L’epoca che stiamo vivendo, caratterizzata da una perdita di antiche certezze che con sé si trascina una mancanza di fiducia in una crescita futura, ha apportato, quale modifica dei valori progettuali, una maggiore sensibilità nel vedere i cambiamenti della città in funzione del mantenimento delle risorse energetiche e dello sfruttamento di quelle alternative. Si è compreso che se si vuole raggiungere una operosità rigenerativa che permette una nuova crescita delle città, c’è bisogno di attivare molteplici conoscenze, fino a realizzare un sistema di produzione della qualità, dato da una filiera della conoscenza. E’ il momento in cui la scoperta dei valori potenziali di una città può avvenire solo attraverso una analisi che voglia approfittare dei compositi strumenti di investigazione, che i saperi attuali ci offrono. Succede così che non si può più parlare di strumenti innovativi o strumenti tradizionali, ma piuttosto di legame tra differenti modi per indagare la realtà che ci circonda e di come far dialogare le diverse esperienze metodologiche e scientifiche affinché, poste in un modello di sinergia attiva e proficua, diano un prodotto di saperi che diventa riferimento operativo per la modificazione degli scenari attuali. La città del Mediterraneo per le sue note complessità, non può esulare da tale procedimento. Il progresso tecnologico è in continua evoluzione e trasformazione, veloce e mutante nella continua ricerca di nuove conclusioni. Naturalmente non può essere frenato ma piuttosto deve essere manipolato, condotto verso direzioni appropriate, affinché riesca a supportare la crescita del sapere, piuttosto che condizionarlo in pratiche e protocolli procedurali meccanicistici, che poco hanno contribuiscono in termini di cognizioni e certezze. La direzione che si intravede è quella della cooperazione metodologica, che permette di porre diverse operatività ed esperienze, per cogliere l’essenza migliore di ciascuna di esse.

Conoscere attraverso il disegno il divenire della città per un archivio del sapere: Pompei, laboratorio di competenza.

CAMPI, MASSIMILIANO
2010

Abstract

L’epoca che stiamo vivendo, caratterizzata da una perdita di antiche certezze che con sé si trascina una mancanza di fiducia in una crescita futura, ha apportato, quale modifica dei valori progettuali, una maggiore sensibilità nel vedere i cambiamenti della città in funzione del mantenimento delle risorse energetiche e dello sfruttamento di quelle alternative. Si è compreso che se si vuole raggiungere una operosità rigenerativa che permette una nuova crescita delle città, c’è bisogno di attivare molteplici conoscenze, fino a realizzare un sistema di produzione della qualità, dato da una filiera della conoscenza. E’ il momento in cui la scoperta dei valori potenziali di una città può avvenire solo attraverso una analisi che voglia approfittare dei compositi strumenti di investigazione, che i saperi attuali ci offrono. Succede così che non si può più parlare di strumenti innovativi o strumenti tradizionali, ma piuttosto di legame tra differenti modi per indagare la realtà che ci circonda e di come far dialogare le diverse esperienze metodologiche e scientifiche affinché, poste in un modello di sinergia attiva e proficua, diano un prodotto di saperi che diventa riferimento operativo per la modificazione degli scenari attuali. La città del Mediterraneo per le sue note complessità, non può esulare da tale procedimento. Il progresso tecnologico è in continua evoluzione e trasformazione, veloce e mutante nella continua ricerca di nuove conclusioni. Naturalmente non può essere frenato ma piuttosto deve essere manipolato, condotto verso direzioni appropriate, affinché riesca a supportare la crescita del sapere, piuttosto che condizionarlo in pratiche e protocolli procedurali meccanicistici, che poco hanno contribuiscono in termini di cognizioni e certezze. La direzione che si intravede è quella della cooperazione metodologica, che permette di porre diverse operatività ed esperienze, per cogliere l’essenza migliore di ciascuna di esse.
9788865420140
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