Il concetto di salute si è modificato nel corso del tempo, fino ad assumere un’accezione più ampia della semplice assenza di patologie, incentrandosi sulla qualità della vita, sul benessere globale della persona e sul coinvolgimento della comunità per il raggiungimento di obiettivi condivisi (Petrillo, 2008). Questo cambiamento si esprime nell’enfasi sul concetto di “promozione della salute”, introdotto nel 1974 dal Ministro Canadese della Salute e del Welfare, Marc Lalonde, per sottolineare che “l’ambiente ed i comportamenti individuali sono importanti cause di malattia e di morte, più dei fattori di tipo biologico e sanitario”. Questo lavoro ha l’obiettivo di analizzare i testi delle sette Carte della Salute prodotte durante le International Conferences on Health Promotion (Dichiarazione di Alma Ata, 1978; Carta di Ottawa, 1986; Raccomandazioni di Adelaide, 1988; Rapporto di Sundsvall, 1991; Conferenza di Jakarta, 1997; Pronunciamento Ministeriale del Messico, 2000; Carta di Bangkok, 2005), al fine di verificare i cambiamenti avvenuti sul tema della promozione della salute negli ultimi trenta anni. L’ipotesi di partenza si riferisce ad uno spostamento dell’attenzione nel corso degli anni da modelli centrati sullo studio dei fattori comportamentali di rischio da contrastare per raggiungere obiettivi di salute, ad una visione più ampia e sempre più orientata alla dimensione sociale e di comunità. È stata effettuata un’analisi testuale delle Carte, nella versione originale in inglese, con l’ausilio del software T-Lab (Lancia, 2004). Dall’analisi del materiale sono emersi alcuni elementi particolarmente rilevanti. L’analisi delle Specificità Tipiche ha consentito di evidenziare i tratti caratteristici di ciascun documento. È la Carta di Ottawa del 1986, ad esempio, ad introdurre esplicitamente il concetto di “promozione della salute” (health promotion) e a progettare le azioni necessarie per il raggiungimento di una condizione di salute intesa come benessere psicofisico, mentale e sociale. La Conferenza di Jakarta del 1997 è invece incentrata sulla valutazione dei metodi più adatti alla promozione della salute e delle strategie comunicative da adottare (communication strategy), oltre che sulla necessità di una rete (network) di individui e organizzazioni, governative e non, tesi alla promozione della salute. La Carta di Bangkok del 2005 affronta gli ostacoli alla promozione della salute causati dalla globalizzazione, oltre a soffermarsi sul concetto di benessere (well-being) come elemento essenziale per la salute degli individui e delle società civili. L’analisi delle Associazioni di parole sui termini “Health promotion” e “Community” ha messo in evidenza che: Health Promotion si associa a termini quali “strategia” (strategy), “azione” (action) e “determinanti della salute” (determinants of health), oltre che a “responsabilità” (responsibility), “sociale” (social) e “rete” (network). Questo a sottolineare lo scopo principale delle Conferenze: trovare una strategia di azione efficace per la promozione della salute, comune ai diversi Paesi partecipanti, attraverso l’individuazione dei determinanti della salute in un lavoro di rete. Il termine Community si associa a parole quali “famiglia” (family) e “individuo” (individual), “servizi sanitari” (health services), “governo” (government), “organizzazione” (organization), “potenziamento” (empowerment) e “locale” (local), riferendo la comunità innanzitutto alla famiglia e agli individui, oltre che al sistema sanitario e a istituzioni ed enti. Allo scopo di rintracciare le dimensioni di significato sottese rapporti alle varie Carte della Salute è stata effettuata un’Analisi delle corrispondenze. I risultati hanno evidenziato una sostanziale opposizione tra le Carte del periodo 1978-1991 e quelle stilate tra il 1997 e il 2005. Le prime, infatti, si concentrano maggiormente sull’assistenza sanitaria ai singoli individui e sulle politiche pubbliche (public policies) volte a migliorare questi servizi; le seconde si orientano maggiormente alla promozione della salute intesa come coinvolgimento della società civile (civil society) e al potenziamento (to empower) della comunità. Dall’analisi è emersa un’ulteriore contrapposizione, tra le carte stilate negli anni ‘80 e tutte le altre carte: in particolare tra le Raccomandazioni di Adelaide (1988) da un lato e, dall’altro, le Carte di Alma Ata (1978) e Jakarta (1997). Le Raccomandazioni si concentrano maggiormente su interventi tesi a sviluppare e supportare stili di vita sani, rivolgendosi a particolari gruppi di individui, dalle donne agli alcolisti e ai fumatori (alcohol, woman, tabacco); le seconde, invece, mirano ad interventi su larga scala, rivolti alla comunità più in generale: una maggiore attenzione alla famiglia (family) e allo sviluppo (development) delle specifiche esigenze legate ai singoli Paesi (Country). Tali dimensioni di significato dischiudono ampi spazi di riflessione e di intervento per un approccio alla promozione della salute come bene comune relazionale (Zani, 2007) e di interesse collettivo (Murray, 2007) in linea con la psicologia di comunità.

