Il saggio ricostruisce la storia lessicale e simbolica dell’immagine del donjon e delle sue varianti italo-romanze (dominione, rocca, cassero, maschio), dall’etimo latino alle rielaborazioni metaforiche nella cultura letteraria italiana dei primi secoli. Dopo un’analisi filologica delle attestazioni medievali, il contributo mette in luce il passaggio dal significato architettonico-militare al traslato interiore nella lirica duecentesca e nella riflessione dantesca. Questo percorso lessicale e simbolico si intreccia con l’eredità classica, che aveva già assimilato la metafora castrale alla sfera interiore e sacrale. Nella Commedia, tale tradizione culmina nella rappresentazione della Città di Dite come castrum rovesciato, il cui centro è il dificio di Lucifero, interpretabile come dongione vivente e immagine intima del dominio infernale. *** The paper reconstructs the lexical and symbolic history of the image of the donjon and its Italian variants (dominione, rocca, cassero, maschio), from its Latin etymology to its metaphorical adaptations in early Italian literary culture. After a philological analysis of medieval sources, the paper highlights the transition from architectural-military meaning to inner meaning in 13th-century poetry and Dante’s work. This lexical and symbolic evolution is intertwined with the classical heritage, which had already assimilated the metaphor of the castle into the inner and sacred sphere. In Dante’s Commedia, this tradition culminates in the representation of the City of Dis as an inverted castrum, whose centre is Lucifer’s dificio, which can be interpreted as a living dungeon and the intimate image of infernal domination.
Architetture difensive e metafore castrali dal linguaggio poetico duecentesco alla topografia della Commedia di Dante / Ferrante, Gennaro. - In: FILOLOGIA E CRITICA. - ISSN 0391-2493. - 1-2(2025), pp. 1-14.
Architetture difensive e metafore castrali dal linguaggio poetico duecentesco alla topografia della Commedia di Dante
Gennaro Ferrante
Primo
2025
Abstract
Il saggio ricostruisce la storia lessicale e simbolica dell’immagine del donjon e delle sue varianti italo-romanze (dominione, rocca, cassero, maschio), dall’etimo latino alle rielaborazioni metaforiche nella cultura letteraria italiana dei primi secoli. Dopo un’analisi filologica delle attestazioni medievali, il contributo mette in luce il passaggio dal significato architettonico-militare al traslato interiore nella lirica duecentesca e nella riflessione dantesca. Questo percorso lessicale e simbolico si intreccia con l’eredità classica, che aveva già assimilato la metafora castrale alla sfera interiore e sacrale. Nella Commedia, tale tradizione culmina nella rappresentazione della Città di Dite come castrum rovesciato, il cui centro è il dificio di Lucifero, interpretabile come dongione vivente e immagine intima del dominio infernale. *** The paper reconstructs the lexical and symbolic history of the image of the donjon and its Italian variants (dominione, rocca, cassero, maschio), from its Latin etymology to its metaphorical adaptations in early Italian literary culture. After a philological analysis of medieval sources, the paper highlights the transition from architectural-military meaning to inner meaning in 13th-century poetry and Dante’s work. This lexical and symbolic evolution is intertwined with the classical heritage, which had already assimilated the metaphor of the castle into the inner and sacred sphere. In Dante’s Commedia, this tradition culminates in the representation of the City of Dis as an inverted castrum, whose centre is Lucifer’s dificio, which can be interpreted as a living dungeon and the intimate image of infernal domination.| File | Dimensione | Formato | |
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