La ricerca, che si è avvalsa di competenze sia accademiche che professionali, è stata elaborata fra il 2002 e il 2004 all’interno del grande “incubatore” dell’Ateneo di Napoli Federico II, nell’ambito del Progetto di Centro Regionale di Competenza della Regione Campania AMRA (Analisi e Monitoraggio del Rischio Ambientale), cioè di una struttura che, dall’originario alveo universitario, dopo un triennio di gestazione, si è proiettata sul territorio assumendo struttura e forma autonome. Il campo interdisciplinare esplorato da questa ricerca è strutturato attorno all’architettura, che ne costituisce la macrodisciplina di inquadramento e di coordinamento; la ricerca si irradia in particolare dal centro-cardine di questa materia, che è la disciplina della progettazione. La competenza complessiva espressa dal gruppo di lavoro, tuttavia, investe ulteriori campi e molteplici e pratiche disciplinari, il cui compito è quello di sostanziare e radicare l’attività del progetto architettonico ed urbano in un sapere articolato e ricco relativo all’abitare, garantirne dunque l’effettiva complessità d’approccio, e predisporne altre interfacce per l’allargamento ad ulteriori sinergie e confronti. Questi ambiti conoscitivi sono: la storia dell’architettura; la storia delle città; la storia e l’ecologia dei paesaggi; l’analisi dei dati territoriali; la pianificazione territoriale; l’urbanistica; l’analisi di immagini telerilevate alle scale paesistica, urbana, architettonica; l’analisi iconologica delle identità urbane e paesistiche; la conservazione ed il restauro dei centri storici; la sperimentazione di tipologie e materiali innovativi. Nello sviluppo della parte dimostrativa del libro, si mostrano i risultati dell’applicazione dell’ipotesi teorica formulata ad un territorio specifico, l’Irpinia, che presenta caratteristiche notevolmente significative ai fini di una riflessione sul rischio ambientale in Campania. Il lavoro svolto intende evidenziare - ai fini non solo di una corretta valutazione dei possibili danni ma anche di una adeguata impostazione degli apparati sia culturali sia materiali della prevenzione - la particolare importanza: della conoscenza storica delle trasformazioni urbane e paesistiche avvenute in questa zone dopo le catastrofi sismiche ricorrenti nella sua lunga storia; della rivalutazione del patrimonio di memorie e di tracce fisiognomiche caratterizzanti il suo paesaggio; della tutela dei suoi specifici valori architettonici, urbani, paesistico-ambientali anche nella corretta gestione dell’emergenza; della attenzione alla rivitalizzazione ed al rinnovamento dell’identità culturale delle sue città e dei suoi paesaggi nella progettazione del nuovo. Il discorso applicativo viene presentato in un’articolazione in due parti. Nella prima parte (L’Irpinia e i terremoti), si raccolgono le conoscenze sulla storia del rapporto della regione irpina con i terremoti, fino al sisma del 1980 ed alle sue conseguenze immediate, si mettono a fuoco più precisamente le vicende legate al sisma del 1980 e si espongono i risultati di una specifica analisi comparativa della ricostruzione irpina post-1980 a confronto con le ricostruzioni del Belice, del Friuli e dell’Umbria. Nella seconda parte (Dall’esperienza al progetto), si indirizzano i risultati degli studi teorici, della valutazione ex post degli eventi storici e delle esperienze vissute verso il progetto ed il futuro. In una prima sezione (Cosa abbiamo imparato a 25 anni di distanza), si analizzano al presente lo stato dei fenomeni della mutazione dell’immagine urbana, della ricostruzione incompiuta, delle mutazioni urbane e paesistiche, dei pentimenti e ripensamenti sulla legge di ricostruzione n°219/81. La seconda ed ultima sezione (Cosa possiamo fare: indicazioni di progetto) presenta infine una serie di indicazioni di metodologiche ed operative, accompagnate anche da esempi precisi e concreti mostrati come casi-campione (Sant’Angelo dei Lombardi, Melito Irpino, Montella).

