Il volume indaga l’identità plurale dell’Unione europea muovendo dall’intreccio tra radici culturali, valori costituzionali comuni, identità nazionali e processi di integrazione. I contributi raccolti ricostruiscono l’idea di Europa come spazio giuridico e politico non fondato su una identità uniforme, ma su una composizione dinamica di tradizioni, cittadinanze, patrimoni culturali, linguaggi costituzionali e principi condivisi. La prima parte affronta il tema dell’identità europea nella sua dimensione storico-culturale e costituzionale: dal pensiero europeo di Silvio e Bertrando Spaventa al rapporto tra identità europea e identità nazionale, sino alle esperienze più recenti di democrazia partecipativa e deliberativa, come la Conferenza sul futuro dell’Europa. In questa prospettiva, assumono rilievo anche i conflitti tra identità costituzionali, il ruolo delle Corti nel dialogo europeo, la tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, nonché la crescente cooperazione tra Unione europea e NATO nello spazio euro-atlantico. La seconda parte concentra l’attenzione sull’integrazione europea alla prova dei diritti. La tutela delle minoranze, il pluralismo linguistico, la sovranità digitale, i diritti digitali, l’intelligenza artificiale, la dignità umana nell’era del deepfake, la maternità surrogata e il diritto all’identità personale delineano un quadro nel quale l’Europa è chiamata a misurare la propria identità non solo nella proclamazione dei valori, ma nella capacità di renderli effettivi dinanzi alle trasformazioni tecnologiche, sociali e biopolitiche del presente. La terza parte esamina l’integrazione economica e sociale come dimensione costitutiva dell’identità europea. Il Pilastro europeo dei diritti sociali, la protezione sociale, il volto sociale dell’Unione, le condizionalità eurounitarie nel PNRR, la giustizia tributaria, la leale cooperazione e l’influenza del diritto europeo sui procedimenti amministrativi nazionali mostrano come l’Unione si costruisca anche attraverso strumenti di solidarietà, responsabilità finanziaria, convergenza istituzionale e partecipazione procedimentale. Nel suo insieme, l’opera propone una lettura dell’Unione europea come ordinamento costituzionale in formazione, attraversato da tensioni tra unità e pluralismo, sovranità nazionale e integrazione sovranazionale, mercato e diritti, tecnologia e dignità della persona. L’identità europea emerge così come identità composita, relazionale e aperta: non un dato statico, ma un processo giuridico, culturale e democratico continuamente rimesso alla prova dalle crisi e dalle trasformazioni del tempo presente.
E pluribus unum: le identità in Europa / Patroni Griffi, Andrea. - In: RASSEGNA DI DIRITTO PUBBLICO EUROPEO. - ISSN 2499-8168. - 1 spec(2024).
E pluribus unum: le identità in Europa
ANDREA PATRONI GRIFFI
2024
Abstract
Il volume indaga l’identità plurale dell’Unione europea muovendo dall’intreccio tra radici culturali, valori costituzionali comuni, identità nazionali e processi di integrazione. I contributi raccolti ricostruiscono l’idea di Europa come spazio giuridico e politico non fondato su una identità uniforme, ma su una composizione dinamica di tradizioni, cittadinanze, patrimoni culturali, linguaggi costituzionali e principi condivisi. La prima parte affronta il tema dell’identità europea nella sua dimensione storico-culturale e costituzionale: dal pensiero europeo di Silvio e Bertrando Spaventa al rapporto tra identità europea e identità nazionale, sino alle esperienze più recenti di democrazia partecipativa e deliberativa, come la Conferenza sul futuro dell’Europa. In questa prospettiva, assumono rilievo anche i conflitti tra identità costituzionali, il ruolo delle Corti nel dialogo europeo, la tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, nonché la crescente cooperazione tra Unione europea e NATO nello spazio euro-atlantico. La seconda parte concentra l’attenzione sull’integrazione europea alla prova dei diritti. La tutela delle minoranze, il pluralismo linguistico, la sovranità digitale, i diritti digitali, l’intelligenza artificiale, la dignità umana nell’era del deepfake, la maternità surrogata e il diritto all’identità personale delineano un quadro nel quale l’Europa è chiamata a misurare la propria identità non solo nella proclamazione dei valori, ma nella capacità di renderli effettivi dinanzi alle trasformazioni tecnologiche, sociali e biopolitiche del presente. La terza parte esamina l’integrazione economica e sociale come dimensione costitutiva dell’identità europea. Il Pilastro europeo dei diritti sociali, la protezione sociale, il volto sociale dell’Unione, le condizionalità eurounitarie nel PNRR, la giustizia tributaria, la leale cooperazione e l’influenza del diritto europeo sui procedimenti amministrativi nazionali mostrano come l’Unione si costruisca anche attraverso strumenti di solidarietà, responsabilità finanziaria, convergenza istituzionale e partecipazione procedimentale. Nel suo insieme, l’opera propone una lettura dell’Unione europea come ordinamento costituzionale in formazione, attraversato da tensioni tra unità e pluralismo, sovranità nazionale e integrazione sovranazionale, mercato e diritti, tecnologia e dignità della persona. L’identità europea emerge così come identità composita, relazionale e aperta: non un dato statico, ma un processo giuridico, culturale e democratico continuamente rimesso alla prova dalle crisi e dalle trasformazioni del tempo presente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


