Gli apografi finalizzati all’edizione parigina del Trattato della Pittura (1651) hanno avuto una fortuna storiografica autonoma, mentre gli altri, sebbene anch’essi destinati a essere resi noti, sono tuttora in gran parte inediti e tanto meno interpretati in relazione alle fonti originali. Questo gruppo di apografi, in molti casi solo indirettamente correlati al Trattato della Pittura, gli autori conducono da tempo un'opera di trascrizione, allo scopo di studiarli, contestualizzarli e pubblicarli: essi pongono il problema del ruolo di Leonardo nella storiografia scientifico-artistica europea, che passa esplicitamente attraverso temi quali i fenomeni della luce e della rappresentazione dei corpi e del paesaggio, degli elementi macchinali funzionali alla vita civile, del moto e dell’uso dell’acqua, delle scienze fisiche e naturali, dell’architettura e dell’ingegneria. Molte ancora le incognite esistenti intorno al ‘Progetto Leonardo’ di Cassiano, che nella mente del suo ideatore era sicuramente ben più complesso e articolato. Una ricerca questa che ha il suo fulcro storico, e geografico, tra Milano e Roma, con interessanti propaggini napoletane in ambito linceo, e che ha tra i suoi co-protagonisti il pittore cesenate Matteo Zaccolini (1574-1630), l’architetto barnabita Giovanni Ambrogio Mazenta (1565-1635), il celebre collezionista Galeazzo Arconati (1580-1649) e il suo figlio naturale Luigi Maria (al secolo Francesco, 1605 circa-post 1644). Su di loro, in ambito romano, l’egida del cardinale Francesco Barberini (1597-1679), nipote di Maffeo Barberini, pontefice con il nome di Urbano VIII dal 1623 al 1644, e in ambito milanese l’altrettanto importante cardinale Federico Borromeo (1564-1631). In questo clima sono da rintracciare le radici del ‘Progetto Leonardo’, che da una prima idea divenne, grazie a dal Pozzo, un programma editoriale molto più complesso. Ma forse l’idea iniziale non spettò solo a lui: in particolare, va messo in evidenza il ruolo svolto da Zaccolini e da Mazenta quali ispiratori dell’impresa sin dal primo ventennio del Seicento, con i loro più che probabili incontri tra Roma e Napoli, e forse anche a Milano. Non vanno infine sottovalutate le linee metodologiche comuni al programma di Cassiano, alle più ampie attività condotte dal suo gruppo per il Museo Cartaceo e al dibattito linceo tra Roma e Napoli nei primi decenni del Seicento.
Il ‘Progetto Leonardo’ di Cassiano dal Pozzo: protagonisti, premesse e sviluppi tra Milano, Roma e Napoli / Buccaro, Alfredo. - In: RACCOLTA VINCIANA. - ISSN 2038-0917. - XLI(2025), pp. 277-315.
Il ‘Progetto Leonardo’ di Cassiano dal Pozzo: protagonisti, premesse e sviluppi tra Milano, Roma e Napoli
ALFREDO BUCCARO
2025
Abstract
Gli apografi finalizzati all’edizione parigina del Trattato della Pittura (1651) hanno avuto una fortuna storiografica autonoma, mentre gli altri, sebbene anch’essi destinati a essere resi noti, sono tuttora in gran parte inediti e tanto meno interpretati in relazione alle fonti originali. Questo gruppo di apografi, in molti casi solo indirettamente correlati al Trattato della Pittura, gli autori conducono da tempo un'opera di trascrizione, allo scopo di studiarli, contestualizzarli e pubblicarli: essi pongono il problema del ruolo di Leonardo nella storiografia scientifico-artistica europea, che passa esplicitamente attraverso temi quali i fenomeni della luce e della rappresentazione dei corpi e del paesaggio, degli elementi macchinali funzionali alla vita civile, del moto e dell’uso dell’acqua, delle scienze fisiche e naturali, dell’architettura e dell’ingegneria. Molte ancora le incognite esistenti intorno al ‘Progetto Leonardo’ di Cassiano, che nella mente del suo ideatore era sicuramente ben più complesso e articolato. Una ricerca questa che ha il suo fulcro storico, e geografico, tra Milano e Roma, con interessanti propaggini napoletane in ambito linceo, e che ha tra i suoi co-protagonisti il pittore cesenate Matteo Zaccolini (1574-1630), l’architetto barnabita Giovanni Ambrogio Mazenta (1565-1635), il celebre collezionista Galeazzo Arconati (1580-1649) e il suo figlio naturale Luigi Maria (al secolo Francesco, 1605 circa-post 1644). Su di loro, in ambito romano, l’egida del cardinale Francesco Barberini (1597-1679), nipote di Maffeo Barberini, pontefice con il nome di Urbano VIII dal 1623 al 1644, e in ambito milanese l’altrettanto importante cardinale Federico Borromeo (1564-1631). In questo clima sono da rintracciare le radici del ‘Progetto Leonardo’, che da una prima idea divenne, grazie a dal Pozzo, un programma editoriale molto più complesso. Ma forse l’idea iniziale non spettò solo a lui: in particolare, va messo in evidenza il ruolo svolto da Zaccolini e da Mazenta quali ispiratori dell’impresa sin dal primo ventennio del Seicento, con i loro più che probabili incontri tra Roma e Napoli, e forse anche a Milano. Non vanno infine sottovalutate le linee metodologiche comuni al programma di Cassiano, alle più ampie attività condotte dal suo gruppo per il Museo Cartaceo e al dibattito linceo tra Roma e Napoli nei primi decenni del Seicento.| File | Dimensione | Formato | |
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