Dall’individuo alla comunità per la promozione della salute. Un’analisi testuale delle Carte della Salute

PETRILLO, GIOVANNA;CAPONE, Vincenza;
2008

Abstract

Il concetto di salute si è modificato nel corso del tempo, fino ad assumere un’accezione più ampia della semplice assenza di patologie, incentrandosi sulla qualità della vita, sul benessere globale della persona e sul coinvolgimento della comunità per il raggiungimento di obiettivi condivisi (Petrillo, 2008). Questo cambiamento si esprime nell’enfasi sul concetto di “promozione della salute”, introdotto nel 1974 dal Ministro Canadese della Salute e del Welfare, Marc Lalonde, per sottolineare che “l’ambiente ed i comportamenti individuali sono importanti cause di malattia e di morte, più dei fattori di tipo biologico e sanitario”. Questo lavoro ha l’obiettivo di analizzare i testi delle sette Carte della Salute prodotte durante le International Conferences on Health Promotion (Dichiarazione di Alma Ata, 1978; Carta di Ottawa, 1986; Raccomandazioni di Adelaide, 1988; Rapporto di Sundsvall, 1991; Conferenza di Jakarta, 1997; Pronunciamento Ministeriale del Messico, 2000; Carta di Bangkok, 2005), al fine di verificare i cambiamenti avvenuti sul tema della promozione della salute negli ultimi trenta anni. L’ipotesi di partenza si riferisce ad uno spostamento dell’attenzione nel corso degli anni da modelli centrati sullo studio dei fattori comportamentali di rischio da contrastare per raggiungere obiettivi di salute, ad una visione più ampia e sempre più orientata alla dimensione sociale e di comunità. È stata effettuata un’analisi testuale delle Carte, nella versione originale in inglese, con l’ausilio del software T-Lab (Lancia, 2004). Dall’analisi del materiale sono emersi alcuni elementi particolarmente rilevanti. L’analisi delle Specificità Tipiche ha consentito di evidenziare i tratti caratteristici di ciascun documento. È la Carta di Ottawa del 1986, ad esempio, ad introdurre esplicitamente il concetto di “promozione della salute” (health promotion) e a progettare le azioni necessarie per il raggiungimento di una condizione di salute intesa come benessere psicofisico, mentale e sociale. La Conferenza di Jakarta del 1997 è invece incentrata sulla valutazione dei metodi più adatti alla promozione della salute e delle strategie comunicative da adottare (communication strategy), oltre che sulla necessità di una rete (network) di individui e organizzazioni, governative e non, tesi alla promozione della salute. La Carta di Bangkok del 2005 affronta gli ostacoli alla promozione della salute causati dalla globalizzazione, oltre a soffermarsi sul concetto di benessere (well-being) come elemento essenziale per la salute degli individui e delle società civili. L’analisi delle Associazioni di parole sui termini “Health promotion” e “Community” ha messo in evidenza che: Health Promotion si associa a termini quali “strategia” (strategy), “azione” (action) e “determinanti della salute” (determinants of health), oltre che a “responsabilità” (responsibility), “sociale” (social) e “rete” (network). Questo a sottolineare lo scopo principale delle Conferenze: trovare una strategia di azione efficace per la promozione della salute, comune ai diversi Paesi partecipanti, attraverso l’individuazione dei determinanti della salute in un lavoro di rete. Il termine Community si associa a parole quali “famiglia” (family) e “individuo” (individual), “servizi sanitari” (health services), “governo” (government), “organizzazione” (organization), “potenziamento” (empowerment) e “locale” (local), riferendo la comunità innanzitutto alla famiglia e agli individui, oltre che al sistema sanitario e a istituzioni ed enti. Allo scopo di rintracciare le dimensioni di significato sottese rapporti alle varie Carte della Salute è stata effettuata un’Analisi delle corrispondenze. I risultati hanno evidenziato una sostanziale opposizione tra le Carte del periodo 1978-1991 e quelle stilate tra il 1997 e il 2005. Le prime, infatti, si concentrano maggiormente sull’assistenza sanitaria ai singoli individui e sulle politiche pubbliche (public policies) volte a migliorare questi servizi; le seconde si orientano maggiormente alla promozione della salute intesa come coinvolgimento della società civile (civil society) e al potenziamento (to empower) della comunità. Dall’analisi è emersa un’ulteriore contrapposizione, tra le carte stilate negli anni ‘80 e tutte le altre carte: in particolare tra le Raccomandazioni di Adelaide (1988) da un lato e, dall’altro, le Carte di Alma Ata (1978) e Jakarta (1997). Le Raccomandazioni si concentrano maggiormente su interventi tesi a sviluppare e supportare stili di vita sani, rivolgendosi a particolari gruppi di individui, dalle donne agli alcolisti e ai fumatori (alcohol, woman, tabacco); le seconde, invece, mirano ad interventi su larga scala, rivolti alla comunità più in generale: una maggiore attenzione alla famiglia (family) e allo sviluppo (development) delle specifiche esigenze legate ai singoli Paesi (Country). Tali dimensioni di significato dischiudono ampi spazi di riflessione e di intervento per un approccio alla promozione della salute come bene comune relazionale (Zani, 2007) e di interesse collettivo (Murray, 2007) in linea con la psicologia di comunità.
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