L’architettura del paesaggio dell’ospedale di Ancona. La collina si squarcia e l’organismo architettonico si libera come un uccello allo schiudersi dell’uovo; in silenzio, leggero, lentamente muta lo spazio, ridefinisce il dolce declivio della scarna orografia e risucchia nel ventre della terra il brulicare attivo e operoso di tanti essere umani. I padiglioni dell’ospedale restano incastonati nella collina con il fronte meridionale aperto verso la vallata attraversata dal fiume e dalla linea ferroviaria. Il paesaggio agrario di un tempo lascia il posto a nuove funzioni urbane e restituisce brani di spazio naturale. Il rigore estremo delle architetture è trasferito nelle inclinate Praterie aromatiche di essenze erbacee ed arbustive con l’alternanza di siepi di rosmarino, lavanda e salvia. Alle varietà cromatiche dei lilla, dei viola e dei rosa delle essenze aromatiche è associato lo scintillante giallo oro dei filari di cespugli eretti di Forsythia intermedia “Spectabilis”. I dislivelli orografici definiti nuovamente nell’articolazione dei padiglioni in parte interrati accolgono l’uliveto. Le Terrazze degli Ulivi prevedono la composizione delle essenze arboree in filari che restituiscono la memoria di frammenti di spazi rurali sospesi nel tempo e sottratti all’espace banal. Praterie aromatiche e uliveti penetrano nelle corti e nei giardini tra le architetture dei reparti. Risalendo le pendici collinari fino a giungere alla sommità ci si inoltra nelle radure naturalistiche del Bosco di Querce e di Faggi. La collina diviene lo sfondo naturale dell’intero complesso architettonico proteggendo con le fitte chiome sempreverdi delle querce l’ospedale dai venti freddi settentrionali. L’associazione delle essenze arboree dei faggi a quelle delle querce per il bosco naturalistico arricchisce lo scenario paesaggistico della mutevolezza cromatica stagionale delle chiome caducifoglie. I sentieri tracciati assecondando il dislivello orografico che permettono il godimento del bosco a forte grado di naturalità sono delimitati da siepi e cespugli di more e di lamponi al fine di esaltare ulteriormente la gestione naturalistica e spontanea del bosco. Le aree di parcheggio sono ombreggiate dalle ordinate chiome dei Tigli.
Il nuovo ospedale della Città di Ancona: idee e progetto per il concorso internazionale / Buondonno, Emma; F., Bocchino; S., Solaro; F., Mirachi; A. C. A. P. O. N., E.. - (2009).
Il nuovo ospedale della Città di Ancona: idee e progetto per il concorso internazionale.
BUONDONNO, EMMA;
2009
Abstract
L’architettura del paesaggio dell’ospedale di Ancona. La collina si squarcia e l’organismo architettonico si libera come un uccello allo schiudersi dell’uovo; in silenzio, leggero, lentamente muta lo spazio, ridefinisce il dolce declivio della scarna orografia e risucchia nel ventre della terra il brulicare attivo e operoso di tanti essere umani. I padiglioni dell’ospedale restano incastonati nella collina con il fronte meridionale aperto verso la vallata attraversata dal fiume e dalla linea ferroviaria. Il paesaggio agrario di un tempo lascia il posto a nuove funzioni urbane e restituisce brani di spazio naturale. Il rigore estremo delle architetture è trasferito nelle inclinate Praterie aromatiche di essenze erbacee ed arbustive con l’alternanza di siepi di rosmarino, lavanda e salvia. Alle varietà cromatiche dei lilla, dei viola e dei rosa delle essenze aromatiche è associato lo scintillante giallo oro dei filari di cespugli eretti di Forsythia intermedia “Spectabilis”. I dislivelli orografici definiti nuovamente nell’articolazione dei padiglioni in parte interrati accolgono l’uliveto. Le Terrazze degli Ulivi prevedono la composizione delle essenze arboree in filari che restituiscono la memoria di frammenti di spazi rurali sospesi nel tempo e sottratti all’espace banal. Praterie aromatiche e uliveti penetrano nelle corti e nei giardini tra le architetture dei reparti. Risalendo le pendici collinari fino a giungere alla sommità ci si inoltra nelle radure naturalistiche del Bosco di Querce e di Faggi. La collina diviene lo sfondo naturale dell’intero complesso architettonico proteggendo con le fitte chiome sempreverdi delle querce l’ospedale dai venti freddi settentrionali. L’associazione delle essenze arboree dei faggi a quelle delle querce per il bosco naturalistico arricchisce lo scenario paesaggistico della mutevolezza cromatica stagionale delle chiome caducifoglie. I sentieri tracciati assecondando il dislivello orografico che permettono il godimento del bosco a forte grado di naturalità sono delimitati da siepi e cespugli di more e di lamponi al fine di esaltare ulteriormente la gestione naturalistica e spontanea del bosco. Le aree di parcheggio sono ombreggiate dalle ordinate chiome dei Tigli.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


