La stazione San Pasquale delle Linea 6 della metropolitana di Napoli è stata realizzata interamente sotto falda in un pozzo profondo poco meno di 30 m; lo scavo è stato eseguito in prossimità di alcuni edifici residenziali sottoposti a monitoraggio durante tutta la costruzione. La posizione in pianta degli edifici rispetto al pozzo di stazione, l’assetto stratigrafico (costituito da sabbie piroclastiche su un bedrock di tufo giallo napoletano ad andamento non orizzontale), e le fasi di scavo, sono tra i fattori che hanno reso il problema deformativo tridimensionale e come tale è stato modellato con un software agli elementi finiti (FEM). Nell’articolo si confrontano i risultati FEM con i dati del monitoraggio e con un metodo empirico di recente proposizione capace di cogliere gli aspetti tridimensionali del problema discutendo di quanto emerge dal confronto. Si precisa che le analisi di progetto (risalenti al 2006) erano state eseguite con un modello piano.
Analisi numeriche tridimensionali di uno scavo profondo in sabbie: confronto con metodi empirici / Esposito, Ilaria; Russo, Gianpiero; Gian Marco Ruocco, ; Nicotera, Marco Valerio. - unico:unico(2025), pp. 737-744. ( Atti del XXVIII Convegno Nazionale di Geotecnica. Sicurezza, manutenzione e sviluppo delle infrastrutture venezia giugno 2025).
Analisi numeriche tridimensionali di uno scavo profondo in sabbie: confronto con metodi empirici
esposito ilariaWriting – Review & Editing
;gianpiero russoWriting – Review & Editing
;nicotera marco valerioSoftware
2025
Abstract
La stazione San Pasquale delle Linea 6 della metropolitana di Napoli è stata realizzata interamente sotto falda in un pozzo profondo poco meno di 30 m; lo scavo è stato eseguito in prossimità di alcuni edifici residenziali sottoposti a monitoraggio durante tutta la costruzione. La posizione in pianta degli edifici rispetto al pozzo di stazione, l’assetto stratigrafico (costituito da sabbie piroclastiche su un bedrock di tufo giallo napoletano ad andamento non orizzontale), e le fasi di scavo, sono tra i fattori che hanno reso il problema deformativo tridimensionale e come tale è stato modellato con un software agli elementi finiti (FEM). Nell’articolo si confrontano i risultati FEM con i dati del monitoraggio e con un metodo empirico di recente proposizione capace di cogliere gli aspetti tridimensionali del problema discutendo di quanto emerge dal confronto. Si precisa che le analisi di progetto (risalenti al 2006) erano state eseguite con un modello piano.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


