Oggi, pur continuando in molti casi ad utilizzare il calore solare, per effetto della evoluzione e del progresso tecnologico si dispone di vari altri mezzi per essiccare artificialmente gli alimenti come per esempio vari tipi di forni. Questi mezzi però sono costruiti con criteri che si basano più su considerazioni estemporanee dei progettisti e costruttori anziché su studi scientifici che permettano di conciliare, nello stesso tempo, quantità di produzioni, costi energetici e qualità del prodotto finale. Allo stato attuale, a seguito anche di contatti con imprese che operano nel campo dell’essiccazione si sono evidenziati prioritariamente due problemi che sono stati affrontati in tale ricerca: 1) Le tecnologie adoperate non tengono conto dei cicli termici corretti e necessari per ottenere la migliore qualità e, al tempo stesso, il minore impiego energetico. Ciò si traduce, naturalmente, in un alto costo di produzione. 2) La qualità del prodotto ottenuto non è la migliore dal momento che, data l’impiego di cicli produttivi non corretti, si instaurano facilmente processi di degradazione, come per esempio, imbrunimenti di varia natura, che rendono il prodotto non sempre appetibile.

Progettazione di impianto di essiccamento per vegetali.

FORMATO, ANDREA;
2002

Abstract

Oggi, pur continuando in molti casi ad utilizzare il calore solare, per effetto della evoluzione e del progresso tecnologico si dispone di vari altri mezzi per essiccare artificialmente gli alimenti come per esempio vari tipi di forni. Questi mezzi però sono costruiti con criteri che si basano più su considerazioni estemporanee dei progettisti e costruttori anziché su studi scientifici che permettano di conciliare, nello stesso tempo, quantità di produzioni, costi energetici e qualità del prodotto finale. Allo stato attuale, a seguito anche di contatti con imprese che operano nel campo dell’essiccazione si sono evidenziati prioritariamente due problemi che sono stati affrontati in tale ricerca: 1) Le tecnologie adoperate non tengono conto dei cicli termici corretti e necessari per ottenere la migliore qualità e, al tempo stesso, il minore impiego energetico. Ciò si traduce, naturalmente, in un alto costo di produzione. 2) La qualità del prodotto ottenuto non è la migliore dal momento che, data l’impiego di cicli produttivi non corretti, si instaurano facilmente processi di degradazione, come per esempio, imbrunimenti di varia natura, che rendono il prodotto non sempre appetibile.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/365908
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