Il contributo prende le mosse da un frammento di Eschilo, tramandato da Macrobio nel quale i fratres Palici muovendosi “nuovamente dall’oscurità si dirigono verso la luce”. Secondo una consolidata e ben nota tradizione, queste divinità erano strettamente legate alle attività geotermiche localizzate in una particolare area del territorio siciliano, con riferimento alle ordalie rivelatrici degli spergiuri, talvolta puniti con la cecità, pena assai preferibile ad una morte per combustione. Tale rapporto era fondato sul concetto comune di βία, la forza violenta che pone in moto le acque brulicanti del sottosuolo e ricaccia in gola ai mendaci le loro stesse imposture. In questa sede si propone di riconoscere una dimensione altra dell’intervento divino, quella che chiama in causa il potere della vita e della rigenerazione dove la βία, intesa come sanità e vigore, è in opposizione al primo. In tale prospettiva è possibile giustificare il rapporto tra gli dèi e la vista in una prospettiva differente e benefica, secondo quella forza vitale in virtù della quale i Palici avrebbero potuto condurre chi era affetto da morbi alla vista ad una nuova luce. Tale suggestione potrebbe trovare un valido sostegno nella presenza in Sicilia di diverse fonti “curative”, menzionate già dagli scrittori antichi e ricordate anche nella letteratura antiquaria e odeporica moderna, che talvolta risarciscono, in termini di conoscenza, la scomparsa di alcune di queste sorgenti. Si ricorda, in proposito, il caso della fonte ubicata a Sciacca e detta “acqua degli occhi” o “acqua salina ferruginosa”, impiegata per le afflizioni della vista.
Πάλιν γὰρ ἵκουσ’ ἐκ σκότους τόδ’εἰς φάος. I Palici tra taumaturgia e protomedicina / Rausa, F.. - In: MARE INTERNUM. - ISSN 2035-0783. - 17:(2025), pp. 9-18.
Πάλιν γὰρ ἵκουσ’ ἐκ σκότους τόδ’εἰς φάος. I Palici tra taumaturgia e protomedicina
Federico Rausa
2025
Abstract
Il contributo prende le mosse da un frammento di Eschilo, tramandato da Macrobio nel quale i fratres Palici muovendosi “nuovamente dall’oscurità si dirigono verso la luce”. Secondo una consolidata e ben nota tradizione, queste divinità erano strettamente legate alle attività geotermiche localizzate in una particolare area del territorio siciliano, con riferimento alle ordalie rivelatrici degli spergiuri, talvolta puniti con la cecità, pena assai preferibile ad una morte per combustione. Tale rapporto era fondato sul concetto comune di βία, la forza violenta che pone in moto le acque brulicanti del sottosuolo e ricaccia in gola ai mendaci le loro stesse imposture. In questa sede si propone di riconoscere una dimensione altra dell’intervento divino, quella che chiama in causa il potere della vita e della rigenerazione dove la βία, intesa come sanità e vigore, è in opposizione al primo. In tale prospettiva è possibile giustificare il rapporto tra gli dèi e la vista in una prospettiva differente e benefica, secondo quella forza vitale in virtù della quale i Palici avrebbero potuto condurre chi era affetto da morbi alla vista ad una nuova luce. Tale suggestione potrebbe trovare un valido sostegno nella presenza in Sicilia di diverse fonti “curative”, menzionate già dagli scrittori antichi e ricordate anche nella letteratura antiquaria e odeporica moderna, che talvolta risarciscono, in termini di conoscenza, la scomparsa di alcune di queste sorgenti. Si ricorda, in proposito, il caso della fonte ubicata a Sciacca e detta “acqua degli occhi” o “acqua salina ferruginosa”, impiegata per le afflizioni della vista.| File | Dimensione | Formato | |
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