Il linguaggio delle istituzioni europee attira l’attenzione sempre crescente di studiosi di linguaggi specialistici che lo identificano come strumento di una nuova comunicazione interculturale e transfrontaliera. Il linguaggio comunitario deriva dal contributo delle singole lingue nazionali e, come una lingua franca, funge da veicolo per il dialogo di venticinque Stati membri, ognuno distinto per diversa cultura e tradizione giuridica. Il suo lessico specialistico si arricchisce costantemente di nuovi termini atti ad esprimere concetti innovativi di politica comunitaria: nuove misure o procedure che, benché prive di un esatto corrispettivo a livello nazionale, andranno tradotte in tutte le venti lingue ufficiali. Riflettendo le continue evoluzioni in atto nella sfera politica, economica e sociale dell’Unione, il linguaggio comunitario diviene un meccanismo linguistico altamente produttivo e si infiltra in modo crescente nei tessuti linguistici nazionali, anche grazie ad intermediari quali fonti di politica interna e canali d’informazione locali. La ricchezza terminologica è sollecitata dagli incontri fra tanti idiomi diversi, come i dibattiti politici o la stesura di testi legislativi multilingue, ed è garantita dal contributo dei traduttori che sfruttano le risorse interne di una lingua evitando un pedissequo uso di prestiti.

“nEUologisms: produttività lessicale del linguaggio comunitario”

CALIENDO, GIUDITTA
2004

Abstract

Il linguaggio delle istituzioni europee attira l’attenzione sempre crescente di studiosi di linguaggi specialistici che lo identificano come strumento di una nuova comunicazione interculturale e transfrontaliera. Il linguaggio comunitario deriva dal contributo delle singole lingue nazionali e, come una lingua franca, funge da veicolo per il dialogo di venticinque Stati membri, ognuno distinto per diversa cultura e tradizione giuridica. Il suo lessico specialistico si arricchisce costantemente di nuovi termini atti ad esprimere concetti innovativi di politica comunitaria: nuove misure o procedure che, benché prive di un esatto corrispettivo a livello nazionale, andranno tradotte in tutte le venti lingue ufficiali. Riflettendo le continue evoluzioni in atto nella sfera politica, economica e sociale dell’Unione, il linguaggio comunitario diviene un meccanismo linguistico altamente produttivo e si infiltra in modo crescente nei tessuti linguistici nazionali, anche grazie ad intermediari quali fonti di politica interna e canali d’informazione locali. La ricchezza terminologica è sollecitata dagli incontri fra tanti idiomi diversi, come i dibattiti politici o la stesura di testi legislativi multilingue, ed è garantita dal contributo dei traduttori che sfruttano le risorse interne di una lingua evitando un pedissequo uso di prestiti.
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