L’articolo presenta la riscoperta di un inedito bozzetto di De Mura, opera preparatoria dell’Adorazione dei Magi che il maestro dipinse intorno al 1728 per la controfacciata della chiesa napoletana di Santa Maria Donnaromita. Elencato tra i quadri che il pittore custodiva nella cappella della propria residenza, l’opera fu trasferita insieme al resto della collezione De Mura nelle sale del Pio Monte della Misericordia, giungendo infine alle suore del conservatorio della Purità al Vomero. Si presentano inoltre documenti inediti sul conservatorio della Purità, tra cui il testamento del suo fondatore, il notaio Aniello Capestrice (†1635). La lettura delle sue ultime volontà chiarisce l’iconografia della pala dell’altare maggiore, firmata da Nicola Maria Rossi e datata 1720, lasciando intendere che nella sua committenza giocarono un ruolo decisivo i frati teatini di San Paolo Maggiore, da sempre devoti alla purezza della Vergine e custodi temporanei delle spoglie mortali di Capestrice.
Un De Mura dimenticato nella chiesa delle figlie dei notai a Napoli e qualche precisazione sulla pala della Purità di Nicola Maria Rossi / Saggiomo, Mariano. - In: CONFRONTO. - ISSN 1721-6745. - 8:(2025), pp. 83-97.
Un De Mura dimenticato nella chiesa delle figlie dei notai a Napoli e qualche precisazione sulla pala della Purità di Nicola Maria Rossi
Mariano Saggiomo
2025
Abstract
L’articolo presenta la riscoperta di un inedito bozzetto di De Mura, opera preparatoria dell’Adorazione dei Magi che il maestro dipinse intorno al 1728 per la controfacciata della chiesa napoletana di Santa Maria Donnaromita. Elencato tra i quadri che il pittore custodiva nella cappella della propria residenza, l’opera fu trasferita insieme al resto della collezione De Mura nelle sale del Pio Monte della Misericordia, giungendo infine alle suore del conservatorio della Purità al Vomero. Si presentano inoltre documenti inediti sul conservatorio della Purità, tra cui il testamento del suo fondatore, il notaio Aniello Capestrice (†1635). La lettura delle sue ultime volontà chiarisce l’iconografia della pala dell’altare maggiore, firmata da Nicola Maria Rossi e datata 1720, lasciando intendere che nella sua committenza giocarono un ruolo decisivo i frati teatini di San Paolo Maggiore, da sempre devoti alla purezza della Vergine e custodi temporanei delle spoglie mortali di Capestrice.| File | Dimensione | Formato | |
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