La Lombardia ha circa 9.200.000 abitanti e undici città capoluogo delle rispettive province su una superficie di 23.852 kmq. La Campania ha soltanto cinque città capoluogo, su una superficie di 13.595 kmq, situate nei vertici di un pentagono inscritto in una circonferenza di appena 50 km di raggio, sbilanciato rispetto al resto del territorio regionale: il Cilento, il Vallo di Diano, gran parte del Sannio e dell’Irpinia, sono assai distanti da Napoli. Questa, dal momento che vi sono concentrate tutte le funzioni di primo livello, alla scala regionale e provinciale, costituisce il centro del modello di assetto territoriale ed amministrativo, la località centrale per eccellenza. E’ qui che vi si svolge il governo della Regione, della Provincia e del Comune, tra il Centro Direzionale, Piazza Matteotti e Piazza Municipio, in un raggio di soli 10 km. I flussi di traffico veicolari avvengono da e per lo svincolo autostradale Napoli-Caserta, per agganciarsi all’asse viario nazionale Roma-Caserta-Salerno. L’armatura urbana regionale è di tipo monocentrico (Napoli) e monodirezionale (Napoli-Caserta). Su tale modello di assetto, che ha raggiunto una dimensione metropolitana coincidente con l’intera provincia di Napoli e che ha invaso anche parti delle province di Caserta e Salerno, si innesta il nuovo “disegno” delle reti infrastrutturali nazionali ed europee - il progetto è già in fase di realizzazione - con la definizione di due corridoi plurinodali: il primo corridoio trans-europeo Berlino-Roma-Napoli-Reggio e l’ottavo corridoio trans-balcanico Napoli-Bari-Balcani. Da qui il ruolo di cerniera e di piattaforma logistica del Mediterraneo che Napoli e la sua area metropolitana è chiamata a svolgere nel prossimo futuro. La spina dorsale di questo scenario di trasformazione territoriale, con il potenziamento dei due scali passeggeri e merci: il porto commerciale di Napoli e l’aeroporto internazionale di Grazzanise, è costituita dalla rete infrastrutturale su ferro dell’alta velocità Roma-Caserta-Vesuvio Est. L’area napoletana, e in particolare la zona di Napoli-Caserta, si aggancerebbe, di fatto, all’area metropolitana di Roma, determinando così, per dimensione e popolazione insediata, la terza area metropolitana europea.

Il rieqilibrio della regione metropolitana campana. Da 551 a 118 municipalità

BUONDONNO, EMMA
2009

Abstract

La Lombardia ha circa 9.200.000 abitanti e undici città capoluogo delle rispettive province su una superficie di 23.852 kmq. La Campania ha soltanto cinque città capoluogo, su una superficie di 13.595 kmq, situate nei vertici di un pentagono inscritto in una circonferenza di appena 50 km di raggio, sbilanciato rispetto al resto del territorio regionale: il Cilento, il Vallo di Diano, gran parte del Sannio e dell’Irpinia, sono assai distanti da Napoli. Questa, dal momento che vi sono concentrate tutte le funzioni di primo livello, alla scala regionale e provinciale, costituisce il centro del modello di assetto territoriale ed amministrativo, la località centrale per eccellenza. E’ qui che vi si svolge il governo della Regione, della Provincia e del Comune, tra il Centro Direzionale, Piazza Matteotti e Piazza Municipio, in un raggio di soli 10 km. I flussi di traffico veicolari avvengono da e per lo svincolo autostradale Napoli-Caserta, per agganciarsi all’asse viario nazionale Roma-Caserta-Salerno. L’armatura urbana regionale è di tipo monocentrico (Napoli) e monodirezionale (Napoli-Caserta). Su tale modello di assetto, che ha raggiunto una dimensione metropolitana coincidente con l’intera provincia di Napoli e che ha invaso anche parti delle province di Caserta e Salerno, si innesta il nuovo “disegno” delle reti infrastrutturali nazionali ed europee - il progetto è già in fase di realizzazione - con la definizione di due corridoi plurinodali: il primo corridoio trans-europeo Berlino-Roma-Napoli-Reggio e l’ottavo corridoio trans-balcanico Napoli-Bari-Balcani. Da qui il ruolo di cerniera e di piattaforma logistica del Mediterraneo che Napoli e la sua area metropolitana è chiamata a svolgere nel prossimo futuro. La spina dorsale di questo scenario di trasformazione territoriale, con il potenziamento dei due scali passeggeri e merci: il porto commerciale di Napoli e l’aeroporto internazionale di Grazzanise, è costituita dalla rete infrastrutturale su ferro dell’alta velocità Roma-Caserta-Vesuvio Est. L’area napoletana, e in particolare la zona di Napoli-Caserta, si aggancerebbe, di fatto, all’area metropolitana di Roma, determinando così, per dimensione e popolazione insediata, la terza area metropolitana europea.
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