Il saggio si propone di analizzare la rappresentazione visuale dei celebri calchi delle vittime dell’eruzione che seppellì Pompei nel 79 d.C. La fotografia e le riviste illustrate si impongono quasi contemporaneamente al procedimento di realizzazione dei calchi, introdotto da Giuseppe Fiorelli nel 1863 e destinato a eclissare perfino il Vesuvio in eruzione nell’immaginario collettivo. I calchi – quasi delle istantanee a tre dimensioni – rafforzavano l’impressione di un contatto diretto con l’antichità e avrebbero continuato ad accendere la fantasia dei visitatori e degli appassionati di Pompei fra la fine dell’Ottocento e lungo tutto il Novecento. A partire dalle immagini che corredavano i primi resoconti giornalistici, ci si propone di individuare le origini e le componenti di un motivo – le impronte di gesso come condensazione del rapporto fra passato e presente e del binomio amore / morte, rafforzato dalle versioni letterarie del mito di Pompei – che il cinema e l’audiovisivo avrebbero continuato a rielaborare nel tempo.
Impronte catastrografiche. I calchi pompeiani nell’iconosfera otto-novecentesca / Gaudiosi, Massimiliano. - In: VISUAL HISTORY. - ISSN 2421-5627. - XI:(2025), pp. 13-29.
Impronte catastrografiche. I calchi pompeiani nell’iconosfera otto-novecentesca
Massimiliano Gaudiosi
2025
Abstract
Il saggio si propone di analizzare la rappresentazione visuale dei celebri calchi delle vittime dell’eruzione che seppellì Pompei nel 79 d.C. La fotografia e le riviste illustrate si impongono quasi contemporaneamente al procedimento di realizzazione dei calchi, introdotto da Giuseppe Fiorelli nel 1863 e destinato a eclissare perfino il Vesuvio in eruzione nell’immaginario collettivo. I calchi – quasi delle istantanee a tre dimensioni – rafforzavano l’impressione di un contatto diretto con l’antichità e avrebbero continuato ad accendere la fantasia dei visitatori e degli appassionati di Pompei fra la fine dell’Ottocento e lungo tutto il Novecento. A partire dalle immagini che corredavano i primi resoconti giornalistici, ci si propone di individuare le origini e le componenti di un motivo – le impronte di gesso come condensazione del rapporto fra passato e presente e del binomio amore / morte, rafforzato dalle versioni letterarie del mito di Pompei – che il cinema e l’audiovisivo avrebbero continuato a rielaborare nel tempo.| File | Dimensione | Formato | |
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