’interno della casa, e nel complesso le strade sono tracciate rispettando le preesistenze naturali, i muri disegnano prospettive, mediano il rapporto tra pubblico e privato, l’acqua è materiale del progetto, è suono di sottofondo.

El Pedregal de San Angel

SANTANGELO, MARIA ROSARIA
2010

Abstract

I messicani hanno da sempre chiamato le impervie terre vulcaniche in tono dispregiativo il “malpaís”, eppure il fascino e l’idea tutta umana di dar forma anche alla materia più ribelle e dura, ha spinto Luis Barragán ad immaginare di poter “umanizzare”, con il suo tratto delicato e rispettoso, un’altra parte del vasto Pedregal per la realizzazione di un nuovo e moderno quartiere residenziale. Città del Messico cercava nuovi spazi di espansione, luoghi in cui attraverso l’architettura, sia pubblica che privata, potesse dare un nuovo volto alla città confermando caratteri specifici e tradizioni del Messico; al contempo gli architetti si contendevano incarichi prestigiosi per affermare un’identità culturale e ideologica.L’impianto disegnato da Barragán, assume una forma topografica, strade, piazze, muri, giardini si conformano al terreno, specchi d’acqua ai quali dà nomi e gerarchie, dettando anche regole normative. Ma l’idea principale sottesa all’intero progetto è quella del giardino, artificiale e naturale si fondono in un immenso “eden”. Questa idea domina l’intera opera del maestro messicano, il giardino è il luogo dell’intimità come lo è l’interno della casa, e nel complesso le strade sono tracciate rispettando le preesistenze naturali, i muri disegnano prospettive, mediano il rapporto tra pubblico e privato, l’acqua è materiale del progetto, è suono di sottofondo.
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