La sottoposizione degli edifici di culto al pagamento dei contributi consortili di bonifica è una questione completamente nuova. Il problema si è posto solo di recente perché la determinazione dell'importo del contributo di bonifica è collegato alla rendita catastale dell'immobile. Tradizionalmente, gli edifici di culto sono privi di rendita catastale, ma da alcuni lustri questo postulato è stato posto in discussione sia a livello amministrativo che giudiziario, aprendo la strada alle pretese di qualche consorzio di bonifica sugli edifici di culto. Le prime pronunce della giurisdizione tributaria hanno ritenuto illegittime le richieste dei consorzi di bonifica in riferimento agli edifici di culto, in ragione della loro irrilevanza reddituale e patrimoniale, desumibile dalla normativa del 1939 istitutiva del nuovo catasto edilizio urbano, che li esclude dall'obbligo di dichiarazione. Invero, l'esenzione degli edifici di culto dalla contribuzione consortile prescinde da una disposizione di legge che la preveda espressamente; tuttavia, nel tempo, più volte è accaduto che gli edifici di culto beneficiassero di agevolazioni fiscali in mancanza di una specifica previsione legislativa, e ciò suggerisce il riconoscimento, per questa tipologia di immobili, di uno speciale statuto tributario.
Edifici di culto e contributi consortili di bonifica / Guarino, Antonio. - In: ARCHIVIO GIURIDICO FILIPPO SERAFINI. - ISSN 2282-2828. - V (2026):1(2026), pp. 1-19.
Edifici di culto e contributi consortili di bonifica
Guarino Antonio
2026
Abstract
La sottoposizione degli edifici di culto al pagamento dei contributi consortili di bonifica è una questione completamente nuova. Il problema si è posto solo di recente perché la determinazione dell'importo del contributo di bonifica è collegato alla rendita catastale dell'immobile. Tradizionalmente, gli edifici di culto sono privi di rendita catastale, ma da alcuni lustri questo postulato è stato posto in discussione sia a livello amministrativo che giudiziario, aprendo la strada alle pretese di qualche consorzio di bonifica sugli edifici di culto. Le prime pronunce della giurisdizione tributaria hanno ritenuto illegittime le richieste dei consorzi di bonifica in riferimento agli edifici di culto, in ragione della loro irrilevanza reddituale e patrimoniale, desumibile dalla normativa del 1939 istitutiva del nuovo catasto edilizio urbano, che li esclude dall'obbligo di dichiarazione. Invero, l'esenzione degli edifici di culto dalla contribuzione consortile prescinde da una disposizione di legge che la preveda espressamente; tuttavia, nel tempo, più volte è accaduto che gli edifici di culto beneficiassero di agevolazioni fiscali in mancanza di una specifica previsione legislativa, e ciò suggerisce il riconoscimento, per questa tipologia di immobili, di uno speciale statuto tributario.| File | Dimensione | Formato | |
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