Il volume descrive alcuni aspetti innovativi del metodo osservativo applicato al counselling psicodinamico di gruppo. Il modello descritto, ispirato alla tradizione Tavistock, prevede la presenza di un osservatore silenzioso nel lavoro di gruppo e si avvale, nel descrivere e analizzare le dinamiche di gruppo attivate nella consultazione breve, del contributo di W. Bion, di H. Foulkes e di E. Bick. Secondo gli autori, la presenza dell'osservatore silenzioso in un gruppo contribuisce all'instaurazione di relazioni paritarie tra i membri dell'unità gruppale, utili a promuovere un clima di cooperazione nel processo di trasformazione e cambiamento. La presenza di tale figura sembra, altresì, facilitare e sostenere il lavoro del conduttore, che potrà, nell'incontro con il gruppo, meglio tollerare i conflittuali vissuti emozionali attivati dalla breve durata dell'esperienza e connessi ai complessi movimenti transferali, controtransferali e di identificazione proiettiva. L'osservatore silenzioso, quasi fosse un enzima catalizzatante, sembra infatti accellerare "l'evento barometrico" e, attenuando la funzione direttiva del conduttore, sollecitare il definirsi di una rete intima di comunicazione e di processi transpersonali. Questa speciale condizione consente al gruppo di transitare da arcaiche posizioni di dipendenza e aggressività a posizioni più evolute, caratterizzate dal lavorare insieme al conduttore e non contro di esso, fino a promuovere nel singolo la disponibilità ad apprendere, sentire, pensare e percepirsi liberamente nella propria persona fino a diventare se stesso.

Counselling psicodinamico di gruppo - Funzione e ruolo dell'osservatore negli interventi brevi

CHIODI, ALESSANDRO;VALERIO, PAOLO
2009

Abstract

Il volume descrive alcuni aspetti innovativi del metodo osservativo applicato al counselling psicodinamico di gruppo. Il modello descritto, ispirato alla tradizione Tavistock, prevede la presenza di un osservatore silenzioso nel lavoro di gruppo e si avvale, nel descrivere e analizzare le dinamiche di gruppo attivate nella consultazione breve, del contributo di W. Bion, di H. Foulkes e di E. Bick. Secondo gli autori, la presenza dell'osservatore silenzioso in un gruppo contribuisce all'instaurazione di relazioni paritarie tra i membri dell'unità gruppale, utili a promuovere un clima di cooperazione nel processo di trasformazione e cambiamento. La presenza di tale figura sembra, altresì, facilitare e sostenere il lavoro del conduttore, che potrà, nell'incontro con il gruppo, meglio tollerare i conflittuali vissuti emozionali attivati dalla breve durata dell'esperienza e connessi ai complessi movimenti transferali, controtransferali e di identificazione proiettiva. L'osservatore silenzioso, quasi fosse un enzima catalizzatante, sembra infatti accellerare "l'evento barometrico" e, attenuando la funzione direttiva del conduttore, sollecitare il definirsi di una rete intima di comunicazione e di processi transpersonali. Questa speciale condizione consente al gruppo di transitare da arcaiche posizioni di dipendenza e aggressività a posizioni più evolute, caratterizzate dal lavorare insieme al conduttore e non contro di esso, fino a promuovere nel singolo la disponibilità ad apprendere, sentire, pensare e percepirsi liberamente nella propria persona fino a diventare se stesso.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/356786
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