Il presente lavoro affronta il tema delle conseguenze della mancata redazione dell’inventario da parte dell’ente a scopo non lucrativo chiamato all’eredità tenuto, ai sensi dell’art. 473 del Codice Civile, all’accettazione beneficiata. Ricostruendo le diverse posizioni sostenute in dottrina, viene analizzata l’interpretazione della Corte di Cassazione che, con la recente ordinanza del 27 maggio 2019, n. 14442, ha mutato il proprio orientamento in materia. L’occasione si è dimostrata particolarmente utile per interrogarsi sui fondamenti razionali dell’introduzione dell’obbligo di accettazione con beneficio di inventario e sull’impossibilità di applicare la «sanzione» della decadenza dal beneficio di inventario agli enti non lucrativi. Si ritiene che la soluzione generalmente condivisa vada rivista in considerazione dell’evoluzione del contesto economico, sociale e giuridico, nonché del superamento dell’originaria e netta distinzione tra enti profit e non profit, in vista della fungibilità delle strutture organizzative del libro I e del libro V c.c. mediante le quali è possibile svolgere attività commerciali. Si rinviene la necessità di una interpretazione evolutiva degli artt. 473, 485, 487, 488, 493, 527 c.c., come quella prospettata, che ponga fine all’irragionevole disparità di trattamento tra gli enti non lucrativi e gli altri possibili chiamati e che tenga conto del bilanciamento di tutti gli interessi entrati in gioco.
Acquisto dell’eredità, struttura degli enti non lucrativi e mancata redazione dell’inventario / Epifania, M.. - In: DIRITTO DELLE SUCCESSIONI E DELLA FAMIGLIA. - ISSN 2421-2407. - 2/2020(2020), pp. 505-538.
Acquisto dell’eredità, struttura degli enti non lucrativi e mancata redazione dell’inventario
Maria Epifania
2020
Abstract
Il presente lavoro affronta il tema delle conseguenze della mancata redazione dell’inventario da parte dell’ente a scopo non lucrativo chiamato all’eredità tenuto, ai sensi dell’art. 473 del Codice Civile, all’accettazione beneficiata. Ricostruendo le diverse posizioni sostenute in dottrina, viene analizzata l’interpretazione della Corte di Cassazione che, con la recente ordinanza del 27 maggio 2019, n. 14442, ha mutato il proprio orientamento in materia. L’occasione si è dimostrata particolarmente utile per interrogarsi sui fondamenti razionali dell’introduzione dell’obbligo di accettazione con beneficio di inventario e sull’impossibilità di applicare la «sanzione» della decadenza dal beneficio di inventario agli enti non lucrativi. Si ritiene che la soluzione generalmente condivisa vada rivista in considerazione dell’evoluzione del contesto economico, sociale e giuridico, nonché del superamento dell’originaria e netta distinzione tra enti profit e non profit, in vista della fungibilità delle strutture organizzative del libro I e del libro V c.c. mediante le quali è possibile svolgere attività commerciali. Si rinviene la necessità di una interpretazione evolutiva degli artt. 473, 485, 487, 488, 493, 527 c.c., come quella prospettata, che ponga fine all’irragionevole disparità di trattamento tra gli enti non lucrativi e gli altri possibili chiamati e che tenga conto del bilanciamento di tutti gli interessi entrati in gioco.| File | Dimensione | Formato | |
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Maria Epifania, Acquisto dell’eredità, struttura degli enti non lucrativi e mancata redazione dell’inventario, in Diritto delle successioni e della famiglia, 2:2020, pp. 505-538, ISNN 2421- 2407 [Rivista di classe A] pdf.pdf
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