RISCHIO SISMICO, PAESAGGIO, ARCHITETTURA. L'IRPINIA, CONTRIBUTI PER UN PROGETTO

MAZZOLENI, DONATELLA;
2005

Abstract

La ricerca, che si è avvalsa di competenze sia accademiche che professionali, è stata elaborata fra il 2002 e il 2004 all’interno del grande “incubatore” dell’Ateneo di Napoli Federico II, nell’ambito del Progetto di Centro Regionale di Competenza della Regione Campania AMRA (Analisi e Monitoraggio del Rischio Ambientale), cioè di una struttura che, dall’originario alveo universitario, dopo un triennio di gestazione, si è proiettata sul territorio assumendo struttura e forma autonome. Il campo interdisciplinare esplorato da questa ricerca è strutturato attorno all’architettura, che ne costituisce la macrodisciplina di inquadramento e di coordinamento; la ricerca si irradia in particolare dal centro-cardine di questa materia, che è la disciplina della progettazione. La competenza complessiva espressa dal gruppo di lavoro, tuttavia, investe ulteriori campi e molteplici e pratiche disciplinari, il cui compito è quello di sostanziare e radicare l’attività del progetto architettonico ed urbano in un sapere articolato e ricco relativo all’abitare, garantirne dunque l’effettiva complessità d’approccio, e predisporne altre interfacce per l’allargamento ad ulteriori sinergie e confronti. Questi ambiti conoscitivi sono: la storia dell’architettura; la storia delle città; la storia e l’ecologia dei paesaggi; l’analisi dei dati territoriali; la pianificazione territoriale; l’urbanistica; l’analisi di immagini telerilevate alle scale paesistica, urbana, architettonica; l’analisi iconologica delle identità urbane e paesistiche; la conservazione ed il restauro dei centri storici; la sperimentazione di tipologie e materiali innovativi. Nello sviluppo della parte dimostrativa del libro, si mostrano i risultati dell’applicazione dell’ipotesi teorica formulata ad un territorio specifico, l’Irpinia, che presenta caratteristiche notevolmente significative ai fini di una riflessione sul rischio ambientale in Campania. Il lavoro svolto intende evidenziare - ai fini non solo di una corretta valutazione dei possibili danni ma anche di una adeguata impostazione degli apparati sia culturali sia materiali della prevenzione - la particolare importanza: della conoscenza storica delle trasformazioni urbane e paesistiche avvenute in questa zone dopo le catastrofi sismiche ricorrenti nella sua lunga storia; della rivalutazione del patrimonio di memorie e di tracce fisiognomiche caratterizzanti il suo paesaggio; della tutela dei suoi specifici valori architettonici, urbani, paesistico-ambientali anche nella corretta gestione dell’emergenza; della attenzione alla rivitalizzazione ed al rinnovamento dell’identità culturale delle sue città e dei suoi paesaggi nella progettazione del nuovo. Il discorso applicativo viene presentato in un’articolazione in due parti. Nella prima parte (L’Irpinia e i terremoti), si raccolgono le conoscenze sulla storia del rapporto della regione irpina con i terremoti, fino al sisma del 1980 ed alle sue conseguenze immediate, si mettono a fuoco più precisamente le vicende legate al sisma del 1980 e si espongono i risultati di una specifica analisi comparativa della ricostruzione irpina post-1980 a confronto con le ricostruzioni del Belice, del Friuli e dell’Umbria. Nella seconda parte (Dall’esperienza al progetto), si indirizzano i risultati degli studi teorici, della valutazione ex post degli eventi storici e delle esperienze vissute verso il progetto ed il futuro. In una prima sezione (Cosa abbiamo imparato a 25 anni di distanza), si analizzano al presente lo stato dei fenomeni della mutazione dell’immagine urbana, della ricostruzione incompiuta, delle mutazioni urbane e paesistiche, dei pentimenti e ripensamenti sulla legge di ricostruzione n°219/81. La seconda ed ultima sezione (Cosa possiamo fare: indicazioni di progetto) presenta infine una serie di indicazioni di metodologiche ed operative, accompagnate anche da esempi precisi e concreti mostrati come casi-campione (Sant’Angelo dei Lombardi, Melito Irpino, Montella).
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11588/12095
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact