Credo che la prima questione che ci si pone riguardi le modalità con cui recuperare, all'interno del Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura, l'idea di centralità del progetto. E questo, in particolare, perché bisogna aver ben chiaro come, nel corso del tempo, il vuoto lasciato da questa cosiddetta fede disciplinare sia stato di frequente riempito da una riduttiva interpretazione dell'idea di progetto che dal punto di vista didattico si è tradotta in una semplicistica convergenza degli insegnamenti che riguardano l'edilizia verso l'insegnamento della progettazione architettonica. Questo rincorrere il progetto, e non la logica finalizzazione ad esso dei mezzi che ogni disciplina è chiamata a coltivare, non di rado ha travisato il loro stesso ruolo conoscitivo e formativo. L'aggiornamento dell'insegnamento, con l'introduzione dei Corsi integrati e dei Laboratori, deve costituire l'occasione perché si possano riperimetrare campi e competenze disciplinari e perché queste possano ricomporsi ai livelli più alti. Un secondo aspetto, sul quale mi piacerebbe portare l'attenzione, riguarda le tecniche. Una questione particolarmente sentita da noi della facoltà d'Ingegneria di Napoli dove, nel gruppo della composizione architettonica sono particolarmente vive una tradizione e una storia importanti che trovano il loro fondamento nell'esperienza del Centro Studi per l'Edilizia dell'ttalia Meridionale, qui vissuta, tra la fine degli anni '40 e gli anni '50, da Luigi Cosenza, con il coinvolgimento dei professori Galli e Nebbia. Un'esperienza, nata all'interno della Fondazione Politecnica del Mezzogiorno, che ha cercato di delineare rapporti nuovi, per quel periodo, tra mondo della progettazione e mondo della produzione. Ne sono, così, scaturite, specialmente per quanto riguarda la residenza, ricerche di carattere tipologico, per meglio rapportarla alla realtà e ai diversi contesti del nostro meridione, e, in stretta sintonia con esse, ricerche e sperimentazioni nel campo delle tecnologie, riferite sia agli aspetti strutturali che alle diverse componenti, arrivando anche a realizzare alcuni interventi sperimentali come il quartiere di Torre Ranieri.

Orizzonti della formazione

MAININI, GIANCARLO LUIGI
2006

Abstract

Credo che la prima questione che ci si pone riguardi le modalità con cui recuperare, all'interno del Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura, l'idea di centralità del progetto. E questo, in particolare, perché bisogna aver ben chiaro come, nel corso del tempo, il vuoto lasciato da questa cosiddetta fede disciplinare sia stato di frequente riempito da una riduttiva interpretazione dell'idea di progetto che dal punto di vista didattico si è tradotta in una semplicistica convergenza degli insegnamenti che riguardano l'edilizia verso l'insegnamento della progettazione architettonica. Questo rincorrere il progetto, e non la logica finalizzazione ad esso dei mezzi che ogni disciplina è chiamata a coltivare, non di rado ha travisato il loro stesso ruolo conoscitivo e formativo. L'aggiornamento dell'insegnamento, con l'introduzione dei Corsi integrati e dei Laboratori, deve costituire l'occasione perché si possano riperimetrare campi e competenze disciplinari e perché queste possano ricomporsi ai livelli più alti. Un secondo aspetto, sul quale mi piacerebbe portare l'attenzione, riguarda le tecniche. Una questione particolarmente sentita da noi della facoltà d'Ingegneria di Napoli dove, nel gruppo della composizione architettonica sono particolarmente vive una tradizione e una storia importanti che trovano il loro fondamento nell'esperienza del Centro Studi per l'Edilizia dell'ttalia Meridionale, qui vissuta, tra la fine degli anni '40 e gli anni '50, da Luigi Cosenza, con il coinvolgimento dei professori Galli e Nebbia. Un'esperienza, nata all'interno della Fondazione Politecnica del Mezzogiorno, che ha cercato di delineare rapporti nuovi, per quel periodo, tra mondo della progettazione e mondo della produzione. Ne sono, così, scaturite, specialmente per quanto riguarda la residenza, ricerche di carattere tipologico, per meglio rapportarla alla realtà e ai diversi contesti del nostro meridione, e, in stretta sintonia con esse, ricerche e sperimentazioni nel campo delle tecnologie, riferite sia agli aspetti strutturali che alle diverse componenti, arrivando anche a realizzare alcuni interventi sperimentali come il quartiere di Torre Ranieri.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/187669
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