Si tratta dell'edizione critica, in collaborazione con altri autori, delle "Questiones super perspectiva communi" di Biagio Pelacani da Parma, famoso "magister" in arti e docente di "philosophia naturalis" in alcune importanti Università italiane tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo: nel suo Commento al testo-base dell'insegnamento della "perspectiva" di Jean Peckham, francescano inglese vissuto nella seconda metà del XIII secolo, il Pelacani riassume i nuclei centrali di tutta una tradizione di pensiero alla cui base si pone quella "metafisica della luce" sviluppata dagli autori medievali, da Vitellione a Grossatesta: le "Questiones" del Pelacani, punto di riferimento fondamentale per la "perspectiva pingendi" degli "artistae" rinascimentali, da LeonBattista Alberti a Leonardo, documentano la progressiva trasformazione dell'ottica in una vera e propria fisica della luce, attraverso il sapiente uso delle fonti greche (Euclide e Tolomeo) e arabe (Alhazen). L'edizione del testo permette di verificare come le teorie neoplatoniche della luce come scienza della natura creata, attraverso la mediazione della tradizione aristotelica, vengano sostituite dall'individuazione delle leggi prospettiche : l'intersezione della piramide visiva formata dai raggi rettilinei che si dipanano dall'occhio dell'osservatore in direzione degli oggetti, legittima dunque quella compenetrazione di oggettivo e soggetivo che caratterizza ogni forma di conoscenza, e dunque la teoria della prospettiva come forma simbolica (Panofsky).
Blaise de Parme, Questiones super perspectiva communi, éd. critica, prima pars, quaestiones 10-16, pp.153-220, Vrin, Paris 2009 / Sorge, Valeria; G., FEDERICI VESCOVINI; J., Biard. - STAMPA. - (2009).
Blaise de Parme, Questiones super perspectiva communi, éd. critica, prima pars, quaestiones 10-16, pp.153-220, Vrin, Paris 2009
SORGE, VALERIA;
2009
Abstract
Si tratta dell'edizione critica, in collaborazione con altri autori, delle "Questiones super perspectiva communi" di Biagio Pelacani da Parma, famoso "magister" in arti e docente di "philosophia naturalis" in alcune importanti Università italiane tra la fine del XIV e l'inizio del XV secolo: nel suo Commento al testo-base dell'insegnamento della "perspectiva" di Jean Peckham, francescano inglese vissuto nella seconda metà del XIII secolo, il Pelacani riassume i nuclei centrali di tutta una tradizione di pensiero alla cui base si pone quella "metafisica della luce" sviluppata dagli autori medievali, da Vitellione a Grossatesta: le "Questiones" del Pelacani, punto di riferimento fondamentale per la "perspectiva pingendi" degli "artistae" rinascimentali, da LeonBattista Alberti a Leonardo, documentano la progressiva trasformazione dell'ottica in una vera e propria fisica della luce, attraverso il sapiente uso delle fonti greche (Euclide e Tolomeo) e arabe (Alhazen). L'edizione del testo permette di verificare come le teorie neoplatoniche della luce come scienza della natura creata, attraverso la mediazione della tradizione aristotelica, vengano sostituite dall'individuazione delle leggi prospettiche : l'intersezione della piramide visiva formata dai raggi rettilinei che si dipanano dall'occhio dell'osservatore in direzione degli oggetti, legittima dunque quella compenetrazione di oggettivo e soggetivo che caratterizza ogni forma di conoscenza, e dunque la teoria della prospettiva come forma simbolica (Panofsky).| File | Dimensione | Formato | |
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