Le innumerevoli catastrofi provocate da eventi naturali che la storia ha registrato hanno condotto, purtroppo solo di recente, alla transizione dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione, da politiche “reattive” a politiche “proattive”. Questo sostanziale cambio di rotta è strettamente connesso alla diffusione del paradigma della sostenibilità e alla sempre più diffusa collocazione del tema della mitigazione dei rischi naturali nella griglia teorico-concettuale della sostenibilità. In quest’ottica, a partire da un’interpretazione della città come ecosistema artificiale e da una disamina del concetto di resilienza, si propone una reinterpretazione del concetto di vulnerabilità come opposto della resilienza, ovvero della capacità del sistema di fronteggiare, adattarsi e riprendersi dall’azione perturbatrice prodotta dal sisma. Più specificamente, si delinea un’ipotesi di metodo per la conoscenza delle caratteristiche di vulnerabilità sistemica dei tessuti urbani, intesa come rispondenza tra domanda di attività generata dal sisma e modalità di organizzazione spaziale del sistema urbano. Tale conoscenza costituisce un imprescindibile strumento per accrescere la resilienza del sistema, agendo sulle relazioni tra i suoi elementi costitutivi (attività e spazi), ovvero sui livelli di organizzazione fisica e funzionale del sistema da cui dipende la sua complessità e, conseguentemente, la sua resilienza. L’ipotesi di metodo è stata testata su una partizione del centro storico di Napoli.

Resilienza e Vulnerabilità dei sistemi urbani. Una proposta di metodo per la mitigazione del rischio sismico

GALDERISI, ADRIANA;CEUDECH, ANDREA
2003

Abstract

Le innumerevoli catastrofi provocate da eventi naturali che la storia ha registrato hanno condotto, purtroppo solo di recente, alla transizione dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione, da politiche “reattive” a politiche “proattive”. Questo sostanziale cambio di rotta è strettamente connesso alla diffusione del paradigma della sostenibilità e alla sempre più diffusa collocazione del tema della mitigazione dei rischi naturali nella griglia teorico-concettuale della sostenibilità. In quest’ottica, a partire da un’interpretazione della città come ecosistema artificiale e da una disamina del concetto di resilienza, si propone una reinterpretazione del concetto di vulnerabilità come opposto della resilienza, ovvero della capacità del sistema di fronteggiare, adattarsi e riprendersi dall’azione perturbatrice prodotta dal sisma. Più specificamente, si delinea un’ipotesi di metodo per la conoscenza delle caratteristiche di vulnerabilità sistemica dei tessuti urbani, intesa come rispondenza tra domanda di attività generata dal sisma e modalità di organizzazione spaziale del sistema urbano. Tale conoscenza costituisce un imprescindibile strumento per accrescere la resilienza del sistema, agendo sulle relazioni tra i suoi elementi costitutivi (attività e spazi), ovvero sui livelli di organizzazione fisica e funzionale del sistema da cui dipende la sua complessità e, conseguentemente, la sua resilienza. L’ipotesi di metodo è stata testata su una partizione del centro storico di Napoli.
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