Attraverso la composizione di un quadro multidisciplinare complesso e dettagliato, strutturato intorno a un serrato dialogo critico tra neuroscienze, filosofia della mente, estetica e teoria dei media, l’autore ci propone in questo suo lavoro un’originale lettura delle trasformazioni della soggettività umana nell’epoca delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. L’insieme delle riflessioni esposte sottintendono tutte la necessità di riconoscere una continuità tra organismo biologico e protesi tecnologiche. Detto in altri termini, alla base di ogni possibile considerazione sull’uso delle tecnologie digitali, bisognerebbe sforzarsi, secondo Gallese, di mettere da parte ogni prospettiva essenzialista e dualistica che separi la dimensione fisica e biologica da quella tecnologica e digitale. In estrema sintesi, la distinzione tra “reale” e “virtuale” non avrebbe alcuna ragione di essere posta, in quanto evidentemente in contrasto con la natura stessa della nostra esperienza. Come non manca di ricordarci l’autore già nella sua introduzione, piuttosto che riferirsi a un soggetto che agisce nell’ambiente circostante servendosi di un oggetto tecnologico separato, sarebbe infatti più corretto considerare – sposando la nota teoria della simulazione incarnata – che le protesi tecnologiche utilizzate dai soggetti umani non potranno mai essere chiaramente distinte e separate dagli organismi biologici in cui i soggetti stesso sono “incarnati”.

Esseri digitali e immaginario collettivo. Media, cervelli e nuovi dispositivi ontologici / Pecchinenda, Gianfranco. - In: EXAGERE. - ISSN 2531-7334. - ANNO XI:n. 3-4(2026), pp. 33-40.

Esseri digitali e immaginario collettivo. Media, cervelli e nuovi dispositivi ontologici.

PECCHINENDA
2026

Abstract

Attraverso la composizione di un quadro multidisciplinare complesso e dettagliato, strutturato intorno a un serrato dialogo critico tra neuroscienze, filosofia della mente, estetica e teoria dei media, l’autore ci propone in questo suo lavoro un’originale lettura delle trasformazioni della soggettività umana nell’epoca delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. L’insieme delle riflessioni esposte sottintendono tutte la necessità di riconoscere una continuità tra organismo biologico e protesi tecnologiche. Detto in altri termini, alla base di ogni possibile considerazione sull’uso delle tecnologie digitali, bisognerebbe sforzarsi, secondo Gallese, di mettere da parte ogni prospettiva essenzialista e dualistica che separi la dimensione fisica e biologica da quella tecnologica e digitale. In estrema sintesi, la distinzione tra “reale” e “virtuale” non avrebbe alcuna ragione di essere posta, in quanto evidentemente in contrasto con la natura stessa della nostra esperienza. Come non manca di ricordarci l’autore già nella sua introduzione, piuttosto che riferirsi a un soggetto che agisce nell’ambiente circostante servendosi di un oggetto tecnologico separato, sarebbe infatti più corretto considerare – sposando la nota teoria della simulazione incarnata – che le protesi tecnologiche utilizzate dai soggetti umani non potranno mai essere chiaramente distinte e separate dagli organismi biologici in cui i soggetti stesso sono “incarnati”.
2026
Esseri digitali e immaginario collettivo. Media, cervelli e nuovi dispositivi ontologici / Pecchinenda, Gianfranco. - In: EXAGERE. - ISSN 2531-7334. - ANNO XI:n. 3-4(2026), pp. 33-40.
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