Il lavoro prende in analisi due profili, meno attenzionati ma altrettanto rilevanti, della pronuncia nella causa C-448/23, Commissione/Polonia (Contrôle ultra vires de la jurisprudence de la Cour de justice par une cour constitutionnelle), relativi, rispettivamente, all’obbligo di rinvio pregiudiziale ex art. 4, par. 2, TUE e al monopolio interpretativo della Corte sulle competenze dell’Unione. Dopo un sintetico richiamo alle ipotesi di obbligo di rinvio finora riconosciute dal Trattato e dalla giurisprudenza della Corte, il presente contributo intende dimostrare come il giudice dell’Unione abbia effettivamente introdotto un nuovo motivo che impone ai giudici nazionali di interrogarla in via pregiudiziale, ovvero quando questi ritengano che l’interpretazione di una norma primaria dell’Unione possa pregiudicare il rispetto dell’identità nazionale di cui all’art. 4, par. 2, TUE. Successivamente, l’analisi si sofferma sulle statuizioni della Corte in merito alla c.d. Judicial Kompetenz-Kompetenz e mette in evidenza come essa sembri essersi attribuita la titolarità esclusiva a interpretare le competenze dell’Unione a discapito degli organi giurisdizionali nazionali, sollevando rilevanti interrogativi quanto agli effetti di tale orientamento sulle relazioni con gli ordinamenti interni e sul ruolo delle relative Corti costituzionali. In chiusura, alcune considerazioni critiche sono dedicate alle due novità sviluppate dalla Corte e, in particolare, alle prospettate esigenze che ne hanno giustificato l’introduzione.
Un nuovo obbligo di rinvio pregiudiziale e la soluzione della Judicial Kompetenz-Kompetenz (?). Riflessioni a partire dalla sentenza Commissione/Polonia (Contrôle ultra vires de la jurisprudence de la Cour de justice par une cour constitutionnelle) / Circolo, Andrea. - In: EUROJUS. - ISSN 2384-9169. - 2(2026), pp. 1-22.
Un nuovo obbligo di rinvio pregiudiziale e la soluzione della Judicial Kompetenz-Kompetenz (?). Riflessioni a partire dalla sentenza Commissione/Polonia (Contrôle ultra vires de la jurisprudence de la Cour de justice par une cour constitutionnelle)
Andrea Circolo
2026
Abstract
Il lavoro prende in analisi due profili, meno attenzionati ma altrettanto rilevanti, della pronuncia nella causa C-448/23, Commissione/Polonia (Contrôle ultra vires de la jurisprudence de la Cour de justice par une cour constitutionnelle), relativi, rispettivamente, all’obbligo di rinvio pregiudiziale ex art. 4, par. 2, TUE e al monopolio interpretativo della Corte sulle competenze dell’Unione. Dopo un sintetico richiamo alle ipotesi di obbligo di rinvio finora riconosciute dal Trattato e dalla giurisprudenza della Corte, il presente contributo intende dimostrare come il giudice dell’Unione abbia effettivamente introdotto un nuovo motivo che impone ai giudici nazionali di interrogarla in via pregiudiziale, ovvero quando questi ritengano che l’interpretazione di una norma primaria dell’Unione possa pregiudicare il rispetto dell’identità nazionale di cui all’art. 4, par. 2, TUE. Successivamente, l’analisi si sofferma sulle statuizioni della Corte in merito alla c.d. Judicial Kompetenz-Kompetenz e mette in evidenza come essa sembri essersi attribuita la titolarità esclusiva a interpretare le competenze dell’Unione a discapito degli organi giurisdizionali nazionali, sollevando rilevanti interrogativi quanto agli effetti di tale orientamento sulle relazioni con gli ordinamenti interni e sul ruolo delle relative Corti costituzionali. In chiusura, alcune considerazioni critiche sono dedicate alle due novità sviluppate dalla Corte e, in particolare, alle prospettate esigenze che ne hanno giustificato l’introduzione.| File | Dimensione | Formato | |
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