Il contributo muove dal riferimento di Mario Draghi al “federalismo pragmatico” per interrogare la condizione costituzionale dell’Unione europea nel tempo della crisi dell’ordine internazionale, del ritorno della guerra, della competizione strategica globale e della trasformazione digitale del potere. L’integrazione europea ha ormai superato la rappresentazione dell’Unione come spazio prevalentemente regolativo e mercatista, pur restando ancora priva di una compiuta forma politica federale. In tale quadro, la categoria di “sovranità condivisa” consente di descrivere, criticare e orientare il processo costituzionale europeo. Essa registra la distribuzione multilivello del potere pubblico, evidenzia l’insufficienza del circuito intergovernativo e richiede una più forte legittimazione democratica comune. La questione costituzionale europea viene quindi letta tanto nella sua dimensione formale, quale esigenza di una più matura soggettività politica dell’Unione da maturare con strumenti normativi e procedimentali adeguati, quanto nella sua dimensione materiale, con particolare riferimento all’Europa sociale, alla solidarietà finanziaria emersa con Next Generation EU e alla sfida digitale. In questa prospettiva, il costituzionalismo europeo è chiamato a dare unità a pluralità, solidarietà a mercato, libertà a tecnologia, trasformando il federalismo pragmatico in principio di ordinazione costituzionale di una sovranità democratica condivisa.
Dal “federalismo pragmatico” alla “sovranità condivisa”: riflessioni su forma e contenuti costituzionali, questione sociale e sfida digitale nell’Unione europea / Patroni Griffi, Andrea. - In: FEDERALISMI.IT. - ISSN 1826-3534. - (2026).
Dal “federalismo pragmatico” alla “sovranità condivisa”: riflessioni su forma e contenuti costituzionali, questione sociale e sfida digitale nell’Unione europea
ANDREA PATRONI GRIFFI
2026
Abstract
Il contributo muove dal riferimento di Mario Draghi al “federalismo pragmatico” per interrogare la condizione costituzionale dell’Unione europea nel tempo della crisi dell’ordine internazionale, del ritorno della guerra, della competizione strategica globale e della trasformazione digitale del potere. L’integrazione europea ha ormai superato la rappresentazione dell’Unione come spazio prevalentemente regolativo e mercatista, pur restando ancora priva di una compiuta forma politica federale. In tale quadro, la categoria di “sovranità condivisa” consente di descrivere, criticare e orientare il processo costituzionale europeo. Essa registra la distribuzione multilivello del potere pubblico, evidenzia l’insufficienza del circuito intergovernativo e richiede una più forte legittimazione democratica comune. La questione costituzionale europea viene quindi letta tanto nella sua dimensione formale, quale esigenza di una più matura soggettività politica dell’Unione da maturare con strumenti normativi e procedimentali adeguati, quanto nella sua dimensione materiale, con particolare riferimento all’Europa sociale, alla solidarietà finanziaria emersa con Next Generation EU e alla sfida digitale. In questa prospettiva, il costituzionalismo europeo è chiamato a dare unità a pluralità, solidarietà a mercato, libertà a tecnologia, trasformando il federalismo pragmatico in principio di ordinazione costituzionale di una sovranità democratica condivisa.| File | Dimensione | Formato | |
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