In questo lavoro è stato esaminato il problema della valutazione di quei parametri oggettivi monoaurali per la descrizione della qualità del suono in un auditorium che sono basati sul calcolo di un rapporto di “energia” ottenuto dalla risposta all’impulso filtrata in bande di lottava o d 1/3 di ottava. Siccome l’operazione di filtrazione comporta la modifica del segnale originale, nascono difficoltà circa l’individuazione corretta degli intervalli di tempo all’interno dei quali il segnale filtrato della pressione sonora al quadrato deve essere integrato. Il documento di riferimento ISO/FDIS 3382 [l] non riporta una scelta senza equivoci a riguardo in quanto descrive fondamentalmente due modi di operare, dai quali si evince anche un terzo, che non conducono allo stesso risultato. La presenza di rumore nella risposta all’impulso complica le scelte. Inoltre, dall’esame di alcuni programmi di calcolo disponibili in commercio è emersa una modalità ulteriore per il calcolo delle frazioni energetiche. Il confronto dei risultati delle analisi effettuate con due risposte all’impulso sintetiche, praticamente prive di rumore, ha rivelato differenze tra i risultati dei diversi metodi non trascurabili alle frequenze basse.

Calcolo delle frazioni energetiche in bande di frequenza: un confronto tra metodi diversi

DRAGONETTI, RAFFAELE;IANNIELLO, CARMINE;ROMANO, ROSARIO ANIELLO
2006

Abstract

In questo lavoro è stato esaminato il problema della valutazione di quei parametri oggettivi monoaurali per la descrizione della qualità del suono in un auditorium che sono basati sul calcolo di un rapporto di “energia” ottenuto dalla risposta all’impulso filtrata in bande di lottava o d 1/3 di ottava. Siccome l’operazione di filtrazione comporta la modifica del segnale originale, nascono difficoltà circa l’individuazione corretta degli intervalli di tempo all’interno dei quali il segnale filtrato della pressione sonora al quadrato deve essere integrato. Il documento di riferimento ISO/FDIS 3382 [l] non riporta una scelta senza equivoci a riguardo in quanto descrive fondamentalmente due modi di operare, dai quali si evince anche un terzo, che non conducono allo stesso risultato. La presenza di rumore nella risposta all’impulso complica le scelte. Inoltre, dall’esame di alcuni programmi di calcolo disponibili in commercio è emersa una modalità ulteriore per il calcolo delle frazioni energetiche. Il confronto dei risultati delle analisi effettuate con due risposte all’impulso sintetiche, praticamente prive di rumore, ha rivelato differenze tra i risultati dei diversi metodi non trascurabili alle frequenze basse.
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