INTRODUZIONE: Il glaucoma costituisce un’affezione multifattoriale di frequente riscontro nel cane, in cui si rende responsabile, nella maggior parte dei casi, della perdita totale della vista. Per quanto le modalità terapeutiche attuabili nel cane siano oggetto di numerosissime pubblicazioni, esistono invece pochi studi clinici volti a valutare l’influenza dei fattori epidemiologici a contrarre sia le forme primarie sia quelle secondarie e gli effetti della terapia profilattica nei soggetti predisposti. MATERIALI E METODI: E’ stato realizzato uno studio retrospettivo relativo all’epidemiologia e alla gestione clinica dei glaucomi nel cane, esaminando i dati archiviati dal gennaio 1997 al dicembre 2006. I casi esaminati sono stati suddivisi in forme congenite, primarie e secondarie. L’eventuale predisposizione di razza o di sesso a contrarre la patologia è stata verificata comparando, mediante test del 2, i soggetti affetti con una popolazione di controllo, costituita dal totale dei soggetti condotti a visita nel periodo di tempo considerato. Per ciascun caso è stato registrato il protocollo terapeutico attuato e l’evoluzione della patologia. RISULTATI: Su 232 cani affetti da glaucoma, 71 (31%) presentavano una patologia di tipo primario, 159 (68%) di tipo secondario e solo 2 (1%) di tipo congenito. Il glaucoma congenito è stato riscontrato in uno Yorkshire maschio ed uno Shar Pei femmina di un mese di età. In entrambi i soggetti la patologia era unilaterale e a distanza, rispettivamente, di 4 e 7 anni, non è stata evidenziata alcuna anomalia all’occhio controlaterale. Nei soggetti affetti da glaucoma primario il 74% dei casi ha presentato la patologia in età superiore ai 5 anni. Il rapporto tra femmine (39) e maschi (32) colpiti è risultato pari a 1,22:1. in confronto con la popolazione di controllo (12.085 cani: M 7.535, F 4.550), la maggiore incidenza nelle femmine, seppure minima, è risultata significativa (P=0,027). L’incidenza di razza è risultata significativa (P<0,05) per Barbone toy, Siberian Husky, Breton, Pinscher, Chihuahua, Chow Chow, Cocker, Basset Hound e Setter Irlandese. 40 cani (56%) si presentavano colpiti in forma bilaterale. Dei 31 soggetti con glaucoma unilaterale solo 10 (32%) hanno attuato terapia profilattica nell’occhio non coinvolto, proseguendola, comunque, per un periodo massimo di 2 mesi. Solo 5 soggetti (7%), infine, presentavano al momento della visita un glaucoma acuto o iniziale. Per il 94% dei soggetti sono stati intrapresi protocolli di terapia medica specifica. In rapporto all’evoluzione clinica per il 9% è stata utilizzata la crioterapia, nel 52% dei casi si è fatto ricorso all’iniezione intraoculare di gentamicina e nel 10% all’enucleazione del globo oculare. Infine, in 2 cani (3%), a causa della gravità delle lesioni associate al glaucoma, è stata effettuata, sin da principio, l’iniezione di gentamicina e in altri 2 (3%) l’enucleazione. Glaucoma secondario: 159 soggetti (71 femmine e 88 maschi, rapporto 1:1,23) sono stati presentati a visita perché affetti da glaucoma secondario. In confronto con la popolazione di controllo, la predominanza di soggetti di sesso maschile non è risultata significativa (P=0,0703), mentre è stata evidenziata un’incidenza significativa (P<0,05) nei Meticci, Siberian Husky, Volpino, Shi Tzu, Akita-Inu, Bracco Italiano, Chow Chow, Jack Russell, Spitz, Bassett Hound. La maggioranza (75%) dei soggetti aveva un età superiore ai 5 anni. La causa determinante l’insorgenza del glaucoma è risultata l’uveite nel 44% dei casi, la lussazione del cristallino nel 37%, l’ifema nel 9%, una neoplasia intraoculare nel 6% e la cataratta nel 4%. E’ risultato, inoltre, che il glaucoma si è verificato nel 26% del totale delle uveiti, nel 28% delle lussazioni del cristallino, nell’1,4 % delle cataratte, nel 39% dei casi di ifema e nel 100% delle neoplasie intraoculari. In 31 casi l’affezione era