È stata condotta un’indagine floristica nell’area vulcanica Campi Flegrei, territorio per il quale si dispone di numerosi studi di questo tipo fino ai primi decenni del secolo XX. Nel complesso vengono elencate 1376 entità. Di queste, nel corso dello studio, ne sono state ritrovate 748 delle quali 89 sono risultate nuove per la zona. Bidens bipinnata L. e Orobanche arenaria Borkh. non risultavano segnalazioni per la Campania. Cortaderia selloana (Schultes et Schultes fil.) Ascherson et Graebner non era nota allo stato spontanezzato per la stessa regione. Non è stato possibile ritrovare 629 entità segnalate in passato. Questa forte diminuzione viene attribuita all’intenso disturbo antropico che, dagli anni intorno al 1950, ha influito sempre più pesantemente nell’area. A tale fattore e in particolare alla variazione d’uso del territorio da agricolo a insediativo, è da ricondurre la scomparsa anche di ambienti ad alto grado di naturalità e la conseguente banalizzazione della flora. La lettura degli spettri biologico e corologico evidenziano il carattere marcatamente mediterraneo di questa flora con il 41% di Terofite ed il 44,2% di mediterranee; una bassa percentuale di endemiche (1,6%) e un elevato contingente di specie ad ampia distribuzione (32,9 %) è un ulteriore indice della portata dell’antropizzazione su questo popolamento vegetale. La consistente incidenza di Eurasiatiche (17,5%) conferma la tendenza di tale corotipo ad aumentare nelle aree di terraferma rispetto alle isole in questo settore della penisola italiana. Dall’analisi dei dati raccolti, anche la flora dei Campi Flegrei, così come quelle delle altre aree dell’entroterra napoletano, sembra essere influenzata più dalla continentalità che dall’altitudine.

La Flora dei Campi Flegrei

MOTTI, RICCARDO;
2005

Abstract

È stata condotta un’indagine floristica nell’area vulcanica Campi Flegrei, territorio per il quale si dispone di numerosi studi di questo tipo fino ai primi decenni del secolo XX. Nel complesso vengono elencate 1376 entità. Di queste, nel corso dello studio, ne sono state ritrovate 748 delle quali 89 sono risultate nuove per la zona. Bidens bipinnata L. e Orobanche arenaria Borkh. non risultavano segnalazioni per la Campania. Cortaderia selloana (Schultes et Schultes fil.) Ascherson et Graebner non era nota allo stato spontanezzato per la stessa regione. Non è stato possibile ritrovare 629 entità segnalate in passato. Questa forte diminuzione viene attribuita all’intenso disturbo antropico che, dagli anni intorno al 1950, ha influito sempre più pesantemente nell’area. A tale fattore e in particolare alla variazione d’uso del territorio da agricolo a insediativo, è da ricondurre la scomparsa anche di ambienti ad alto grado di naturalità e la conseguente banalizzazione della flora. La lettura degli spettri biologico e corologico evidenziano il carattere marcatamente mediterraneo di questa flora con il 41% di Terofite ed il 44,2% di mediterranee; una bassa percentuale di endemiche (1,6%) e un elevato contingente di specie ad ampia distribuzione (32,9 %) è un ulteriore indice della portata dell’antropizzazione su questo popolamento vegetale. La consistente incidenza di Eurasiatiche (17,5%) conferma la tendenza di tale corotipo ad aumentare nelle aree di terraferma rispetto alle isole in questo settore della penisola italiana. Dall’analisi dei dati raccolti, anche la flora dei Campi Flegrei, così come quelle delle altre aree dell’entroterra napoletano, sembra essere influenzata più dalla continentalità che dall’altitudine.
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