I sistemi di trattamento che sfruttano l’azione dei microrganismi rivestono, come è noto, un ruolo fondamentale nel campo della depurazione delle acque reflue, essendo ad essi demandato, molto spesso, il più elevato contributo percentuale in termini di rimozione delle sostanze inquinanti. La loro più antica e tradizionale applicazione riguarda, certamente, la trasformazione della sostanza organica biodegradabile disciolta e sospesa contenuta nelle acque di scarico domestiche, dalle quali contribuiscono a rimuovere, in misura talvolta molto significativa, anche: i solidi sospesi non sedimentabili, per effetto dei meccanismi di cattura ed inglobamento all’interno degli aggregati microbici che si formano nelle unità di processo; i nutrienti, quali azoto e fosforo, grazie all’azione di particolari specie microbiche; di specifici composti organici, spesso presenti in tracce nella corrente idrica influente. Il ricorso a sistemi biologici si è molto diffuso, tuttavia, anche per il trattamento di acque reflue provenienti da attività produttive, sia nel caso, potrebbe dirsi ovvio, di quelle particolarmente ricche di sostanze organiche (si considerino, ad esempio, gli scarichi di allevamenti zootecnici o quelli di industrie di trasformazione di prodotti agricoli), sia nel caso, certamente meno ovvio, di acque contenenti composti inorganici, talvolta neanche direttamente biodegradabili. Nel lavoro l’attenzione viene posta all’applicazione di sistemi biologici finalizzati alla rimozione dalle acque reflue di composti nutrienti, facendo esclusivamente riferimento ai sistemi a colture sospese, in quanto, come si dirà, maggiormente consolidati per le sopra specificate applicazioni. Relativamente ai composti a base di azoto, fosforo e zolfo, nel seguito, in maniera sintetica vengono: evidenziati i problemi connessi al loro sversamento nei corpi idrici ricettori; riportate le trasformazioni a cui essi sono soggette ad opera dei microrganismi; illustrate le configurazioni impiantistiche più frequentemente applicate per la loro rimozione dalle acque.
Recenti sviluppi nei processi di trattamento biologici / Esposito, Giovanni; Pirozzi, Francesco. - STAMPA. - 1:(2005), pp. 39-50. ( Processi e tecnologie innovative per la depurazione delle acque refflue Firenze 13-15 Ottobre 2005).
Recenti sviluppi nei processi di trattamento biologici
Esposito Giovanni;Pirozzi Francesco
2005
Abstract
I sistemi di trattamento che sfruttano l’azione dei microrganismi rivestono, come è noto, un ruolo fondamentale nel campo della depurazione delle acque reflue, essendo ad essi demandato, molto spesso, il più elevato contributo percentuale in termini di rimozione delle sostanze inquinanti. La loro più antica e tradizionale applicazione riguarda, certamente, la trasformazione della sostanza organica biodegradabile disciolta e sospesa contenuta nelle acque di scarico domestiche, dalle quali contribuiscono a rimuovere, in misura talvolta molto significativa, anche: i solidi sospesi non sedimentabili, per effetto dei meccanismi di cattura ed inglobamento all’interno degli aggregati microbici che si formano nelle unità di processo; i nutrienti, quali azoto e fosforo, grazie all’azione di particolari specie microbiche; di specifici composti organici, spesso presenti in tracce nella corrente idrica influente. Il ricorso a sistemi biologici si è molto diffuso, tuttavia, anche per il trattamento di acque reflue provenienti da attività produttive, sia nel caso, potrebbe dirsi ovvio, di quelle particolarmente ricche di sostanze organiche (si considerino, ad esempio, gli scarichi di allevamenti zootecnici o quelli di industrie di trasformazione di prodotti agricoli), sia nel caso, certamente meno ovvio, di acque contenenti composti inorganici, talvolta neanche direttamente biodegradabili. Nel lavoro l’attenzione viene posta all’applicazione di sistemi biologici finalizzati alla rimozione dalle acque reflue di composti nutrienti, facendo esclusivamente riferimento ai sistemi a colture sospese, in quanto, come si dirà, maggiormente consolidati per le sopra specificate applicazioni. Relativamente ai composti a base di azoto, fosforo e zolfo, nel seguito, in maniera sintetica vengono: evidenziati i problemi connessi al loro sversamento nei corpi idrici ricettori; riportate le trasformazioni a cui essi sono soggette ad opera dei microrganismi; illustrate le configurazioni impiantistiche più frequentemente applicate per la loro rimozione dalle acque.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