bilaterale (19%), con medesima eziologia a entrambi gli occhi. Nelle forme unilaterali ai controlli successivi non si è constatato aumento della PIO nell’occhio controlaterale. A seconda del caso è stata messa in atto sia la specifica terapia finalizzata a risolvere la patologia sottostante, sia il trattamento per il glaucoma stesso. Per 49 di questi soggetti (32%) è stato inevitabile il ricorso alla chirurgia: 44 iniezioni intraoculari di gentamicina, 2 iridenclesi e 3 enucleazioni (neoplasia intraoculare); 8 (5%) sono stati sottoposti immediatamente a terapia chirurgica: 2 inoculazioni di gentamicina e 6 enucleazioni. CONCLUSIONI E DISCUSSIONE: I limiti presentati dal nostro studio, trattandosi di un lavoro retrospettivo, sono rappresentati dal fatto che i dati da noi analizzati derivano da una popolazione di soggetti afferenti presso le strutture ambulatoriali universitarie e non possono, pertanto, essere ritenuti del tutto rappresentativi della popolazione generale di cani del territorio di cui fanno parte. Per tale ragione, e per il numero comunque ridotto dei casi esaminati, le valutazioni statistiche possono soltanto fornire indicazioni su una comparazione tra le caratteristiche dei soggetti facenti parte della casistica e la popolazione da cui sono stati tratti. Ciononostante, è possibile estrapolare alcuni dati interessanti e confrontarli con studi retrospettivi precedenti caratterizzati, d'altronde, dagli stessi limiti. Abbiamo riscontrato una maggiore incidenza di glaucoma primario nei soggetti di età superiore ai 5 anni, come già evidenziato in precedenti lavori retrospettivi (1,2) e in parallelo con il glaucoma che colpisce l’uomo, anch’esso tipico dell’età medio-avanzata (1).E’ stata evidenziata, inoltre, un’incidenza significativa nelle femmine e in alcune razze, come già riportato in letteratura (1). Benché il glaucoma primario sia noto nel cane come affezione bilaterale, la percentuale di soggetti affetti che ha sviluppato analoga affezione all’occhio controlaterale è pari al 56%. Uno studio precedente riferisce di una percentuale di coinvolgimento bilaterale del 54% (1). Nell’uomo la percentuale di soggetti che sviluppa l’affezione in entrambi gli occhi varia dal 45 al 70 (1). E’ stato riferito, nel cane, un prolungamento significativo del tempo di insorgenza del glaucoma primario nell’occhio controlaterale in seguito a trattamento profilattico (3). Nel nostro studio i casi che non hanno sviluppato glaucoma bilaterale erano stati sottoposti a terapia profilattica solo nel 30% e per periodi brevi. E’ possibile che la terapia profilattica fornisca effetti significativi solo in alcune razze predisposte, in cui il glaucoma primario è comunemente provocato da anomalie iridocorneali bilaterali (1). Le cause principali di glaucoma secondario sono risultate le uveiti anteriori e le lussazioni di cristallino. Tale dato è in accordo con quanto riportato in uno studio recente in California (4), mentre un lavoro antecedente aveva evidenziato in America Settentrionale una maggiore incidenza di glaucomi secondari associati a cataratta, seguiti da lussazioni del cristallino, ifema, uveiti, chirurgia per la cataratta e neoplasia intraoculare (5). La predisposizione riscontrata in alcune razze del nostro studio è da imputare alla maggiore incidenza, in queste razze, della affezioni che si rendono responsabili dell’insorgenza del glaucoma. La terapia attuata nei confronti di queste patologie ha consentito di evitare l’insorgenza di glaucoma nell’occhio controlaterale. Una corretta gestione di tali patologie, pertanto, rappresenta una forma importante di profilassi nei confronti del glaucoma che può conseguire. Tale dato assume maggiore rilevanza in considerazione dell’esiguità del numero di casi che sono stati condotti a visita con glaucoma iniziale o reversibile e della prognosi riservata che si impone per i casi affetti da forme subacute o croniche.

