Il libro si compone di due saggi. Nel primo, dal titolo L’epillio ‘didascalico’: Aristeo, Orfeo, la superba illusione nella IV Georgica, sono approfondite varie tematiche, sia sotto il profilo editoriale, e perciò testuale, sia dal punto di vista contenutistico ed ideologico, dell’episodio di Orfeo ed Euridice. L’episodio virgiliano ridimensiona in maniera radicale il celeberrimo personaggio mitologico, che, se domina con le sue potenzialità i mondi della natura, non può però presumere di poter ottenere dagli dèi inferi la resurrezione della sua amata sposa. L’episodio conserva un importante valore paideutico per il cittadino romano, e per lo stesso Ottaviano vincitore di Azio, perché induce a riflettere sulla limitatezza delle possibilità umane. Nel secondo saggio, Dark Visibility: Lavinia nell’Eneide, l’attenzione è concentrata sui vv. 64-69 dei l. XII, che descrivono la vistosa esternazione, emotiva e psicosomatica, di Lavinia, silenziosa e come assente, che contrasta con il massiccio circuito della parola che vede coinvolti Turno, Latino, Amata. Sono rilevati importanti elementi di intratestualità virgiliana ed intertestualità con la tragedia euripidea e l’epica ‘moderna’ apolloniana. Il saggio mira a dimostrare che il rossore di Lavinia è interpretabile in senso erotico (in questa direzione induce il lessico), ma solo secondo il punto di vista di Turno, non evidentemente del poeta, che deve astenersi da ogni giudizio.

Da Orfeo a Lavinia (Virgilio: Morte Vita Storia)

FORMICOLA, CRESCENZO
2008

Abstract

Il libro si compone di due saggi. Nel primo, dal titolo L’epillio ‘didascalico’: Aristeo, Orfeo, la superba illusione nella IV Georgica, sono approfondite varie tematiche, sia sotto il profilo editoriale, e perciò testuale, sia dal punto di vista contenutistico ed ideologico, dell’episodio di Orfeo ed Euridice. L’episodio virgiliano ridimensiona in maniera radicale il celeberrimo personaggio mitologico, che, se domina con le sue potenzialità i mondi della natura, non può però presumere di poter ottenere dagli dèi inferi la resurrezione della sua amata sposa. L’episodio conserva un importante valore paideutico per il cittadino romano, e per lo stesso Ottaviano vincitore di Azio, perché induce a riflettere sulla limitatezza delle possibilità umane. Nel secondo saggio, Dark Visibility: Lavinia nell’Eneide, l’attenzione è concentrata sui vv. 64-69 dei l. XII, che descrivono la vistosa esternazione, emotiva e psicosomatica, di Lavinia, silenziosa e come assente, che contrasta con il massiccio circuito della parola che vede coinvolti Turno, Latino, Amata. Sono rilevati importanti elementi di intratestualità virgiliana ed intertestualità con la tragedia euripidea e l’epica ‘moderna’ apolloniana. Il saggio mira a dimostrare che il rossore di Lavinia è interpretabile in senso erotico (in questa direzione induce il lessico), ma solo secondo il punto di vista di Turno, non evidentemente del poeta, che deve astenersi da ogni giudizio.
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