Da quando, nel 1904, la Tavola Strozzi venne scoperta da Corrado Ricci nei saloni del palazzo del principe Piero Strozzi, e fino ai nostri giorni, il dipinto è stato sempre considerato una delle rappresentazioni urbane più antiche e preziose della città di Napoli in età aragonese. Legato alla vicenda personale di Filippo Strozzi, il banchiere e mercante fiorentino che soggiornò a Napoli almeno 25 anni,godendo del favore dei regnanti, il dipinto conservato oggi al Museo di S. Martino ha suscitato fin dalla sua prima presentazione, ad opera di B. Croce, un grande interesse per il suo valore documentario ed ha stimolato insieme ogni possibile ricerca sul suo soggetto, sul suo autore e sul contesto storico nel quale esso fu concepito. Il saggio si propone una nuova lettura del dipinto, attraverso il riesame delle fonti e la discussione delle diverse posizioni critiche emerse nel corso di oltre cento anni.

La Tavola Strozzi tra Napoli e Firenze. Un'immagine della città nel Quattrocento

PANE, GIULIO
2009

Abstract

Da quando, nel 1904, la Tavola Strozzi venne scoperta da Corrado Ricci nei saloni del palazzo del principe Piero Strozzi, e fino ai nostri giorni, il dipinto è stato sempre considerato una delle rappresentazioni urbane più antiche e preziose della città di Napoli in età aragonese. Legato alla vicenda personale di Filippo Strozzi, il banchiere e mercante fiorentino che soggiornò a Napoli almeno 25 anni,godendo del favore dei regnanti, il dipinto conservato oggi al Museo di S. Martino ha suscitato fin dalla sua prima presentazione, ad opera di B. Croce, un grande interesse per il suo valore documentario ed ha stimolato insieme ogni possibile ricerca sul suo soggetto, sul suo autore e sul contesto storico nel quale esso fu concepito. Il saggio si propone una nuova lettura del dipinto, attraverso il riesame delle fonti e la discussione delle diverse posizioni critiche emerse nel corso di oltre cento anni.
10:888987936X, 13:9788889879368
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/360192
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