Valutazione dei fattori epidemiologici associati all'insorgenza e all'evoluzione dei glaucomi nel cane: 232 casi (1997-2006)

LAMAGNA, BARBARA;NAVAS, LUIGI;LAMAGNA, FRANCESCO
2007

Abstract

INTRODUZIONE: Il glaucoma costituisce un’affezione multifattoriale di frequente riscontro nel cane, in cui si rende responsabile, nella maggior parte dei casi, della perdita totale della vista. Per quanto le modalità terapeutiche attuabili nel cane siano oggetto di numerosissime pubblicazioni, esistono invece pochi studi clinici volti a valutare l’influenza dei fattori epidemiologici a contrarre sia le forme primarie sia quelle secondarie e gli effetti della terapia profilattica nei soggetti predisposti. MATERIALI E METODI: E’ stato realizzato uno studio retrospettivo relativo all’epidemiologia e alla gestione clinica dei glaucomi nel cane, esaminando i dati archiviati dal gennaio 1997 al dicembre 2006. I casi esaminati sono stati suddivisi in forme congenite, primarie e secondarie. L’eventuale predisposizione di razza o di sesso a contrarre la patologia è stata verificata comparando, mediante test del 2, i soggetti affetti con una popolazione di controllo, costituita dal totale dei soggetti condotti a visita nel periodo di tempo considerato. Per ciascun caso è stato registrato il protocollo terapeutico attuato e l’evoluzione della patologia. RISULTATI: Su 232 cani affetti da glaucoma, 71 (31%) presentavano una patologia di tipo primario, 159 (68%) di tipo secondario e solo 2 (1%) di tipo congenito. Il glaucoma congenito è stato riscontrato in uno Yorkshire maschio ed uno Shar Pei femmina di un mese di età. In entrambi i soggetti la patologia era unilaterale e a distanza, rispettivamente, di 4 e 7 anni, non è stata evidenziata alcuna anomalia all’occhio controlaterale. Nei soggetti affetti da glaucoma primario il 74% dei casi ha presentato la patologia in età superiore ai 5 anni. Il rapporto tra femmine (39) e maschi (32) colpiti è risultato pari a 1,22:1. in confronto con la popolazione di controllo (12.085 cani: M 7.535, F 4.550), la maggiore incidenza nelle femmine, seppure minima, è risultata significativa (P=0,027). L’incidenza di razza è risultata significativa (P<0,05) per Barbone toy, Siberian Husky, Breton, Pinscher, Chihuahua, Chow Chow, Cocker, Basset Hound e Setter Irlandese. 40 cani (56%) si presentavano colpiti in forma bilaterale. Dei 31 soggetti con glaucoma unilaterale solo 10 (32%) hanno attuato terapia profilattica nell’occhio non coinvolto, proseguendola, comunque, per un periodo massimo di 2 mesi. Solo 5 soggetti (7%), infine, presentavano al momento della visita un glaucoma acuto o iniziale. Per il 94% dei soggetti sono stati intrapresi protocolli di terapia medica specifica. In rapporto all’evoluzione clinica per il 9% è stata utilizzata la crioterapia, nel 52% dei casi si è fatto ricorso all’iniezione intraoculare di gentamicina e nel 10% all’enucleazione del globo oculare. Infine, in 2 cani (3%), a causa della gravità delle lesioni associate al glaucoma, è stata effettuata, sin da principio, l’iniezione di gentamicina e in altri 2 (3%) l’enucleazione. Glaucoma secondario: 159 soggetti (71 femmine e 88 maschi, rapporto 1:1,23) sono stati presentati a visita perché affetti da glaucoma secondario. In confronto con la popolazione di controllo, la predominanza di soggetti di sesso maschile non è risultata significativa (P=0,0703), mentre è stata evidenziata un’incidenza significativa (P<0,05) nei Meticci, Siberian Husky, Volpino, Shi Tzu, Akita-Inu, Bracco Italiano, Chow Chow, Jack Russell, Spitz, Bassett Hound. La maggioranza (75%) dei soggetti aveva un età superiore ai 5 anni. La causa determinante l’insorgenza del glaucoma è risultata l’uveite nel 44% dei casi, la lussazione del cristallino nel 37%, l’ifema nel 9%, una neoplasia intraoculare nel 6% e la cataratta nel 4%. E’ risultato, inoltre, che il glaucoma si è verificato nel 26% del totale delle uveiti, nel 28% delle lussazioni del cristallino, nell’1,4 % delle cataratte, nel 39% dei casi di ifema e