Il testo commenta la Mostra dei progetti di sistemazione di alcune zone portuali di Napoli e Düsseldorf condotte nel’ambito di due esperienze didattiche: la prima è stata svolta dagli studenti della Kunstakademie di Düsseldorf attraverso i progetti di sistemazione delle aree portuali ‘orientali’ di Napoli, la seconda ha visto i diplomandi della Scuola Superiore Europea di Napoli approfondire il tema della riqualificazione di alcune aree del porto fluviale di Düsseldorf. Quali sono gli elementi di riflessione? Vanno considerati i caratteri di differenza e di analogia che questi progetti presentano. Da un punto di vista strettamente stilistico le differenze appaiono evidenti, rinviando, ciascuna esperienza, a mondi di riferimenti sostanzialmente diversi. Più stretto appare il riferimento della scuola napoletana ai segni ed alle soluzioni del razionalismo europeo classico, più tesi a cogliere le suggestioni della sperimentazione quelli della scuola tedesca. Le differenze sono talmente evidenti da rendere ancor più interessante riflettere con attenzione su quelli che sono invece i termini della analogia: termini che appartengono ad un comune sentire della ricerca teorica sui rapporti fra architettura e costruzione della città. Due sono i punti che appaiono comuni alle due esperienze e del tutto significativi rispetto alla ricerca più attuale sui rapporti fra architettura e città. Da una parte la rilevanza dei ‘fatti urbani’ nella costruzione della città. Nel caso specifico i porti come strutture fondamentali delle città in rapporto con l’acqua assumono il valore di riferimento centrale nella vita e nella forma della città: quasi paragonabili al ruolo di altri elementi urbani quali la struttura dell’impianto, il peso di alcuni monumenti ecc.. Dall’altra il concetto che la città è costituita dalle architetture e che queste, di converso, sono ad un tempo la matrice della città ma anche il risultato delle suggestioni che da essa provengono. E poiché quando si parla del confronto fra espressioni diverse dell’architettura si è soliti riferirsi al termine scuola, credo che il fatto che fra i risultati di Napoli e quelli di Düsseldorf prevalgano gli elementi di analogia teorica più che stilistica ci fa considerare sbagliato il termine scuola, che pur potrebbe usarsi. Ma restano le profonde analogie teoriche che ci sottolineano una comune appartenenza forse anche più importante. E quindi se non è il caso di parlare di una scuola, è del tutto legittimo sentirci dentro, come avrebbe detto Henri Focillon, una stessa ‘famiglia spirituale’.

Da Napoli a Dusseldorf: differenze e analogie

SIOLA, UBERTO
2010

Abstract

Il testo commenta la Mostra dei progetti di sistemazione di alcune zone portuali di Napoli e Düsseldorf condotte nel’ambito di due esperienze didattiche: la prima è stata svolta dagli studenti della Kunstakademie di Düsseldorf attraverso i progetti di sistemazione delle aree portuali ‘orientali’ di Napoli, la seconda ha visto i diplomandi della Scuola Superiore Europea di Napoli approfondire il tema della riqualificazione di alcune aree del porto fluviale di Düsseldorf. Quali sono gli elementi di riflessione? Vanno considerati i caratteri di differenza e di analogia che questi progetti presentano. Da un punto di vista strettamente stilistico le differenze appaiono evidenti, rinviando, ciascuna esperienza, a mondi di riferimenti sostanzialmente diversi. Più stretto appare il riferimento della scuola napoletana ai segni ed alle soluzioni del razionalismo europeo classico, più tesi a cogliere le suggestioni della sperimentazione quelli della scuola tedesca. Le differenze sono talmente evidenti da rendere ancor più interessante riflettere con attenzione su quelli che sono invece i termini della analogia: termini che appartengono ad un comune sentire della ricerca teorica sui rapporti fra architettura e costruzione della città. Due sono i punti che appaiono comuni alle due esperienze e del tutto significativi rispetto alla ricerca più attuale sui rapporti fra architettura e città. Da una parte la rilevanza dei ‘fatti urbani’ nella costruzione della città. Nel caso specifico i porti come strutture fondamentali delle città in rapporto con l’acqua assumono il valore di riferimento centrale nella vita e nella forma della città: quasi paragonabili al ruolo di altri elementi urbani quali la struttura dell’impianto, il peso di alcuni monumenti ecc.. Dall’altra il concetto che la città è costituita dalle architetture e che queste, di converso, sono ad un tempo la matrice della città ma anche il risultato delle suggestioni che da essa provengono. E poiché quando si parla del confronto fra espressioni diverse dell’architettura si è soliti riferirsi al termine scuola, credo che il fatto che fra i risultati di Napoli e quelli di Düsseldorf prevalgano gli elementi di analogia teorica più che stilistica ci fa considerare sbagliato il termine scuola, che pur potrebbe usarsi. Ma restano le profonde analogie teoriche che ci sottolineano una comune appartenenza forse anche più importante. E quindi se non è il caso di parlare di una scuola, è del tutto legittimo sentirci dentro, come avrebbe detto Henri Focillon, una stessa ‘famiglia spirituale’.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/367832
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