Dopo i grandi inganni del secolo scorso, al cospetto della “malafede “ che pervade il mondo d’oggi, dopo il tramonto di un’idea antiquata della Storia intesa come un tutto razionale nella speranza del progresso infinito, non resta che esercitare il pensiero con giudizio, in qualità di spettatori responsabili e nella consapevolezza di essere titolari del diritto di credere in quello che si fa e di fare quello in cui si crede. In una rilettura complessiva della filosofia di Croce è ora il caso di valutare nuovamente la tenuta della sua concezione umanistica della storia, per tanti aspetti post-romantica e in definitiva post-storicistica. A tal fine è stato quanto mai utile rivedere, con equanime spirito critico, il contributo di un “crocianesimo” tutt’altro che sterile e ripetitivo, che ancor oggi influenza, spesso in modo sottinteso ma pervasivo, la riflessione sui problemi della conoscenza storica; si è voluto perciò almeno avviare un corso di meditati studi intorno a quegli interpreti di Croce che nel corso del novecento hanno saputo raccoglierne l’eredità e continuarne l’operosità teoretica. Nella prima parte del presente volume l’Autrice approfondisce il tema del rapporto di storia e umanità, vale a dire del particolare e dell’universale che noi sempre siamo. La parte seconda del libro contiene, invece, alcuni significativi “esempi” di dibattito teorico così com’esso si è svolto in conseguenza, e a sostegno, dell’ispirazione crociana da cui hanno tratto spunto: testimonianza di una cultura nazionale alta e profonda, filosoficamente raffinata, degna di restare a lungo nei circuiti internazionali del sapere. Il volume è pubblicato nella Collana "Definizioni" diretta da G. Cantillo e R. Viti Cavaliere

Storia e Umanità. Note e discussioni crociane

CAVALIERE, RENATA
2006

Abstract

Dopo i grandi inganni del secolo scorso, al cospetto della “malafede “ che pervade il mondo d’oggi, dopo il tramonto di un’idea antiquata della Storia intesa come un tutto razionale nella speranza del progresso infinito, non resta che esercitare il pensiero con giudizio, in qualità di spettatori responsabili e nella consapevolezza di essere titolari del diritto di credere in quello che si fa e di fare quello in cui si crede. In una rilettura complessiva della filosofia di Croce è ora il caso di valutare nuovamente la tenuta della sua concezione umanistica della storia, per tanti aspetti post-romantica e in definitiva post-storicistica. A tal fine è stato quanto mai utile rivedere, con equanime spirito critico, il contributo di un “crocianesimo” tutt’altro che sterile e ripetitivo, che ancor oggi influenza, spesso in modo sottinteso ma pervasivo, la riflessione sui problemi della conoscenza storica; si è voluto perciò almeno avviare un corso di meditati studi intorno a quegli interpreti di Croce che nel corso del novecento hanno saputo raccoglierne l’eredità e continuarne l’operosità teoretica. Nella prima parte del presente volume l’Autrice approfondisce il tema del rapporto di storia e umanità, vale a dire del particolare e dell’universale che noi sempre siamo. La parte seconda del libro contiene, invece, alcuni significativi “esempi” di dibattito teorico così com’esso si è svolto in conseguenza, e a sostegno, dell’ispirazione crociana da cui hanno tratto spunto: testimonianza di una cultura nazionale alta e profonda, filosoficamente raffinata, degna di restare a lungo nei circuiti internazionali del sapere. Il volume è pubblicato nella Collana "Definizioni" diretta da G. Cantillo e R. Viti Cavaliere
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11588/177572
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