L’articolo offre una riflessione sull’esperienza del trumpismo, interpretata non come semplice deviazione populista ma come cambio di paradigma: un regime politico che tende alla concentrazione del potere esecutivo, alla compressione dei checks and balances, alla subordinazione delle istituzioni indipendenti (magistratura, banca centrale, università, media) e alla confusione strutturale tra interessi pubblici e privati. Gli Stati Uniti assumono conseguentemente il ruolo di laboratorio di una possibile “autocrazia elettiva”, in cui la legittimazione elettorale è usata per giustificare pratiche illiberali. Tale evoluzione presenta gravi riflessi sul piano internazionale, determinando soprattutto un riposizionamento forzato dell’Unione europea, chiamata a scegliere tra subalternità e autonomia strategica, ciò che è emerso chiaramente a seguito degli esiti del World Economic Forum 2026 di Davos, cui si accompagnano il sostanziale ridimensionamento della Nato voluto dagli USA e la sfida del Board of Peace, che conferisce a Donald Trump la posizione di sovrano assoluto. In tale contesto anche l’etica ridimensiona la sua funzione di criterio di riferimento per tenere in equilibrio efficienza economica, stabilità finanziaria e coesione sociale, in quanto trova difficoltà ad accordarsi con la politica di conquista del presidente degli USA, la quale si caratterizza per una invasività crescente, incentrata su una distorta applicazione del principio della massimizzazione del profitto.
Etica e finanza nella tempesta trumpiana (problemi e prospettive) / Miglionico, A.. - In: RIVISTA DI DIRITTO BANCARIO. - ISSN 2279-9737. - 2026:1(2026), pp. 23-52.
Etica e finanza nella tempesta trumpiana (problemi e prospettive)
Andrea Miglionico
2026
Abstract
L’articolo offre una riflessione sull’esperienza del trumpismo, interpretata non come semplice deviazione populista ma come cambio di paradigma: un regime politico che tende alla concentrazione del potere esecutivo, alla compressione dei checks and balances, alla subordinazione delle istituzioni indipendenti (magistratura, banca centrale, università, media) e alla confusione strutturale tra interessi pubblici e privati. Gli Stati Uniti assumono conseguentemente il ruolo di laboratorio di una possibile “autocrazia elettiva”, in cui la legittimazione elettorale è usata per giustificare pratiche illiberali. Tale evoluzione presenta gravi riflessi sul piano internazionale, determinando soprattutto un riposizionamento forzato dell’Unione europea, chiamata a scegliere tra subalternità e autonomia strategica, ciò che è emerso chiaramente a seguito degli esiti del World Economic Forum 2026 di Davos, cui si accompagnano il sostanziale ridimensionamento della Nato voluto dagli USA e la sfida del Board of Peace, che conferisce a Donald Trump la posizione di sovrano assoluto. In tale contesto anche l’etica ridimensiona la sua funzione di criterio di riferimento per tenere in equilibrio efficienza economica, stabilità finanziaria e coesione sociale, in quanto trova difficoltà ad accordarsi con la politica di conquista del presidente degli USA, la quale si caratterizza per una invasività crescente, incentrata su una distorta applicazione del principio della massimizzazione del profitto.| File | Dimensione | Formato | |
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