nel 100% delle neoplasie intraoculari. In 31 casi l’affezione era bilaterale (19%), con medesima eziologia a entrambi gli occhi. Nelle forme unilaterali ai controlli successivi non si è constatato aumento della PIO nell’occhio controlaterale. A seconda del caso è stata messa in atto sia la specifica terapia finalizzata a risolvere la patologia sottostante, sia il trattamento per il glaucoma stesso. Per 49 di questi soggetti (32%) è stato inevitabile il ricorso alla chirurgia: 44 iniezioni intraoculari di gentamicina, 2 iridenclesi e 3 enucleazioni (neoplasia intraoculare); 8 (5%) sono stati sottoposti immediatamente a terapia chirurgica: 2 inoculazioni di gentamicina e 6 enucleazioni. CONCLUSIONI E DISCUSSIONE: I limiti presentati dal nostro studio, trattandosi di un lavoro retrospettivo, sono rappresentati dal fatto che i dati da noi analizzati derivano da una popolazione di soggetti afferenti presso le strutture ambulatoriali universitarie e non possono, pertanto, essere ritenuti del tutto rappresentativi della popolazione generale di cani del territorio di cui fanno parte. Per tale ragione, e per il numero comunque ridotto dei casi esaminati, le valutazioni statistiche possono soltanto fornire indicazioni su una comparazione tra le caratteristiche dei soggetti facenti parte della casistica e la popolazione da cui sono stati tratti. Ciononostante, è possibile estrapolare alcuni dati interessanti e confrontarli con studi retrospettivi precedenti caratterizzati, d'altronde, dagli stessi limiti. Abbiamo riscontrato una maggiore incidenza di glaucoma primario nei soggetti di età superiore ai 5 anni, come già evidenziato in precedenti lavori retrospettivi (1,2) e in parallelo con il glaucoma che colpisce l’uomo, anch’esso tipico dell’età medio-avanzata (1).E’ stata evidenziata, inoltre, un’incidenza significativa nelle femmine e in alcune razze, come già riportato in letteratura (1). Benché il glaucoma primario sia noto nel cane come affezione bilaterale, la percentuale di soggetti affetti che ha sviluppato analoga affezione all’occhio controlaterale è pari al 56%. Uno studio precedente riferisce di una percentuale di coinvolgimento bilaterale del 54% (1). Nell’uomo la percentuale di soggetti che sviluppa l’affezione in entrambi gli occhi varia dal 45 al 70 (1). E’ stato riferito, nel cane, un prolungamento significativo del tempo di insorgenza del glaucoma primario nell’occhio controlaterale in seguito a trattamento profilattico (3). Nel nostro studio i casi che non hanno sviluppato glaucoma bilaterale erano stati sottoposti a terapia profilattica solo nel 30% e per periodi brevi. E’ possibile che la terapia profilattica fornisca effetti significativi solo in alcune razze predisposte, in cui il glaucoma primario è comunemente provocato da anomalie iridocorneali bilaterali (1). Le cause principali di glaucoma secondario sono risultate le uveiti anteriori e le lussazioni di cristallino. Tale dato è in accordo con quanto riportato in uno studio recente in California (4), mentre un lavoro antecedente aveva evidenziato in America Settentrionale una maggiore incidenza di glaucomi secondari associati a cataratta, seguiti da lussazioni del cristallino, ifema, uveiti, chirurgia per la cataratta e neoplasia intraoculare (5). La predisposizione riscontrata in alcune razze del nostro studio è da imputare alla maggiore incidenza, in queste razze, della affezioni che si rendono responsabili dell’insorgenza del glaucoma. La terapia attuata nei confronti di queste patologie ha consentito di evitare l’insorgenza di glaucoma nell’occhio controlaterale. Una corretta gestione di tali patologie, pertanto, rappresenta una forma importante di profilassi nei confronti del glaucoma che può conseguire. Tale dato assume maggiore rilevanza in considerazione dell’esiguità del numero di casi che sono stati condotti a visita con glaucoma iniziale o reversibile e della prognosi riservata che si impone per i casi affetti da forme subacute o croniche.
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