Il contributo ricostruisce l’evoluzione della figura dell’ingegnere-architetto nel Mezzogiorno d’Italia tra il XV e il XX secolo, analizzandone le radici culturali nella tradizione tecnico-scientifica rinascimentale e, in particolare, nell’eredità metodologica di Leonardo da Vinci. Attraverso fonti trattatistiche, manoscritti, documentazione archivistica e studi storico-critici, la ricerca esamina i processi di trasmissione, ricezione e rielaborazione del pensiero vinciano nel contesto napoletano e meridionale. L’indagine segue la progressiva definizione della figura dell’architetto “vulgo ingeniero”, la sua evoluzione in età moderna e la successiva formalizzazione dell’ingegnere-architetto tra Sette e Ottocento, fino alle riflessioni novecentesche sulla ricomposizione dei saperi tecnico-scientifici e umanistici. Attraverso l’analisi di protagonisti, istituzioni formative, trattati e pratiche progettuali, emerge la persistenza di un modello professionale fondato sull’integrazione tra arte e scienza, teoria e prassi, che costituisce uno dei caratteri distintivi della cultura tecnico-architettonica del Mezzogiorno. Il contributo propone quindi una lettura di lunga durata dell’eredità leonardiana come matrice identitaria e metodologica nella formazione dell’ingegnere-architetto contemporaneo.
Dall’architetto “vulgo ingeniero” all’ingegnere-architetto: l’eredità di Leonardo nel Mezzogiorno tra Quattrocento e Novecento / Polidoro, R.M.. - 1:(2026), pp. 577-588. (11° Convegno Nazionale di Storia dell’Ingegneria – 7th International Conference Napoli 12-13 maggio 2026).
Dall’architetto “vulgo ingeniero” all’ingegnere-architetto: l’eredità di Leonardo nel Mezzogiorno tra Quattrocento e Novecento
Riccardo Maria Polidoro
2026
Abstract
Il contributo ricostruisce l’evoluzione della figura dell’ingegnere-architetto nel Mezzogiorno d’Italia tra il XV e il XX secolo, analizzandone le radici culturali nella tradizione tecnico-scientifica rinascimentale e, in particolare, nell’eredità metodologica di Leonardo da Vinci. Attraverso fonti trattatistiche, manoscritti, documentazione archivistica e studi storico-critici, la ricerca esamina i processi di trasmissione, ricezione e rielaborazione del pensiero vinciano nel contesto napoletano e meridionale. L’indagine segue la progressiva definizione della figura dell’architetto “vulgo ingeniero”, la sua evoluzione in età moderna e la successiva formalizzazione dell’ingegnere-architetto tra Sette e Ottocento, fino alle riflessioni novecentesche sulla ricomposizione dei saperi tecnico-scientifici e umanistici. Attraverso l’analisi di protagonisti, istituzioni formative, trattati e pratiche progettuali, emerge la persistenza di un modello professionale fondato sull’integrazione tra arte e scienza, teoria e prassi, che costituisce uno dei caratteri distintivi della cultura tecnico-architettonica del Mezzogiorno. Il contributo propone quindi una lettura di lunga durata dell’eredità leonardiana come matrice identitaria e metodologica nella formazione dell’ingegnere-architetto contemporaneo.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: This paper investigates the long-term evolution of the engineer-architect in Southern Italy, tracing the reception and transformation of Leonardo da Vinci’s methodological legacy from the Renaissance to the twentieth century. By examining technical treatises, archival sources, educational institutions, and professional practices, it highlights the enduring role of Leonardian culture in shaping an integrated model of technical and architectural expertise.
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