Salvaguardia e ripristino dell’integrità fisica del territorio rappresentano oggi un’indiscussa priorità degli atti di pianificazione alle diverse scale. A tale mutamento culturale non sembra ancora aver fatto seguito il necessario affinamento del bagaglio di metodi, tecniche e strumenti che la disciplina urbanistica può e deve mettere in campo per il conseguimento di tali obiettivi. In particolare, la problematica del rischio sismico, che interessa gran parte del territorio nazionale e soprattutto alcune grandi aree urbane dove, pur in presenza di fattori di pericolosità non rilevanti, la quantità e il valore del patrimonio esposto sono tali da massimizzare il rischio, è stata fino ad oggi affrontata prevalentemente in chiave di “risposta all’emergenza”. Non mancano però studi recenti orientati alla messa a punto di strumenti conoscitivi e linee guida per la mitigazione, in chiave urbanistica, del rischio sismico: tali lavori, che costituiscono un indubbio avanzamento sul piano teorico/metodologico, sono generalmente riferiti a contesti urbani di limitata estensione. Sulla base di tali considerazioni, il percorso di ricerca intrapreso è stato indirizzato in una prima fase alla messa a punto di un metodo speditivo per la “misura” delle condizioni di esposizione e vulnerabilità dei grandi sistemi urbani all’evento sismico; nella seconda fase, qui documentata, considerando che proprio nei grandi sistemi urbani la complessità dell’azione preventiva è tale da non poter annullare una residua componente di rischio, alla messa a punto di strumenti conoscitivi per orientare l’azione urbanistica verso una più efficace gestione della fase di emergenza.

Governo delle trasformazioni, prevenzione del rischio sismico e gestione dell’emergenza nei grandi sistemi urbani

GALDERISI, ADRIANA;CEUDECH, ANDREA;
2002

Abstract

Salvaguardia e ripristino dell’integrità fisica del territorio rappresentano oggi un’indiscussa priorità degli atti di pianificazione alle diverse scale. A tale mutamento culturale non sembra ancora aver fatto seguito il necessario affinamento del bagaglio di metodi, tecniche e strumenti che la disciplina urbanistica può e deve mettere in campo per il conseguimento di tali obiettivi. In particolare, la problematica del rischio sismico, che interessa gran parte del territorio nazionale e soprattutto alcune grandi aree urbane dove, pur in presenza di fattori di pericolosità non rilevanti, la quantità e il valore del patrimonio esposto sono tali da massimizzare il rischio, è stata fino ad oggi affrontata prevalentemente in chiave di “risposta all’emergenza”. Non mancano però studi recenti orientati alla messa a punto di strumenti conoscitivi e linee guida per la mitigazione, in chiave urbanistica, del rischio sismico: tali lavori, che costituiscono un indubbio avanzamento sul piano teorico/metodologico, sono generalmente riferiti a contesti urbani di limitata estensione. Sulla base di tali considerazioni, il percorso di ricerca intrapreso è stato indirizzato in una prima fase alla messa a punto di un metodo speditivo per la “misura” delle condizioni di esposizione e vulnerabilità dei grandi sistemi urbani all’evento sismico; nella seconda fase, qui documentata, considerando che proprio nei grandi sistemi urbani la complessità dell’azione preventiva è tale da non poter annullare una residua componente di rischio, alla messa a punto di strumenti conoscitivi per orientare l’azione urbanistica verso una più efficace gestione della fase di emergenza.
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