La L. 18 giugno 2009 n° 69 ha disposto l’abrogazione dell’art. 366-bis del Codice di Procedura Civile, rubricato “Formulazione dei motivi”, che, introdotto con la precedente riforma del 2006, aveva previsto l’obbligo dell’enunciazione del principio di diritto nei casi di ricorso per Cassazione. La disposizione legislativa del 2009 ha anche introdotto l’art. 360-bis del Codice di Procedura Civile che inserisce nel quadro normativo e processuale dei cd. “filtri” (ipotesi di inammissibilità) per i ricorsi per Cassazione. Leggendo in combinato disposto le due modifiche è evidente che il legislatore ha inteso rafforzare nel sistema italiano di civil law il vincolo del precedente che, se nei sistemi di common law costituisce l’obbligo, tant’è che alle Corti che intendono disapplicare il precedente è imposto di argomentare tale scelta, ricorrendo a due specifiche figure (distinguishing e overruling), in Italia era una tecnica argomentativa cui il giudice poteva ricorrere per motivare la sua decisione. Si tratta di una scelta che rafforza l’aspetto argomentativo della decisione giudiziaria, anche da un punto di vista del controllo e della verificabilità, e che nel contempo tenta di conferire maggiore certezza all’intero sistema giuridico, minato da pronunce spesso contraddittorie.

Vincolo del precedente e certezza dell'argomentazione: nota in margine alla legge 18 giugno 2009, n. 69 sulla riforma del giudizio di Cassazione

ABIGNENTE, ANGELO
2009

Abstract

La L. 18 giugno 2009 n° 69 ha disposto l’abrogazione dell’art. 366-bis del Codice di Procedura Civile, rubricato “Formulazione dei motivi”, che, introdotto con la precedente riforma del 2006, aveva previsto l’obbligo dell’enunciazione del principio di diritto nei casi di ricorso per Cassazione. La disposizione legislativa del 2009 ha anche introdotto l’art. 360-bis del Codice di Procedura Civile che inserisce nel quadro normativo e processuale dei cd. “filtri” (ipotesi di inammissibilità) per i ricorsi per Cassazione. Leggendo in combinato disposto le due modifiche è evidente che il legislatore ha inteso rafforzare nel sistema italiano di civil law il vincolo del precedente che, se nei sistemi di common law costituisce l’obbligo, tant’è che alle Corti che intendono disapplicare il precedente è imposto di argomentare tale scelta, ricorrendo a due specifiche figure (distinguishing e overruling), in Italia era una tecnica argomentativa cui il giudice poteva ricorrere per motivare la sua decisione. Si tratta di una scelta che rafforza l’aspetto argomentativo della decisione giudiziaria, anche da un punto di vista del controllo e della verificabilità, e che nel contempo tenta di conferire maggiore certezza all’intero sistema giuridico, minato da pronunce spesso contraddittorie.
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