Lo studio del fenomeno del debris flow, ancora lontano dall'essere concluso, evolve verso tecniche e modellazioni matematiche sempre più sofisticate ed a volte di una certa complessità dal punto di vista applicativo. Nella pratica, specialmente nel campo tecnico-amministrativo, si richiedono strumenti semplici e di immediata applicazione ai fini: dell'individuazione delle zone territoriali a rischio; della valutazione di opportuni interventi di mitigazione del rischio; della definizione di sistemi di allarme per la protezione civile. Nel presente lavoro si sono analizzate particolari matrici che, pur nella loro intrinseca limitatezza, consentono una agevole valutazione, attraverso la stima di un contenuto numero di parametri semplificati, dei livelli di rischio e di attenzione nei fenomeni di mobilitazione dei versanti riguardanti singole Unità Territoriali di Riferimento (UTR). La caratteristica principale di tali matrici semplificate è costituita dalla esiguità dei parametri in gioco e, quindi, da una pregevole agilità in fase applicativa. L'analisi effettuata sulle matrici ha messo in evidenza che tale strumento è comunque di non trascurabile ausilio per: i) suddividere il territorio in zone a diverso grado di rischio ai fini tecnico-amministrativi; ii) programmare interventi di mitigazione del rischio attraverso semplici test valutativi di tipo sostanzialmente oggettivo; iii) determinare il volume economico-finanziario degli investimenti necessari alla difesa del territorio; iiii) realizzare atti di indirizzo e coordinamento; iiiii) supportare sistemi di attenzione con test e strumentazioni interpretabili in tempi compatibili con un'azione di allarme. L'analisi di alcune misure sperimentali in situ ha evidenziato, in effetti, l'importanza di legare tali matrici a monitoraggi strumentali delle UTR ai fini di una concreta definizione di specifici piani di protezione civile.

Matrici per la valutazione dei livelli di rischio in debris flow

CIARAVINO, GIULIO;CIARAVINO, Luca;
2005

Abstract

Lo studio del fenomeno del debris flow, ancora lontano dall'essere concluso, evolve verso tecniche e modellazioni matematiche sempre più sofisticate ed a volte di una certa complessità dal punto di vista applicativo. Nella pratica, specialmente nel campo tecnico-amministrativo, si richiedono strumenti semplici e di immediata applicazione ai fini: dell'individuazione delle zone territoriali a rischio; della valutazione di opportuni interventi di mitigazione del rischio; della definizione di sistemi di allarme per la protezione civile. Nel presente lavoro si sono analizzate particolari matrici che, pur nella loro intrinseca limitatezza, consentono una agevole valutazione, attraverso la stima di un contenuto numero di parametri semplificati, dei livelli di rischio e di attenzione nei fenomeni di mobilitazione dei versanti riguardanti singole Unità Territoriali di Riferimento (UTR). La caratteristica principale di tali matrici semplificate è costituita dalla esiguità dei parametri in gioco e, quindi, da una pregevole agilità in fase applicativa. L'analisi effettuata sulle matrici ha messo in evidenza che tale strumento è comunque di non trascurabile ausilio per: i) suddividere il territorio in zone a diverso grado di rischio ai fini tecnico-amministrativi; ii) programmare interventi di mitigazione del rischio attraverso semplici test valutativi di tipo sostanzialmente oggettivo; iii) determinare il volume economico-finanziario degli investimenti necessari alla difesa del territorio; iiii) realizzare atti di indirizzo e coordinamento; iiiii) supportare sistemi di attenzione con test e strumentazioni interpretabili in tempi compatibili con un'azione di allarme. L'analisi di alcune misure sperimentali in situ ha evidenziato, in effetti, l'importanza di legare tali matrici a monitoraggi strumentali delle UTR ai fini di una concreta definizione di specifici piani di protezione civile.
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