Il progetto ha avuto ad oggetto la riqualificazione di un isolato urbano nel comune di Frattamaggiore. Su questo isolato insiste una antica fabbrica destinata, nel passato, alla lavorazione della canapa. Il progetto per la Città di Bambini, per il suo ruolo strategico e per l’occasione che offre in termini di riqualificazione urbana, non può non inscriversi in un ambito di riferimento a scala ampia. In tal senso la proposta progettuale tende a costruire una serie di relazioni urbane che hanno come obiettivo generale quello di caratterizzare l’isolato oggetto dell’intervento come una nuova possibile centralità urbana in grado di razionalizzare l’edificato circostante ed il sistema delle connessioni di un’area ben più ampia del lotto assegnato. Si sono così prefigurate possibili opzioni strategiche per i tessuti circostanti ed il sistema della viabilità che possono rappresentare una serie di indirizzi che, a valle della realizzazione delle Città dei Bambini, potranno utilmente orientare la razionalizzazione e la riconfigurazione dell’intera area studio. Il tema della Città dei Bambini è stato coniugato con quello del recupero della memoria e del valore testimoniale della fabbrica per la trasformazione della canapa e dei cordami. La genericità del programma funzionale è stata pertanto specializzata in rapporto alla necessità di raccordare gli spazi dedicati al gioco ed alla attività ludica e formativa dei bambini con quelli culturali del Museo della Canapa. In tal senso i vari allestimenti legati al gioco, ai laboratori didattici, alla nursery in qualche modo sono organizzati secondo criteri metodologici e psico-pedagogici acclarati ma hanno sempre come sfondo la memoria ed il significato civile dei luoghi del lavoro. I tre capannoni destinati ai bambini, infatti, sono strettamente collegati, da un lato, al sistema porticato nel quale sono inserite alcune attività commerciali poste lungo via Giametta e, dall’altro, - attraverso tre patii - al grande spazio a due navate dedicato al “Museo della Canapa” - vera attrattiva del complesso - di cui anche i termini tipologici rappresentano la derivazione e ripetizione. Il tema della Città dei Bambini analogicamente è stato interpretato in termini tipologici come un aggregato urbano - un edificio-città - fatto di palazzi, strade interne, percorsi porticati e spazi aperti che, nel loro complesso, restituiscono l’idea di una piccola città fatta di ripetizioni ed eccezioni in cui i tre capannoni voltati a botte rappresentano il tessuto iterativo mentre la grande aula del museo costituisce il monumento generatore e di riferimento. Per quanto attiene l’edificio galleria infine, la scelta tipologica è correlata alla tradizione urbana dei passagen coperti, avendo assunto come riferimento la galleria Principe di Napoli con la caratteristica distribuzione a “T” con una soluzione che consente di costruire chiare relazioni con via Vittorio Veneto e con la grande piazza porticata. Il blocco risolve le differenti giaciture orientando la galleria secondo la bisettrice del lotto e la strada galleria diviene pertanto il luogo di affaccio delle attività commerciali a due livelli svolgendo, al tempo stesso, la funzione di riconnettere gli spazi pubblici circostanti dei quali diviene l’ideale prolungamento. Questo blocco edilizio è pensato come un grande edificio di cortina compatto solcato dalla vuoto centrale della galleria che ne determina la testata urbana verso via Roma.

"La città dei bambini"

SIOLA, UBERTO;VISCONTI, FEDERICA;CAPOZZI, RENATO;SGOBBO, Alessandro;
2009

Abstract

Il progetto ha avuto ad oggetto la riqualificazione di un isolato urbano nel comune di Frattamaggiore. Su questo isolato insiste una antica fabbrica destinata, nel passato, alla lavorazione della canapa. Il progetto per la Città di Bambini, per il suo ruolo strategico e per l’occasione che offre in termini di riqualificazione urbana, non può non inscriversi in un ambito di riferimento a scala ampia. In tal senso la proposta progettuale tende a costruire una serie di relazioni urbane che hanno come obiettivo generale quello di caratterizzare l’isolato oggetto dell’intervento come una nuova possibile centralità urbana in grado di razionalizzare l’edificato circostante ed il sistema delle connessioni di un’area ben più ampia del lotto assegnato. Si sono così prefigurate possibili opzioni strategiche per i tessuti circostanti ed il sistema della viabilità che possono rappresentare una serie di indirizzi che, a valle della realizzazione delle Città dei Bambini, potranno utilmente orientare la razionalizzazione e la riconfigurazione dell’intera area studio. Il tema della Città dei Bambini è stato coniugato con quello del recupero della memoria e del valore testimoniale della fabbrica per la trasformazione della canapa e dei cordami. La genericità del programma funzionale è stata pertanto specializzata in rapporto alla necessità di raccordare gli spazi dedicati al gioco ed alla attività ludica e formativa dei bambini con quelli culturali del Museo della Canapa. In tal senso i vari allestimenti legati al gioco, ai laboratori didattici, alla nursery in qualche modo sono organizzati secondo criteri metodologici e psico-pedagogici acclarati ma hanno sempre come sfondo la memoria ed il significato civile dei luoghi del lavoro. I tre capannoni destinati ai bambini, infatti, sono strettamente collegati, da un lato, al sistema porticato nel quale sono inserite alcune attività commerciali poste lungo via Giametta e, dall’altro, - attraverso tre patii - al grande spazio a due navate dedicato al “Museo della Canapa” - vera attrattiva del complesso - di cui anche i termini tipologici rappresentano la derivazione e ripetizione. Il tema della Città dei Bambini analogicamente è stato interpretato in termini tipologici come un aggregato urbano - un edificio-città - fatto di palazzi, strade interne, percorsi porticati e spazi aperti che, nel loro complesso, restituiscono l’idea di una piccola città fatta di ripetizioni ed eccezioni in cui i tre capannoni voltati a botte rappresentano il tessuto iterativo mentre la grande aula del museo costituisce il monumento generatore e di riferimento. Per quanto attiene l’edificio galleria infine, la scelta tipologica è correlata alla tradizione urbana dei passagen coperti, avendo assunto come riferimento la galleria Principe di Napoli con la caratteristica distribuzione a “T” con una soluzione che consente di costruire chiare relazioni con via Vittorio Veneto e con la grande piazza porticata. Il blocco risolve le differenti giaciture orientando la galleria secondo la bisettrice del lotto e la strada galleria diviene pertanto il luogo di affaccio delle attività commerciali a due livelli svolgendo, al tempo stesso, la funzione di riconnettere gli spazi pubblici circostanti dei quali diviene l’ideale prolungamento. Questo blocco edilizio è pensato come un grande edificio di cortina compatto solcato dalla vuoto centrale della galleria che ne determina la testata urbana verso via Roma.
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