Il recente rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) fornisce un quadro approfondito dei cambiamenti climatici sulla terra, stimando innalzamenti della temperatura media globale, ma anche una non omogenea diminuzione delle altezze di pioggia, e una tendenza agli eventi estremi. I cambiamenti climatici determinano sulle risorse idriche sotterranee effetti diretti, quali gli abbassamenti dei livelli piezometrici e la diminuzione di portata delle sorgenti, ed effetti indiretti, quali richiami in falda di acque superficiali e inquinamenti. Si può verificare inoltre un ulteriore effetto indotto di depauperamento delle risorse idriche sotterranee dovuto all’aumento della richiesta idropotabile e quindi ad un maggiore sfruttamento delle falde . In tale contesto la gestione delle risorse idropotabili in Italia e in Campania (dove nel 2004 la percentuale di acque sotterranee sulle acque potabili è stata rispettivamente dell’86.4% e del 99.7%) è un problema critico, in quanto deve far fronte all'aumento di pressione antropica, e quindi all’aumento della richiesta idropotabile, e alla diminuzione nelle risorse di acque sotterranee dovuta al cambiamento di clima. Nel futuro gli Enti preposti alla gestione delle acque dovranno quindi tenere conto non solo dei bilanci idrici (come previsto dal D.Lgs. 152/99 e s.m.i.), ma anche delle loro possibili variazioni nel tempo, in modo da realizzare un equilibrio sostenibile fra la ricarica e le estrazioni annuali.

L'impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche sotterranee in Campania.

DUCCI, DANIELA;
2005

Abstract

Il recente rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) fornisce un quadro approfondito dei cambiamenti climatici sulla terra, stimando innalzamenti della temperatura media globale, ma anche una non omogenea diminuzione delle altezze di pioggia, e una tendenza agli eventi estremi. I cambiamenti climatici determinano sulle risorse idriche sotterranee effetti diretti, quali gli abbassamenti dei livelli piezometrici e la diminuzione di portata delle sorgenti, ed effetti indiretti, quali richiami in falda di acque superficiali e inquinamenti. Si può verificare inoltre un ulteriore effetto indotto di depauperamento delle risorse idriche sotterranee dovuto all’aumento della richiesta idropotabile e quindi ad un maggiore sfruttamento delle falde . In tale contesto la gestione delle risorse idropotabili in Italia e in Campania (dove nel 2004 la percentuale di acque sotterranee sulle acque potabili è stata rispettivamente dell’86.4% e del 99.7%) è un problema critico, in quanto deve far fronte all'aumento di pressione antropica, e quindi all’aumento della richiesta idropotabile, e alla diminuzione nelle risorse di acque sotterranee dovuta al cambiamento di clima. Nel futuro gli Enti preposti alla gestione delle acque dovranno quindi tenere conto non solo dei bilanci idrici (come previsto dal D.Lgs. 152/99 e s.m.i.), ma anche delle loro possibili variazioni nel tempo, in modo da realizzare un equilibrio sostenibile fra la ricarica e le estrazioni annuali.
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