Le impronte lasciate dall’estrazione configurano paesaggi in cui la materia diventa archivio e dispositivo critico. Morfologie artificiali, vuoti, accumuli e infrastrutture residuali testimoniano la capacità dell’azione umana di incidere sul territorio in modo strutturale, generando nuove geografie artificiali. Tali impronte continuano a produrre effetti ecologici, sociali e simbolici, orientando le possibilità future di uso e trasformazione. Assumerle come campo operativo significa riconoscere che il progetto può agire come pratica di accompagnamento dei processi territoriali, fondando possibilità senza determinarne definitivamente gli esiti. L’eredità dell’estrattivismo diventa così risorsa progettuale e occasione per ripensare il rapporto tra memoria, trasformazione e permanenza.
Minerale. Paesaggi d’estrazione Mineral. Extracted Landscapes / Marinaro, L., Colafranceschi, D., Dessì, A., Sanna, R.. - In: RI-VISTA. RICERCHE PER LA PROGETTAZIONE DEL PAESAGGIO. - ISSN 1724-6768. - Special Issue 1(2026), pp. 9-34. [10.36253/rv-20159]
Minerale. Paesaggi d’estrazione Mineral. Extracted Landscapes.
Ludovica Marinaro
;Daniela Colafranceschi
;
2026
Abstract
Le impronte lasciate dall’estrazione configurano paesaggi in cui la materia diventa archivio e dispositivo critico. Morfologie artificiali, vuoti, accumuli e infrastrutture residuali testimoniano la capacità dell’azione umana di incidere sul territorio in modo strutturale, generando nuove geografie artificiali. Tali impronte continuano a produrre effetti ecologici, sociali e simbolici, orientando le possibilità future di uso e trasformazione. Assumerle come campo operativo significa riconoscere che il progetto può agire come pratica di accompagnamento dei processi territoriali, fondando possibilità senza determinarne definitivamente gli esiti. L’eredità dell’estrattivismo diventa così risorsa progettuale e occasione per ripensare il rapporto tra memoria, trasformazione e permanenza.| File | Dimensione | Formato | |
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