Il presente lavoro propone una riflessione intorno alla relazione educativa entro il setting di insegnamento/apprendimento. Partendo dai molteplici cambiamenti apportati dalle diverse riforme scolastiche, di questi ultimi anni e, riconoscendo tutte le loro implicazioni nella costruzione e gestione dei processi di apprendimento, la scuola è chiamata a negoziare e a rapportarsi con tutte quelle condizioni che fondano il setting della relazione educativa, delimitando e significando le prassi, istituendo un contenitore, sia esso materiale, relazionale che mentale ed orientando il processo educativo stesso in termini tanto cognitivi quanto emozionali. Alla luce di queste considerazioni, ponendoci in un’ottica psicologico-clinica, proponiamo una rilettura di alcuni concetti delle teorie di Jaques (1970), Fornari (1976, 1977, 1979), Bion (1962) e Carli e Paniccia (2003), declinati in ambito scolastico, al fine di esplorare quegli aspetti invisibili che fondano il setting della relazione educativa. In particolare, con l’apprendimento dell’incertezza di Jaques sottolineiamo l’importanza di un’esperienza di tensione nel processo educativo in quanto essa rappresenta per lo studente l’opportunità di occuparsi di problemi di “progettazione creativa”, di “imparare ad imparare” a risolvere i problemi e a prendere decisioni con tutte le ripercussioni in termini emozionali, cognitivi e relazionali che ciò comporta nel setting di insegnamento/apprendimento. Inoltre, condividendo una concezione semiotica dei processi mentali, riprendiamo il contributo di Fornari per esplorare i significati co-costruiti e i codici affettivi che si sostanziano nello spazio della relazione educativa, all’interno del quale, si instaurano specifiche dinamiche relazionali, tra cui quelle fondate sulle neoemozioni (Carli, Paniccia, 2003). L’attenzione viene, dunque, posta su quelle modalità di organizzazione emozionale della relazione educativa che attraversano e caratterizzano i contesti scolastici e orientano le azioni e il senso stesso dell’agire educativo.

Il setting della relazione educativa

ZACCARO, ANTONELLA;
2008

Abstract

Il presente lavoro propone una riflessione intorno alla relazione educativa entro il setting di insegnamento/apprendimento. Partendo dai molteplici cambiamenti apportati dalle diverse riforme scolastiche, di questi ultimi anni e, riconoscendo tutte le loro implicazioni nella costruzione e gestione dei processi di apprendimento, la scuola è chiamata a negoziare e a rapportarsi con tutte quelle condizioni che fondano il setting della relazione educativa, delimitando e significando le prassi, istituendo un contenitore, sia esso materiale, relazionale che mentale ed orientando il processo educativo stesso in termini tanto cognitivi quanto emozionali. Alla luce di queste considerazioni, ponendoci in un’ottica psicologico-clinica, proponiamo una rilettura di alcuni concetti delle teorie di Jaques (1970), Fornari (1976, 1977, 1979), Bion (1962) e Carli e Paniccia (2003), declinati in ambito scolastico, al fine di esplorare quegli aspetti invisibili che fondano il setting della relazione educativa. In particolare, con l’apprendimento dell’incertezza di Jaques sottolineiamo l’importanza di un’esperienza di tensione nel processo educativo in quanto essa rappresenta per lo studente l’opportunità di occuparsi di problemi di “progettazione creativa”, di “imparare ad imparare” a risolvere i problemi e a prendere decisioni con tutte le ripercussioni in termini emozionali, cognitivi e relazionali che ciò comporta nel setting di insegnamento/apprendimento. Inoltre, condividendo una concezione semiotica dei processi mentali, riprendiamo il contributo di Fornari per esplorare i significati co-costruiti e i codici affettivi che si sostanziano nello spazio della relazione educativa, all’interno del quale, si instaurano specifiche dinamiche relazionali, tra cui quelle fondate sulle neoemozioni (Carli, Paniccia, 2003). L’attenzione viene, dunque, posta su quelle modalità di organizzazione emozionale della relazione educativa che attraversano e caratterizzano i contesti scolastici e orientano le azioni e il senso stesso dell’agire educativo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/362535
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