Il volume raccoglie saggi su Oswald Spengler e su Ernst Jünger, considerati come autori di rilevanza centrale per esplorare le regioni ideologiche del Novecento e la crisi dell’idea di Europa. I saggi si inseriscono organicamente in un più vasto lavoro critico di ricostruzione della crisi della modernità (i volume dell’Autore su Spengler e su Croce) e, dentro di questa, dell’esplorazione del mondo culturale e politico tedesco, esaminato anche alla luce del concetto innovativo di “utopia della stabilità”. Il volume offre un’interpretazione fortemente originale delle figure di Spengler e Jünger, studiate lungo sentieri poco o per nulla battuti dalla ricerca internazionale: così le analisi sugli scritti postumi di Spengler, dedicati all’esame delle civiltà preistoriche; o l’indagine sull’antidarwinismo, che Spengler che Jünger condivisero, sulle base di motivazioni non solo scientifiche, ma anche politiche e estetiche, a partire dalle quali l’Autore imposta inedite ricostruzioni fondate sul nesso tra il panorama filosofico del naturalismo e biologismo novecentesco e una rinnovata idea di storicità, sviluppatasi anche dalla crisi dello storicismo. Non solo le opere maggiori di Spengler e Jünger (“Il tramonto dell’Occidente”, “L’Operaio”), ma il complesso della loro vasta produzione, insieme con la più qualificata letteratura secondaria, sono fatti oggetto di ricostruzione critica, nell’intenzione di sondare attraverso di ciò territori essenziali della mentalità e della sensibilità novecentesca.

Albe e tramonti d'Europa. Ernst Jünger e Oswald Spengler

CONTE, DOMENICO
2009

Abstract

Il volume raccoglie saggi su Oswald Spengler e su Ernst Jünger, considerati come autori di rilevanza centrale per esplorare le regioni ideologiche del Novecento e la crisi dell’idea di Europa. I saggi si inseriscono organicamente in un più vasto lavoro critico di ricostruzione della crisi della modernità (i volume dell’Autore su Spengler e su Croce) e, dentro di questa, dell’esplorazione del mondo culturale e politico tedesco, esaminato anche alla luce del concetto innovativo di “utopia della stabilità”. Il volume offre un’interpretazione fortemente originale delle figure di Spengler e Jünger, studiate lungo sentieri poco o per nulla battuti dalla ricerca internazionale: così le analisi sugli scritti postumi di Spengler, dedicati all’esame delle civiltà preistoriche; o l’indagine sull’antidarwinismo, che Spengler che Jünger condivisero, sulle base di motivazioni non solo scientifiche, ma anche politiche e estetiche, a partire dalle quali l’Autore imposta inedite ricostruzioni fondate sul nesso tra il panorama filosofico del naturalismo e biologismo novecentesco e una rinnovata idea di storicità, sviluppatasi anche dalla crisi dello storicismo. Non solo le opere maggiori di Spengler e Jünger (“Il tramonto dell’Occidente”, “L’Operaio”), ma il complesso della loro vasta produzione, insieme con la più qualificata letteratura secondaria, sono fatti oggetto di ricostruzione critica, nell’intenzione di sondare attraverso di ciò territori essenziali della mentalità e della sensibilità novecentesca.
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