Eric Kandel è certamente uno dei più accreditati studiosi attualmente impegnati a tradurre le tradizionali domande filosofiche sulla natura della mente umana in un linguaggio empirico corroborato dalla ricerca neuroscientifica. Uno dei principi della sua ricerca, che ritroviamo anche al centro del suo recente volume intitolato Arte e scienza, si basa sull’idea che la mente umana sia costituita da un insieme di operazioni eseguite dal cervello. La mente, per usare le sue stesse parole, è una sorta di “dispositivo computazionale straordinariamente complesso, che costruisce la nostra percezione del mondo esterno, fissa la nostra attenzione e controlla le nostre azioni”. Per comprendere e spiegare cosa sia la mente, l’approccio teorico di Kandel si è tuttavia sempre basato anche sulla convinzione della necessità di integrare le conoscenze di derivazione scientifica con quelle che, nel corso dei secoli, abbiamo ereditato dal mondo dell’arte. Se è vero, infatti, che scienziati di varie discipline hanno contribuito, in particolare negli ultimi decenni, a spiegare come funzioni la mente umana, è innegabile che tutta una serie di imprescindibili intuizioni siano state partorite da scrittori e poeti, musicisti, pittori e altre grandi figure dell’universo artistico. Del resto, come ricorda lo stesso Kandel, così come sono stati necessari scienziati come Freud per spiegare “cosa siano” i processi inconsci, ci sono voluti anche artisti come Shakespeare, Beethoven, Proust, Picasso o Klimt per rivelarci “quali sensazioni” generino alcuni di quegli stessi processi inconsci.

KANDEL E L'ARTE DELLA CONOSCENZA SCIENTIFICA / Pecchinenda, Gianfranco. - In: EXAGERE. - ISSN 2531-7334. - ANNO XI:n. 1-2(2026), pp. 15-33.

KANDEL E L'ARTE DELLA CONOSCENZA SCIENTIFICA

PECCHINENDA
2026

Abstract

Eric Kandel è certamente uno dei più accreditati studiosi attualmente impegnati a tradurre le tradizionali domande filosofiche sulla natura della mente umana in un linguaggio empirico corroborato dalla ricerca neuroscientifica. Uno dei principi della sua ricerca, che ritroviamo anche al centro del suo recente volume intitolato Arte e scienza, si basa sull’idea che la mente umana sia costituita da un insieme di operazioni eseguite dal cervello. La mente, per usare le sue stesse parole, è una sorta di “dispositivo computazionale straordinariamente complesso, che costruisce la nostra percezione del mondo esterno, fissa la nostra attenzione e controlla le nostre azioni”. Per comprendere e spiegare cosa sia la mente, l’approccio teorico di Kandel si è tuttavia sempre basato anche sulla convinzione della necessità di integrare le conoscenze di derivazione scientifica con quelle che, nel corso dei secoli, abbiamo ereditato dal mondo dell’arte. Se è vero, infatti, che scienziati di varie discipline hanno contribuito, in particolare negli ultimi decenni, a spiegare come funzioni la mente umana, è innegabile che tutta una serie di imprescindibili intuizioni siano state partorite da scrittori e poeti, musicisti, pittori e altre grandi figure dell’universo artistico. Del resto, come ricorda lo stesso Kandel, così come sono stati necessari scienziati come Freud per spiegare “cosa siano” i processi inconsci, ci sono voluti anche artisti come Shakespeare, Beethoven, Proust, Picasso o Klimt per rivelarci “quali sensazioni” generino alcuni di quegli stessi processi inconsci.
2026
KANDEL E L'ARTE DELLA CONOSCENZA SCIENTIFICA / Pecchinenda, Gianfranco. - In: EXAGERE. - ISSN 2531-7334. - ANNO XI:n. 1-2(2026), pp. 15-33.
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