Il quartiere Don Bosco, nella periferia meridionale di Roma, rappresenta uno tra gli esempi più emblematici del dopoguerra romano, anche in ragione del suo travagliato sviluppo urbano. Elaborato a partire dal piano regolatore del 1931 e completato a metà degli anni ’50, in piena epoca di speculazione edilizia, il Don Bosco si caratterizza per l’ impianto organico fortemente gerarchizzato, che lo differenzia da altre esperienze coeve, contrapponendolo ai vicini “tre tuscolani” di Muratori, Libera e De Renzi, latori di una scrittura urbana per parti. I monumentali intensivi di Gaetano Rapisardi che, unitamente alla basilica di San Giovanni Bosco, definiscono la piazza, uno spazio senza precedenti tra i quartieri di edilizia pubblica in Italia, ma anche gli interessanti progetti minori che costellano il quartiere, così come la cornice scenica del grande asse viario -aperto e chiuso dai due fondali tematici- costituiscono l’immagine peculiare di questo frammento poco indagato della periferia di Roma, a metà tra la visione piacentiniana e le scenografie di Cinecittà.
Metafisica popolare: il quartiere Don Bosco e la periferia meridionale romana tra paesaggio e artificio / Falsetti, M.. - In: STORIA DELL'URBANISTICA. - ISSN 2035-8733. - 2019:11(2019), pp. 229-239.
Metafisica popolare: il quartiere Don Bosco e la periferia meridionale romana tra paesaggio e artificio
Marco Falsetti
2019
Abstract
Il quartiere Don Bosco, nella periferia meridionale di Roma, rappresenta uno tra gli esempi più emblematici del dopoguerra romano, anche in ragione del suo travagliato sviluppo urbano. Elaborato a partire dal piano regolatore del 1931 e completato a metà degli anni ’50, in piena epoca di speculazione edilizia, il Don Bosco si caratterizza per l’ impianto organico fortemente gerarchizzato, che lo differenzia da altre esperienze coeve, contrapponendolo ai vicini “tre tuscolani” di Muratori, Libera e De Renzi, latori di una scrittura urbana per parti. I monumentali intensivi di Gaetano Rapisardi che, unitamente alla basilica di San Giovanni Bosco, definiscono la piazza, uno spazio senza precedenti tra i quartieri di edilizia pubblica in Italia, ma anche gli interessanti progetti minori che costellano il quartiere, così come la cornice scenica del grande asse viario -aperto e chiuso dai due fondali tematici- costituiscono l’immagine peculiare di questo frammento poco indagato della periferia di Roma, a metà tra la visione piacentiniana e le scenografie di Cinecittà.| File | Dimensione | Formato | |
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